Larino, un’isola poco ecologica puzza e mancanza di sicurezza cittadini sul piede di guerra

Qualche settimana fa il Comune di Larino ha posizionato in via Francesco Iovine, parallela di Viale Giulio Cesare, un’isola ecologica automatizzata. Ebbene, nonostante in quel posto insistono diverse attività commerciali, pizzerie, bar, macelleria e un supermercato, hanno fatto presente al Sindaco Puchetti e al consigliere Pontico che quella soluzione non era idonea per quel posto.

Chiaramente essendo straconvinti che il loro operato sia il non plus ultra dell’amministrazione non hanno voluto sentire ragione e hanno risposto che quel cassone da quel posto non si muove. Il problema è che in molti usano l’isola in maniera inappropriata e la puzza, complice anche il gran caldo di questi giorni, diventa insopportabile, senza paura di essere smentiti, vi invitiamo a passarci, chi non l’ha già fatto e verificare di persona se è possibile avere i rifiuti attaccati a una pizzeria.

Non solo, la pizzeria in questione che ha più volte chiesto al Sindaco di poter spostare l’isola ma senza risultati. La cosa buffa però è che sempre i proprietari della pizzeria hanno già pagato l’occupazione del suolo pubblico per i tavolini all’aperto, tavolini che probabilmente resteranno vuoti per il tanfo insopportabile che si sente. Cosi, mentre da una parte si agevola un commerciante facendo sconti sull’affitto, dall’altra se ne affossano altri perchè l’immondizia deve stare in quel posto. Ma perchè proprio in quel posto? C’entra qualcosa il contenzioso che il Comune ha con una nota impresa di Larino su una storia di bonifica di un sito inquinato? E come mai esiste solo un permesso “verbale” e nessuna delibera (almeno fino a questo momento) per poter posizionare in quel posto una cosa del genere? E le autorizzazioni sanitarie ci sono? E le norme di sicurezza sono rispettate? Insomma, non era difficile immaginare che l’isola ecologica in

quel posto potesse creare disagi e problemi, ed era immaginabile che le decine di famiglie che abitano in quella strada comprese le attività commerciali un po’ si arrabbiassero, ma niente funziona cosi. Duemila anni fa i Romani usavano quella strada per arrivare alle terme di villa Zappone, il muro è ancora visibile, oggi ci mettiamo l’immondizia.