Larino, la Fiera di Ottobre va rivitalizzata e ridisegnata a lungo termine

Graziella Vizzarri – gruppo consiliare Il Germoglio

La nostra Fiera di Ottobre è un evento rappresentativo e punto di riferimento per
l’intero circondario frentano: una realtà atavica giunta a 277 anni di vita e di storia di un territorio, della sua bellezza e della sua natura agricola, agro-alimentare e
enogastronomica. Un evento che racconta la cultura delle nostre comunità, ma anche l’interazione con altri territori che raggiungevano Larino riconoscendogli il ruolo di grande centro dedito al percorso commerciale delle aziende, unico vero momento di incontro tra domanda e offerta dell’epoca. Proprio in virtù di tali considerazioni, focalizzandoci sul pensiero comune ”la fiera di Ottobre merita di più”, diventa necessario costruire nuove ere per un evento così importante.


Facendo un plauso all’Amministrazione Comunale per gli sforzi messi in campo nella
realizzazione della Fiera di Ottobre, consapevoli dell’impegno necessario, osservando e ascoltando i commenti dei visitatori, con intenti positivi e costruttivi per la nostra
Larino sottolineo: abbiamo un polo fieristico che ci permette di avere un area
dedicata, dobbiamo quindi avanzare una progettazione cucita con garbo sulla stessa
storia della Fiera, ma con sguardo di innovazione, di riconoscimento delle risorse del
territorio e quindi promozione dello stesso, ma sempre con l’intento di promuovere
l’interazione con le altre realtà. La Fiera di quest’anno appare un po’ sopita seppur
nella sua grandezza, va quindi rivitalizzata, ridisegnata la progettualità che deve
essere condivisa e a lungo termine. Non si può improvvisare, ma un evento di questo tipo va analizzato in tutte le sue sfaccettature, considerata nella sua storia, ma intercalata nell’era di marketing attuale che va a valutare con una ricerca accurata, di professionalità di settore, le azioni da ponderare per dare nuova vita alla Fiera.
Soprattutto considerando il fenomeno, oramai veloce, dello spopolamento delle aree
interne, va riconsiderata la stessa Fiera elemento di trazione per il circolo virtuoso di una ripresa agricola, agro-alimentare, enogastronomica e di Bio Distretti dell’intero territorio molisano: la Fiera nell’interno di una rete diventandone il promotore.
Bisogna pensare in modo globale se vogliamo fronteggiare lo spopolamento creando
opportunità per i cittadini molisani e la Fiera va riportata, non dico ai fasti di soli 40
anni fa, ma va vista come la grande opportunità del territorio, quindi senza
tentennamenti da lunedì si deve lavorare alla Fiera del 2020 tracciando nuovi percorsi ancestrali. Deve essere un impegno primario e non solo per la Fiera di Ottobre, in virtù di un polo fieristico che potrebbe e deve essere il volano di una progettazione proficua per l’area frentana.