Scritti Vaganti, The Toma show

MIMI

Tutto si può dire tranne che il Presidente del Molise, Donato Toma, non faccia divertire dentro e fuori le stanze del potere. Più che un Presidente è un mattatore da palcoscenico, uno che suona la chitarra con gli amici, che fa brindisi con calici di vino, o frizzantino tanto va di moda oggi, uno che proprio non sopporta di stare dentro quattro mura di un ufficio o di un’aula consiliare, no proprio non ci riesce, ma quando lo deve fare dà inizio al suo personalissimo show. Se poi c’è qualcuno con cui prendersela ancora meglio, insomma non proprio un bulletto di scuola media, per le superiori devi essere più scafato per fare il bullo, che appena vede l’opportunità di divertirsi e far divertire parte in quarta e si dimentica che il suo ruolo istituzionale impone un certo rigore, rispetto per i colleghi consiglieri e soprattutto per i cittadini, ma a lui queste regole vanno strette. Provate un po’ a immaginarlo quando entra in aula, si guarda intorno con il sopracciglio destro alzato, individua il soggetto da “bullizzare” (in questo caso Andrea Greco) e inizia a fare occhiolini a destra e a manca facendo capire che a breve darà il via alle danze.

Continuate a pensarlo quando di colpo, come il mago Otelma, alza le braccia al cielo e lancia una maledizione (cosi l’ha chiamata lui) al capogruppo del M5S, Andrea Greco, ecco gli manca solo il camicione di Otelma e la comica è servita. Sarebbe comico se parlassimo di un gruppo di amici al bar che all’ennesima birra devono dare una svolta alla serata, ma se parliamo di un Presidente di una regione per piccola che sia, beh la storia cambia. Cosi come non ci sono le mezze stagioni, non ci sono nemmeno più i Presidenti di una volta.