Larino, ponte sulla bifernina interdetto solo agli autobus pendolari costretti a un’ora in più di viaggio

Voi tutti ricorderete i provvedimenti del Presidente Toma subito dopo il sisma dello scorso agosto, quando, per motivi di sicurezza chiuse la Bifernina, poi riaperta ma con limiti di velocità sui viadotti di 50 k/h. In quella stessa occasione, inibì il transito sul ponte che a Larino conoscono come il “ponte dello sceriffo”, quello per intenderci, che scendendo dal carcere immette il traffico sulla Bifernina in direzione Termoli o Campobasso.

Quell’ordinanza emessa dai nostri scienziati regionali chiudeva al traffico pesante proprio quel ponte, dove poco tempo prima avevano realizzato un terminal per evitare ai pendolari di scendere sulla Bifernina per prendere l’autobus della SATI.

Ebbene, in questi mesi, l’autobus e quindi i pendolari che tutte le mattine raggiungono il capoluogo di regione per lavoro o per studio, sono costretti a fare il giro in contrada Bosco, per poi riprendere la Bifernina, allungando cosi il percorso di circa venti minuti, e che andata e ritorno stanno fuori casa circa un’ora in più rispetto a quando l’autobus scende direttamente sul ponte dello sceriffo.

Il problema però, che altri mezzi pesanti, camion dello gessificio, mezzi da cantiere carichi di materiale da costruzione, passano lo stesso su quel ponte nonostante gli sia inibito da una delibera della regione Molise, e le foto che abbiamo scattato qualche giorno fa parlano da sole. Nessuno controlla, nessuno vede, ma l’autobus della SATI, deve allungare di circa un’ora il suo percorso per rispettare le regole, e i pendolari degli altri comuni devono scendere di nuovo sulla Bifernina per prendere l’autobus, attraversando un tratto di strada dove le auto sfrecciano a velocità incredibili.