Larino, a Palazzo Ducale la trasparenza non è di casa

Riceviamo e pubblichiamo dal dottor Pardo Di Paolo

Lo scorso 8 luglio il Sindaco del comune di Larino emanava l’ordinanza n° 137 con la quale si intimava l’assoluto divieto di usare l’acqua potabile degli acquedotti comunali per usi irrigui e non strettamente connessi agli usi civili, fatta eccezione per le attività commerciali e artigianali.

Questa ordinanza scaturisce dall’impossibilità di Molise Acque a garantire un flusso idrico sufficiente alle esigenze della popolazione, come dichiarato nell’ordinanza, e dalle lamentele sempre di Molise Acque, dell’eccessivo consumo di acqua potabile negli acquedotti rurali.

Il Sindaco nella premessa ordinanza dichiara pure di dover attivare un servizio di controllo sul territorio comunale per il corretto uso dell’acqua potabile. Nell’ordinanza si richiama anche il “Vigente regolamento comunale per la gestione del Servizio Idrico, approvato dal Consiglio Comunale con atto deliberativo n° 9 del 29/03/2004”.

Non sappiamo cosa dice il su citato regolamento, perchè nessun cittadino ne ha ricevuto copia o possa leggerlo in un qualsiasi sito web. Per cui non sappiamo cosa si intende per usi civili dell’acqua potabile, se innaffiare fiori o far bere i cani è ammesso oppure no. Nè siamo a conoscenza di quanta acqua è disponibile per ogni individuo al giorno; quali sono le tariffe e quali le diversificazioni per le diverse fasce di consumo. Nella speranza di poter capire questa problematica il giorno 10 luglio scorso ho fatto richiesta al Comune di una copia del regolamento. La richiesta è stata pretesa per iscritto e regolarmente protocollata con il numero 8502. Mi fu detto che sarei stato chiamato nel giro di pochi giorni a ritirare la copia del regolamento. Ad oggi, 6 agosto, non ancora ricevo una copia di quanto richiesto, nè mi è stato indicato un sito web sul quale leggere il tutto.

Da questa vicenda se ne deve ricavare una sola morale, quella della prassi delle amministrazioni comunali di sottomettere le esigenze e gli interessi dei cittadini alla voracità ed incompetenza delle società fornitrici dei servizi, appalti e gestioni che comportano per i cittadini costi dei servizi in continuo aumento e qualità degli stessi sempre più scadenti, oltre al fatto del continuo restringersi del territorio comunale servito. Questo mette in evidenza anche il livello culturale e professionale dei dirigenti politici e tecnici comunali. Mai una presa di posizione alla politica economica regionale, che ha ridotto il Molise al limite della cancellazione, o dei loro partiti politici o cartelli elettorali. Mai una proposta scaturente dalle esigenze del territorio, a dimostrazione che gli obiettivi perseguiti servono a soddisfare i bisogni dei padroni dei partiti a cui appartengono e dai quali si attendono compensi.