Larino, un Consiglio Comunale che traccia un solco profondo tra il Popolo ed il Potere.

Edmond Dantes

Il 23 dicembre si è tenuta a Larino una seduta di Consiglio Comunale, con diversi punti all’ordine del giorno. Forse è inutile sottolinearlo, ma tutti i cittadini attenti più alla sostanza che alla forma, attendevano la discussione di tre punti in particolare: rifiuti, spazzamento e gestione del sisma. Il perché? E’ da tempo che tali argomenti tengono banco, stuzzicano la curiosità dei molti che sono attenti alla vita cittadina. Punto primo, i rifiuti. L’opposizione ha chiesto lumi sui risultati del servizio di raccolta differenziata, poco chiari e mai – ufficialmente – esaminati a fondo.

Subito dopo si è parlato del contratto di smaltimento rifiuti che prevede anche il conferimento dei rifiuti di spazzamento stradale, mentre invece è emerso che tale servizio è affidato a pagamento ad ulteriore ditta, con pietose spiegazioni legate a personale dipendente in via di pensionamento e sotterfugi vari. Ma di questo settore ne scriveremo tra qualche giorno con dovizia di particolari, di documenti, di spiegazioni, perché è impossibile che la gente sia presa in giro così.

Invece, tornando al terzo punto di cui dicevamo sopra, i Consiglieri Di Maria, Vizzarri, Mezzapelle e Rainone hanno fatto propria una interpellanza dello stesso Mezzapelle ed hanno affrontato l’argomento del sisma 2018. In particolare, non essendo soddisfatti della risposta dell’Assessore competente, hanno trasformato l’interpellanza in mozione, chiedendo di presentare il testo. A noi, presenti in Consiglio, è apparsa subito evidente una sensazione: la maggioranza si attendeva una certa pressione sull’argomento, visto il gran parlare dei social giorni fa riguardo un Assessore interessato alla vicenda, ma non si aspettava certo una compattezza dell’opposizione ed una immediatezza nel riproporre l’argomento. Tanto stupiti Sindaco, Assessori e Consiglieri da chiedere una sospensione di cinque minuti. Bene ha fatto il Consigliere Di Maria ha sottolineare: “Non conoscete il testo della mozione e chiedete la sospensione? Leggiamo prima il testo e poi eventualmente sospendiamo”. Nello sport è pratica corrente, quando ci si trova in difficoltà, buttare lontano la palla, abbracciare l’avversario e fermare il gioco, ma nella politica fare questo significa altro. Vedere tutti gli interessati, Sindaco, Assessori Giardino e Alice Vitiello, Presidente Vesce, affannarsi in conciliabolo a trovare chissà quale matassa, non fa bene alla figura degli Amministratori. Anche a quella dei Consiglieri silenti, si, quelli che non parlano mai ed alzano la mano a comando. Ora, in Consiglio si è parlato del nuovo Stadio, del Parco Chico Mendes e delle case che potrebbero essere assegnate a gente in difficoltà, di raccolta differenziata, di variazioni di bilancio, di accordi con la Provincia di Campobasso per una serie di attività comuni, senza tanta enfasi. Invece ci si interessa e si chiede una sospensione soltanto quando si parla di sisma, ed in relazione non alla ricostruzione o altro, ma soltanto a inagibilità e autonoma sistemazione? Beh, a noi i dubbi aumentano, anche alla luce di una divagazione di un Assessore sulla reale connotazione del contributo di autonoma sistemazione, riferita come chiarimento verbale ai Sindaci da parte del Dott. Giarrusso della Protezione Civile e non supportata da documentazione. Si, la documentazione, le carte, i documenti, proprio quelle che a Larino creano sconcerto, difficili da ottenere e poi confutati in maniera molto personale dagli interessati. Ad esempio, la Determinazione Dirigenziale 31 R. S. – 144 R. G. del giorno 11 febbraio 2019. Il Responsabile del Servizio, dopo tutte le argomentazioni, “approva….da atto….liquida ai soggetti di cui all’Elenco allegato al presente provvedimento”. L’elenco allegato al provvedimento? Non è consultabile, e non perché sia vietato dalla normativa sulla Privacy (dovrebbe essere scritto), ma semplicemente perché non c’è. I dubbi precedenti aumentano, perché abbiamo il timore che tra quei nominativi ce ne siano alcuni facilmente immaginabili. A questo punto è difficile scindere l’ignavia dalla connivenza, e perciò chi siede in Consiglio Comunale deve fare una scelta, decidendo se “la ragion di Stato” è più forte della trasparenza, della chiarezza. Noi continueremo a chiedere, a segnalare, ad informare i cittadini, a porre domande, in attesa che a Palazzo Ducale qualcuno si svegli e torni a dare dignità al proprio ruolo….