Larino, fratello di un assessore condannato per irregolarità in commissione elettorale

Edmond Dantes

Come vi avevamo promesso, vi raccontiamo della spada (o spade se volete) di Damocle che pende  sulla testa di un assessore del comune di Larino, ma che getta seri dubbi anche sull’amministrazione stessa. Una storia fatta di rivelazione di segreto d’ufficio, di una condanna al pagamento di 4.500 euro di multa in sostituzione della pena detentiva e di affidamenti stranissimi che avvengono tuttora a palazzo Ducale, dove l’amministrazione crede di aver sostituito il Duca e la sua corte. Ricorderete tutti le vicende dello scorso anno quando alla presentazione delle liste, quella de LARINascita, venne esclusa per un vizio di forma nella presentazione della lista; ebbene, dopo il ricorso al TAR, la lista fu di nuovo ammessa, ma non contenti, la Commissione Elettorale e la Prefettura fecero ricorso al Consiglio di Stato escludendo definitivamente LARINascita dalla competizione elettorale dello scorso anno. Direte “vabbè tanto ormai è fatta, Puchetti ha vinto, Rainone e Di Maria sono all’opposizione e tutto va bene”: e no, non è proprio cosi.

Chi erano i componenti della commissione elettorale che determinò, di fatto, questo stato di cose? Il Presidente della commissione era la signora Testa Maria Nicolina nominata dal Prefetto di Campobasso, poi Enrico Antenucci, anch’egli nominato dal Prefetto e poi ancora i componenti nominati dal Comune. All’inizio ne faceva parte Saavedra Nicola, il quale si dimise perchè aveva sottoscritto la presentazione di una delle liste in corsa e quindi di fatto incompatibile. Qui si complica la faccenda, a sostituire Saavedra fu chiamato proprio il fratello dell’attuale assessore al turismo, che mai fece menzione di avere la sorella candidata con una delle liste in corsa, fatto gravissimo secondo il PM della Procura della Repubblica di Larino, che ha chiesto ed ottenuto la condanna dello stesso per il reato di abuso d’ufficio e violazione del segreto d’ufficio, articoli 323 e 326 c.p. Per quale motivo? Perchè subito dopo l’esclusione della lista de LARINascita (alle 14 e 45) la notizia fu data come “esclusiva” da una testata online molisana, dove guarda caso, lavora il fratello dell’assessore componente della commissione elettorale che mai ha dichiarato di avere la sorella candidata su una lista in corsa, mentre ai diretti interessati la notizia fu comunicata ufficialmente dalla commissione intorno alle 19. Ecco il problema, un componente della commissione elettorale, collegato a una candidata da uno stretto rapporto di parentela non solo partecipa all’esclusione della lista ma ne anticipa la notizia al suo giornale. Fatto ritenuto gravissimo dagli inquirenti che per questo motivo hanno condannato il “commissario” al pagamento di 4.500 euro di multa in sostituzione di una pena detentiva, ovviamente questa sospesa, ma non solo. Sempre nelle carte giudiziarie di questo scandalo (perchè cosi è) si dice anche che il componente della commissione ormai condannato, doveva quanto meno astenersi dall’esaminare la lista in cui era candidata la sorella. Non solo non si è astenuto, è rimasto in commissione e ha pure votato. Fatto questo di una gravità assoluta, e lo diciamo senza voler infierire sull’intera questione. Ma i fatti non finiscono qui. Il fratello dell’assessore oggi si occupa anche dell’organizzazione di eventi per conto del Comune e della gestione della pagina Facebook dello stesso (hanno creato uno “staff eventi” con il quale comunicano sulla pagina del Comune di Larino) ma di questo non c’è nessuna traccia, né tra le determine né tra le delibere, e ci piacerebbe capire chi e come lo paga. Il fratello dell’assessore è fidanzato con una bravissima cantante lirica, la quale (ma guarda un pò il caso) si è esibita in alcune serate a Larino ovviamente retribuita; ripeto, una bravissima cantante lirica sicuramente, ma con una qualche parentela di troppo. Per concludere, gli avvocati del fratello dell’assessore hanno presentato ricorso in appello e restiamo in attesa, ma questo per il momento, non cancella la condanna in primo grado. Le domande che poniamo al Sindaco e al suo assessore sono: ma vi sembra possibile mantenere in piedi queste situazioni? Vi sembra corretto e moralmente accettabile, che un ombra del genere cali sulla vostra amministrazione? Possibile che nessuno, dico nessuno, della maggioranza e dell’opposizione sollevi il minimo dubbio su questi fatti? Può una persona condannata in primo grado, per quei reati, reati commessi durante lo svolgimento di un pubblico sevizio, continuare – come nulla fosse – a frequentare gli uffici comunali? E soprattutto, Sindaco e Assessore, potete continuare a mantenere in piedi un’amministrazione con questi presupposti? L’etica e la morale, di cui spesso vi riempite la bocca, dove sono?