Larino, nota di ringraziamento al Papa di Giuseppe Mammarella

“Singolare e inattesa gratificazione”

Papa Francesco, come è noto, con apposito documento (Breve) datato 20 marzo 2019, mi ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno, ovviamente su proposta del Vescovo di Termoli-Larino, S. E. Rev.ma Mons. Gianfranco De Luca. 

La notizia mi è stata comunicata direttamente dal Presule il 15 maggio seguente, giorno in cui a Larino e diocesi si celebra la festa dei Santi Martiri Larinesi. Il Vescovo Mons. De Luca, che ringrazio di cuore, con l’annuncio ufficiale, ha affermato: “accogliamo con gioia questa comunicazione arrivata, peraltro, in un giorno speciale, quale la solennità dei Santi Martiri Larinesi […]. L’onorificenza pontificia di Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno non vuole essere altro che un segno per esprimere ampia gratitudine e riconoscenza al servizio speso con amore, passione, competenza, studio e dedizione alla causa di Giuseppe Mammarella. Un punto di riferimento per la comunità diocesana che da tempo assicura, con spirito di gratuità, un servizio pregevole attraverso un lavoro di ricerca storiografica, catalogazione, contributi, pubblicazioni e varie e interessanti iniziative culturali rinnovando sempre la piena disponibilità e la cura preziosa del nostro immenso patrimonio di storia, arte e fede”.

La consegna dell’importante onorificenza, che per me rappresenta una cosa davvero straordinaria, è avvenuta in forma solenne in cattedrale a Larino il 17 ottobre, giorno in cui si ricorda “il dies natalis” di San Pardo, a mezzo del Vescovo Mons. Gianfranco De Luca, per conto di Papa Francesco. 

Le date di emissione del documento (20 marzo), della comunicazione ufficiale (15 maggio) e della consegna (17 ottobre), sono, per me, molto significative perché coincidono, rispettivamente, con quelle del mio onomastico (giorno seguente alla solennità di San Giuseppe), della memoria dei Santi Martiri Larinesi e del “dies natalis” di San Pardo, i primi Compatroni e l’altro Patrono della mia città natale e dell’intera diocesi.  

In questa speciale circostanza, il mio primo doveroso pensiero è stato per i miei Genitori che, dall’alto, guidano i miei passi, per il Santo Padre e per l’artefice di questa inaspettata “operazione”, il Vescovo Mons. Gianfranco De Luca. Si tratta, senza alcun dubbio, di un dono eccezionale che dedico alla cara memoria dei miei Genitori ed a quanti apprezzano la mia modesta attività. Spero di continuarla fino a quando il Signore vorrà, e per questo mi affido all’intercessione dell’Assunta, prima titolare della stupenda basilica cattedrale di Larino, dei Patroni San Pardo e i Santi Martiri Larinesi, a cui aggiungo il Grande Pontefice San Gregorio I, titolare del “mio” Ordine pontificio. 

“Il senso dell’onore non va mai fuori moda, quando è legato al buon operato di ciascuno di noi, indipendentemente dalle decorazioni o dagli apprezzamenti ricevuti. Il riconoscimento del bene compiuto e l’esempio di tanti uomini ci aiutino a dedicarci a cause onorevoli come il servizio della persona umana, del bene comune e della pace e dello sviluppo integrale dei popoli”. Lo ha affermato il Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, nel presentare in Vaticano, il 29 ottobre 2019, un’opera di Dominique Henneresse sulle decorazioni della Santa Sede.  

Poiché da più parti mi sono giunte richieste d’informazioni in merito a quest’Ordine pontificio, colgo l’occasione per proporre, qui di seguito, alcuni ragguagli.  

L’Ordine Equestre di San Gregorio Magno fu istituito con Breve “Quod Summis Quibusque” da Papa Gregorio XVI il 1° settembre 1831. 

Esso è uno dei cinque Ordini pontifici di “collazione diretta”, conferiti cioè direttamente dal Papa, che attualmente si assegnano a laici (uomini e donne), in riconoscimento per il loro servizio alla Chiesa cattolica. 

Si tratta: dell’Ordine Supremo del Cristo (istituito il 14 marzo 1319 da Giovanni XXII); dell’Ordine dello Speron d’Oro (istituito in epoca non precisata e restaurato da San Pio X il 7 febbraio 1905); dell’Ordine Piano (istituito il 17 giugno 1847 dal Beato Pio IX e riformato da Pio XII l’11 novembre 1939 e il 25 dicembre 1957); dell’Ordine di San Gregorio Magno (istituito, come già accennato, da Gregorio XVI il 1° settembre 1831 e riformato da San Pio X il 7 febbraio 1905); dell’Ordine di San Silvestro Papa (tratto dalla Milizia Aurata con questo titolo da Gregorio XVI il 31 ottobre 1841 e riformato da San Pio X il 7 febbraio 1905).

Da notare che i primi due e cioè l’Ordine Supremo del Cristo e l’Ordine dello Speron d’Oro, anche se non aboliti, non vengono più, ormai da tempo, presi in considerazione.

L’Ordine di San Gregorio Magno, quindi, segue l’Ordine Piano (quest’ultimo generalmente concesso a Capi di Stato e di Governo, a Ministri di Stato e Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede) e precede quello di San Silvestro. Gode del privilegio del saluto militare da parte delle guardie svizzere e della precedenza, oltre che sull’Ordine di San Silvestro, anche su quelli di “sub collazione”, in quanto concessi per delegazione apostolica e pertanto posti sotto la protezione della Santa Sede, quali l’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e l’Ordine di Malta.

Oltre agli Ordini fin qui citati, la Sede Apostolica conferisce, solo come distintivi d’onore, la Croce “Pro Ecclesia et Pontifice” e la Medaglia “Benemerenti”, istituite da Leone XIII.

Da precisare che il 16 ottobre 2012 la Santa Sede diramò un comunicato attraverso cui negò il riconoscimento agli Ordini Equestri di nuova istituzione e a quelli fatti risalire agli Ordini Medioevali e confermò solo i propri Ordini Equestri (Supremo del Cristo, Speron d’Oro, Piano, San Gregorio Magno e San Silvestro Papa) e quelli del Sovrano Militare Ordine di Malta e del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Le modalità di conferimento degli Ordini Equestri di “collazione diretta” e quelli dei distintivi d’onore (Croce e Medaglia) è riservata ai Vescovi diocesani che possono avanzare la proposta, in segno di apprezzamento e riconoscenza per il servizio prestato dal candidato. La richiesta, accompagnata dal “curriculum vitae” (età, professione, condizione familiare e sociale, con descrizione accurata delle benemerenze acquisite nei riguardi della Chiesa) dovrà essere inviata alla Nunziatura Apostolica che provvederà ad inoltrarla, corredata dal proprio nulla osta, alla Segreteria di Stato.

Limitando, in questa sede, la descrizione del grado di Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno, preciso che la nomina, resa nota con la pubblicazione nell’Acta Apostolicae Sedis (gazzetta ufficiale dello Stato Vaticano), viene partecipata con Lettera Apostolica (Breve pontificio), in sottocute d’agnello, emessa dalla Segreteria di Stato. Quella che mi riguarda, scritta nella lingua ufficiale vaticana, ossia il latino, tradotta liberamente così recita: “Francesco Pontefice Massimo, accettando volentieri le richieste a Noi rivolte, dalle quali apprendiamo che tu hai ben meritato per il bene e per l’incremento del patrimonio cattolico della Chiesa, manifestiamo apertamente grata testimonianza della Nostra volontà a te Giuseppe Mammarella della Diocesi di Termoli-Larino, scegliamo, creiamo e nominiamo Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno  e ti concediamo facoltà di godere di tutti i privilegi, che sono annessi a questa dignità. Dato in Roma, presso San Pietro (data). Segue la firma autografa del Cardinale Segretario di Stato ed il sigillo ad inchiostro rosso della Santa Sede.

Per i Cavalieri dell’Ordine di San Gregorio Magno (classe civile) l’uniforme, così come stabilito dalla Cancelleria degli Ordini Equestri (7 febbraio 1905), è di colore verde mirto con ricchi ricami d’argento e si compone, tra l’altro, di spadino e feluca piumata di nero. Solitamente si utilizza per ricevimenti in Vaticano o per scortare il Vescovo diocesano durante le solenni celebrazioni liturgiche interne ed esterne. L’insegna è costituita da una croce maltese con al centro l’immagine di San Gregorio Magno sul dritto ed il motto “Pro Deo et Principe” sul recto. La Croce in questione, sovrastata da una corona d’alloro in smalto verde, è sostenuta da una fascia rossa bordata d’oro.

   Giuseppe Mammarella

Responsabile dell’Archivio Storico Diocesano di Termoli-Larino