Sanità, il Sud Italia uguale a Bulgaria e Romania in Molise peggio

Queste parole sono state pronunciate un pò di tempo fa da Walter Ricciardi, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, non da un giornalista rompiscatole e magari meridionalista. Ricciardi dice senza, mezzi termini, che esistono due Italie. “I cittadini del Sud sono di un altro paese – più vicino alla Bulgaria e alla Romania”. Ricciardi racconta che il divario sanitario fra Nord e Sud trova la sua origine nel 2001 con la modifica del Titolo V della Costituzione, con il trasferimento della sanità alle regioni.

Per Ricciardi, l’attuale sistema gestionale della sanità non permette allo Stato di intervenire per riequilibrare questo divario. Chi nasce a Sud ha un’aspettativa di vita di 4 anni in meno rispetto alle altre regioni. Inoltre l’aspettativa di vita è di 8 anni in meno per chi nasce e vive nella zona metropolitana di Napoli. Per il cancro della mammella si ammalano di più le donne settentrionali, ma il tasso di mortalità è uguale a quello delle popolazioni meridionali. Questo succede perché al Nord si fa lo screening. L’assistenza domiciliare è quasi zero al Sud. La sanità è una questione di fondamentale importanza per la qualità della vita dei cittadini del Sud e per il rilancio della sua economia. Nel 2015, circa 69 mila siciliani sono scivolati sotto la soglia della povertà a causa delle spese sanitarie che hanno sostenuto per uno o più parenti. Se non si risolve il problema sanità al Sud, attraverso un’azione legislativa forte, sistemica e dirompente, il Sud non ha nessuna possibilità di farcela.

Se consideriamo il Molise, dove difficilmente i cittadini possono accedere a cure mediche di buon livello, nonostante la Costituzione lo sancisce, e se consideriamo anche i super ticket che paghiamo, e i soldoni pubblici che diamo alle strutture private, sempre più in sostituzione del pubblico, e di tutti i finanziamenti che spostati dal sud al nord, ci rendiamo conto di come, questo sistema al massacro non può reggere. E i massacrati sono i cittadini che hanno bisogno della sanità. In Molise la prevenzione è inesistente e le liste d’attesa sono lunghissime un mix micidiale con l’aggiunta della mancanza di pronto soccorso in diverse strutture.

La classe dirigente molisana è responsabile della rovina del sistema sanitario della regione perché ha messo in atto politiche poco trasparenti caratterizzate da incompetenza e da malafede. L’ingiusta e cattiva politica italiana, invece, non vuole attuare l’articolo 3 della Costituzione che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini.