Larino, risposta all’Assessore Vitiello “le offese non fermeranno il nostro lavoro”

Edmond Dantes

Siamo abituati ad essere offesi, derisi, minacciati di deferimenti all’Autorità Giudiziaria, ma assolutamente ci siamo mai preoccupati perché siamo abituati a valutare, osservare, pensare, informarci, procurarci i documenti ed esaminarli con cura. Perché è facile esprimere valutazioni personali, ma molto più difficile invece è parlare alla gente, esporre il proprio pensiero all’altrui giudizio. Ci si riesce soltanto con una serenità d’animo proveniente dal principio di non voler offendere o prevaricare nessuno, mai, a nessun costo.

La questione del contributo per il sisma approvato e revocato nei confronti dell’Assessore del Comune di Larino – Dott.ssa Alice Vitiello –  è uno di quei casi dove più di tutto abbiamo usato la documentazione pubblica per farci un’idea, basandoci soltanto su quanto in essa scritto. La nostra valutazione è una conseguenza della lettura, ma quella non ce la può limitare nessuno, non è possibile impedirla. Siamo fermamente convinti che sia una pratica opinabile. Noi, definiti “pseudo giornalisti” dall’Assessore, non abbiamo fatto altro che leggere il documento della Regione Molise – Giunta Regionale – che con Deliberazione 397 del 9 agosto 2018 (pochi giorni prima del sisma) deliberava di approvare la graduatoria delle istanze ammesse a finanziamento e di stabilire la modalità di concessione dei contributi (utilizzando ambedue i termini, contributo e finanziamento). A  noi sembra anche strano che si invochi il tempo della notifica, proprio perché era una graduatoria che si aspettava da tempo e si sapeva che il 9 agosto avrebbero deciso. Quindi, la cosa gravissima non è il nostro informare con i documenti, ma è invece il voler far finta di nulla, a meno che sia proprio l’informazione che diamo la cosa grave: informiamo i cittadini che così possono farsi un’idea corretta dei fatti. L’investimento che l’Assessore avrebbe fatto, superiore al contributo, è comunque in compartecipazione con un contributo pubblico a fondo perduto di 40.000 euro.

A parte il fatto che con il contributo del sisma avrebbe potuto, rispettando i termini della normativa, far partire i lavori il 25 giugno 2019 e terminarli entro il 25 ottobre 2019, mantenendo il termine per realizzare i lavori previsti dal contributo per il B&B entro gennaio 2020, quello che l’Assessore ha deciso di fare attualmente è un fatto che riguardo soltanto Lei. Sta utilizzando i soldi propri per ristrutturare lo stabile, e non quelli del sisma? E’ una scelta sua, poteva benissimo utilizzare il contributo concesso e  poi revocato per mancato rispetto del termine temporale. Noi “pseudo giornalisti” invece ci basiamo sul cartello inizio lavori esposto sulla facciata dello stabile che recita: “Lavori di pronto ripristino di un immobile” – SCIA 27 A del 14 maggio 2019”, e si tratta della esatta dicitura dei lavori da eseguire in seguito a contributo per danni del sisma 2018. Noi “pseudo giornalisti” abbiamo anche letto l’ordinanza sindacale n. 100 con la quale lo stabile in questione risulta inagibile. “….i rilevatori…incaricati dalla Protezione Civile per effettuare verifiche ai fabbricati in questo Comune….hanno accertato che nel fabbricato sito in Larino alla via Leone 4 – 6 sono presenti danni gravi alle strutture portanti tali da rappresentare serio pericolo per le persone che utilizzano l’immobile e che transitano nelle immediate vicinanze dello stesso e da renderlo inagibile”. Sono i termini utilizzati dai rilevatori del C.O.M. e ci sembra evidente l’indicazione del rischio esterno, anche perché sono le identiche parole utilizzate in altre ordinanze che hanno portato allo sgombero di intere famiglie: lesioni interne, dice l’Assessore, ma con rischio esterno, dicono i rilevatori e non gli pseudo giornalisti. Risultato? Inagibilità ottenuta, senza scomodare il vicinato per uscire di casa. Piuttosto, a noi è venuto un dubbio, ma è soltanto un dubbio anche se generato da tutto quanto scritto prima. Non è che la formula del non iniziare i lavori per non finirli in tempo è un tentativo di dare supporto al Comune giustificando la revoca in autotutela? Perché a noi – “pseudo  giornalisti” – sembra invece che la revoca doveva avvenire in quanto la richiesta di contributo era stata fatta su uno stabile disabitato mentre invece la normativa prevedeva diversamente “Ordinanza 576 Protezione civile art.1  Nell’ambito degli interventi di prima assistenza alla popolazione, al fine di favorire l’immediato utilizzo del patrimonio edilizio privato danneggiato da parte dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata danneggiata e sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità, adottati a seguito dell’evento sismico di cui in premessa….”.  Ecco, l’abitazione principale, abituale e continuativa, sgomberata anche se poi nessuno del vicinato a rischio è uscito di casa. Forse è proprio in queste rigo l’inghippo ed il vero motivo che poi ha spinto a trovare una soluzione arrampicandosi sulla questione dei termini temporali per l’autotutela, senza dire che la richiesta forse non era poi precisa precisa. Forse anche perchè, al punto 6 della stessa normativa, si indica il Comune come Ente che deve istruire la pratica, una pratica che sembra istruita senza un evidente controllo…… Allora Assessore, il ricorso che paventa all’Autorità Giudiziaria contro  noi pseudo giornalisti La invitiamo a farlo subito, estendendo le doglianze a tutte le pratiche del sisma 2018. Saremo ben lieti di ripetere le stesse identiche considerazioni con il supporto degli stessi identici documenti, perché abbiamo scelto come attività quella di informare, senza vincoli e paletti. Non ce ne voglia, ma a noi appare invece come una nota stonata la Sua presenza in Giunta, e non la nostra nell’informazione.