Larino, sulla questione dell’assessore Vitiello interviene il Germoglio “chi amministra deve dire la verità”

S C U S A T E I L R I T A R D O !

La vicenda del contributo accordato all’Assessore con Decreto Sindacale Nr. 47 del 26/06/2019, in seguito a domanda inoltrata, con relativi allegati, in data 14/05/2019 e successivamente integrata con ulteriori documenti il 14/06/2019, per risistemare una casa di proprietà nel centro storico di Larino danneggiata dal sisma dell’agosto 2018, ormai tiene banco da tempo. Ne aveva parlato Molise Quattro Punto Zero e, successivamente, l’opposizione in Consiglio Comunale aveva sollevato dubbi riferiti anche ad altre pratiche, tanto da suggerire l’annullamento in autotutela in caso di irregolarità.

In data 25/11/2019 è stato emanato il Decreto Sindacale Nr. 69 che ha annullato in autotutela il Decreto Sindacale precedente, per cui il contributo all’Assessore non verrà più erogato. LA MOTIVAZIONE FORNITA RIGUARDEREBBE LA SCADENZA DEL TERMINE ENTRO CUI I LAVORI DOVEVANO ESSERE TERMINATI; PECCATO CHE L’INIZIO E IL TERMINE DEI LAVORI PORTINO LA MEDESIMA DATA! Un fatto singolare, che contribuisce a infittire una trama già di per sé intricata.


Il provvedimento, che rappresenta comunque un fatto positivo, non basta però a chiarire il caso, perché non si comprende il motivo per cui un soggetto richieda un contributo per poi far scadere i termini perdendolo.
Partiamo dal presupposto che tra i requisiti fondamentali per inoltrare la domanda, c’era quello di abitare nell’immobile in maniera abituale e continuativa. La nostra è una piccola comunità e non servono indagini per capire “dove abita chi” e arrivare a comprendere che, forse, mancava proprio questo requisito. L’Assessore abitava in quella casa? Sorgono dubbi. Questo aspetto fondamentale, dunque, comunque rimane nonostante l’annullamento e si riflette sull’intera Amministrazione che, conoscendo bene il richiedente, doveva solo limitarsi a NON avallare la domanda, non essendoci neppure il bisogno di verificare tale requisito. POSSIBILE CHE NESSUNO DELLA GIUNTA ABBIA AVUTO DUBBI IN MERITO? Tra l’altro, ricordiamo che quando la vicenda è venuta a galla, qualcuno, sentendosi attaccato, ha fatto grandi arringhe via social, prima che venisse fatto il suo nome.
Quando si decide in autonomia di amministrare una comunità, il presupposto, su cui tutto si regge, è la consapevolezza di dover agire nell’interesse di tutti, con TRASPARENZA e camminando sul sentiero della legalità. Solo così si può costruire quella che qualcuno chiama “amicizia universale”, che si istaura tra il governante, che la crea come spazio d’incontro, e il cittadino. Ed è in questo spazio che chi amministra deve guadagnarsi la fiducia della comunità e quando mette in atto comportamenti non chiari o tesi a interessi particolari, si rompe un equilibrio che sarà difficile da ristabilire; il margine di rientro diventa veramente labile. La chiarezza delle azioni è un elemento fondamentale per un amministratore, che deve renderne conto al cittadino. Non esistono posti di rilievo in democrazia o prese di posizione forti, e bisogna sempre ricordare che si ricoprono ruoli in cui si è esposti. Dunque, bisogna essere talmente forti da saper incassare i colpi. Quando si è a Palazzo, si svestono i panni personali e si indossano quelli del buon amministratore, che lavora per il bene comune con il buon senso del pater familias. Le giaculatorie vane per difendere l’indifendibile, visto che parlano le carte, suonano male e risultano alquanto fastidiose. Fare la voce grossa non serve, bisognerebbe invece assumersi le proprie responsabilità e ammettere di aver sbagliato. In caso contrario, sarebbe d’uopo rivedere la propria posizione e prendere la più saggia decisione.
Il Germoglio