Larino, i misteri del cimitero che scuotono palazzo Ducale

Non è il nuovo film di Dario Argento e nemmeno un nuovo romanzo horror di Landsdale, ma è quello che accade al cimiteto di Larino raccontato in una nota congiunta di Noi per Larino e il Germoglio.

 Ancora poca chiarezza in merito alle questioni cimiteriali del Comune frentano. 

La minoranza di Palazzo Ducale appartenenti ai gruppi consiliari “Il Germoglio” e “Noi per Larino” intende sensibilizzare e delucidare la cittadinanza in merito alle incongruenze concernenti la gestione del cimitero di Larino. 

Necessario fare un breve excursus per rendere più comprensibile la questione: il consigliere di minoranza Vito Di Maria depositava lo scorso aprile 2019 due interpellanze che saranno poi, trattate nel successivo Consiglio comunale del 24 giugno 2019. Le interpellanze avevano come spunto informazioni apprese dall’albo pretorio: provvedimenti sindacali e dirigenziali foriero di dubbi che nella discussione dell’ Assise comunale non sono stati chiariti, anzi si è proseguiti nell’errare. 

Con la prima interpellanza si chiedeva chiarimenti in merito ad un provvedimento amministrativo  inerente l’assegnazione loculo cimiteriale avvenuto 14 giorni dopo il decesso di un cittadino larinese, quindi nel frattempo dove è stato custodito il feretro?

Altresì la domanda, per quale motivo non è stata applicata la determina dirigenziale n°49 del 2017 che regolarizza l’immediata tumulazione?  Ma l’Amministrazione non ha dato risposte esaurienti.

Durante lo stesso Consiglio nell’affrontare la seconda interpellanza riconducente sempre alle questioni cimiteriali, si chiedeva la motivazione in merito ad una estumulazione, tumulazione e traslazione di salma con documenti amministrativi riportanti la stessa data, come fosse avvenuto tutto lo stesso giorno, e quindi, con la violazione di tutte una serie di norme partendo dal regolamento di Polizia Mortuaria comunale sino a norme più impegnative. Il Sindaco giustificava la permanenza del defunto nell’area destinata all’emergenza loculi come una situazione transitoria in attesa di una destinazione più confacente. Quindi, sussiste davvero un’emergenza loculi, se essa sussiste viene applicata per tutti i cittadini in egual modo? Ma la risposta, come la precedente,  non è stata esauriente. 

Nel Consiglio comunale del 3 ottobre 2019 il consigliere Di Maria torna sull’argomento,  che continua ad essere poco trasparente, riportando una delibera di fine agosto con cui si autorizzava l’escavazione di 5 fosse cimiteriali e successivo reinterro per un totale di euro 1.037,00 più iva, e a tal merito chiedeva la regolarità del provvedimento che si presentava piuttosto ambiguo. Il sindaco, in risposta sminuiva la cifra menzionata e asseriva che l’Ente doveva comunque sostenere i costi dei lavori in questione, ma delle fosse nessuna spiegazione.  Di Maria, a controrisposta, affermava che trattandosi di soldi pubblici andavano comunque discussi con l’attenzione dovuta a garanzia del cittadino. 

Ma proprio per la mancata chiarezza, nel Consiglio comunale del 21 novembre scorso, il consigliere di minoranza Franco Rainone ritorna sull’argomento cimiteriale con una interpellanza depositata in settembre scorso, ma “considerata” in ritardo per un disguido amministrativo. 

Nell’interpellanza in questione, Rainone riportando sempre quanto appreso dall’albo pretorio del Comune di Larino, chiedeva tra l’inverosimile come poteva essere possibile una richiesta loculo pervenuta all’Ente dopo due giorni dall’avvenuto funerale di un cittadino di Larino che in realtà doveva essere già tumulato. 

Pertanto, chiedeva altresì, dove era stato custodito il feretro del defunto dopo la celebrazione del funerale e se vi era agli atti un verbale dei Vigili Urbani, ma anche in merito a ciò il Sindaco non ha chiarito il dilemma. Si aggiunge a quanto riportato da Rainone anche l’osservazione, del consigliere Di Maria, inerente la disparità di trattamento tra cittadini. Il consigliere Rainone, nel rimarcare la presenza dell’area predisposta per le urgenze,  evidenziandone anche i costi notevoli della stessa, oltre 2000 euro di differenza, fa notare la discrepanza di azioni per i defunti: alcuni tumulati nell’area del vecchio cimitero con costi inferiori, altri nell’area delle urgenze con costi esosi, mentre altri, tumulati in via transitoria nell’area dell’urgenze, nell’attesa che loculi meno costosi si rendano disponibili. Tutto ciò sempre autorizzato da provvedimenti amministrativi. 

Il consigliere Rainone pone, inoltre, un altro quesito fondamentale facendo riferimento alla normativa delle urgenze per carenza loculi che, non consente la prenotazione anzitempo essendo essa destinata all’immediata tumulazione. Chiede quindi, chiarimenti concernenti i provvedimenti amministrativi che hanno autorizzato traslazione e successiva tumulazione di defunti, nell’area sopracitata, deceduti addirittura nell’anno 2006. Il quesito, anche in questa circostanza, non ha ricevuto chiarimenti.

In tale sede si ritorna anche sulla questione delle già note 5 fosse cimiteriali evidenziate da Di Maria in precedenza. Il consigliere Rainone mostra in sede di Consiglio, un documento informativo fornito dal segretario comunale che riportava lavori di scavi di fosse cimiteriali effettuati, taluni, nell’anno 2018, ma le date riportate nella determina dirigenziale sono tutte di agosto 2019. In merito a tale incongruenza il sindaco si è infervorato, ma senza dare risposte opportune. 

Quindi le questioni cimiteriali frentane restano ingarbugliate nella poca trasparenza di azioni e forse anche nella poca consapevolezza dell’entità del problema, ma come ha asserito il presidente del Consiglio comunale Antonio Vesce “si fa per il morto e si cerca di aiutare la famiglia”, peccato però, a quanto pare non si fa per tutti i morti e non per tutte le famiglie. 

Assicuriamo i lettori che l’argomento verrà trattato anche in seguito in virtù di altre criticità riscontrate.