Scritti Vaganti, Molise Pride verso la Libertà a piccoli passi

Michele Mignogna

Eravamo tanti, tutti colorati, ho visto famiglie con i passeggini, ho visto anziani appaludire. Ho visto ragazze e ragazzi festeggiare la diversità, “mostrarsi” a tutti con serenità e tranquillità. Questo ho visto al Molise Pride di ieri, non ho visto “sconcezze” non ho visto superare nessun limite se non quello dell’allegria, questo è il Molise Pride, una festa colorata in cui i colori più importanti portano il nome di Libertà, Accoglienza e Uguaglianza. Essere uguali non lo impone solo la Costituzione, essere uguali, accolti e abbracciati dalla società lo impone anche la cultura, lo impone la consapevolezza che le società cambiano, ed è un cambiamento che non lo si può fermare con la violenza, fisica e verbale, non lo si può fermare con campagne costanti di odio e violenza, no!

Oggi purtroppo gli istigatori dell’odio sono in servizio effettivo e permanente, lobotomizzati dall’ideologia post nazista della Lega, che vede nel diverso il nemico da eliminare fisicamente, basta leggere i commenti sotto i post che annunciavano il Molise Pride, il nemico che come settant’anni fa va bruciato nei forni crematori, perché diverso, perché ha un orientamento sessuale che non è come loro vorrebbero che sia.

Dal palco mobile gli organizzatori hanno chiesto poche semplici cose che si potrebbero realizzare in due giorni, una legge, regionale e nazionale, che li tuteli nella società, nel mondo del lavoro e nella scuola, si anche a scuola, perché spesso i primi bulli sono proprio gli insegnanti a non accettare la diversità dei propri studenti, se hai un orientamento sessuale non è che te ne accorgi a 18 anni o alla fine del percorso di studio, te ne accorgi subito e da subito sei discriminato, cacciato maltrattato, picchiato e qualche volta anche ucciso. Vieni mandato via di casa perché i genitori non accettano la tua diversità, che non va compresa ma va punita secondo loro.

Io e la mia famiglia ieri ci siamo sentiti accolti, abbracciati dalla musica e dalle parola dei tanti che finalmente hanno visto tanta gente insieme a loro per chiedere a gran voce i Diritti Civili spesso negati in un Paese industrializzato e che una volta era tra i più potenti del mondo. Noi ieri abbiamo respirato un “fresco profumo di libertà”, la libertà di essere e non solo di apparire. Grazie a tutti voi dal profondo del cuore.