Larino, il Segreto di Stato sull’elenco delle autonome sistemazioni meno si sa meglio è

Edmond Dantes

La prassi ben consolidata degli inquilini di palazzo Ducale è il segreto. Mantenere il segreto su tutto, controllare in maniera spasmodica i social affinché si dica solo bene di un’amministrazione che vogliono far apparire coesa ma che in effetti ha tantissimi problemi al suo interno, e che a breve usciranno fuori come una scossa sismica del settimo grado. Ed è proprio il sisma del 2018 il terreno di scontro dove si sta consumando, giorno dopo giorno, la credibilità degli amministratori, e alcuni danno già segni di insofferenza per una gestione, segreta e personalistica allo stesso tempo di tutta la questione. Complice un tecnico prostrato al sindaco e di uno “stratega” che con il suo fare sta minando irrimediabilmente la tenuta della maggioranza.

Uno strappo serio, si è consumato nel corso dell’ultimo consiglio comunale dove le opposizioni hanno presentato una mozione su tutta la partita del sisma 2018, dove nei fatti, si chiede di sapere il perché sono stati revocati diversi contributi alla ricostruzione in autotutela e soprattutto chiedono di conoscere chi sono i destinatari dei famosi contributi per l’autonoma sistemazione, un contributo cioè, concesso dalla Protezione Civile, quindi dallo Stato a quei cittadini “ la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata oggetto di provvedimenti di sgombero, emessi dalle competenti autorità a seguito degli eventi sismici del 16 agosto 2018, e la determinazione del fabbisogno necessario per l’autonoma sistemazione dei suddetti nuclei familiari”. Quindi, tutti i cittadini che hanno subito lo sgombero e che hanno trovato una sistemazione autonomamente hanno diritto a un contributo. Va da se che per percepire il suddetto contributo devi uscire di casa e trovare un’altra soluzione.

Allora qual è il problema? Il problema è che l’elenco che doveva essere allegato alla delibera non c’è, è stato “secretato” o meglio, è nelle mani della maggioranza e dell’opposizione, e che contiene nomi che, nonostante il segreto imposto dalla maggioranza, circolano insistentemente in città. Non solo, abbiamo validi motivi di credere che non tutti i percettori del CAS siano usciti di casa, si avete letto bene, alcuni cittadini percepiscono il contributo pur non avendo mai lasciato l’abitazione, il che era un requisito fondamentale, anzi, l’unico requisito del quale i comuni dovevano avere considerazione. A Larino cosi non è, a Larino, il contributo per l’autonoma sistemazione è stato definito come un “contributo al disagio”, quale disagio può esserci oltre lo sgombero dalla propria abitazione non è dato saperlo.