Larino, quali politiche sociali?

In un periodo come questo, caratterizzato da forti stravolgimenti nella vita sociale ed economica del nostro Paese, diventa sempre più preminente una gestione “intelligente” di tutte le politiche sociali, sia quelle attive sia quelle non attive. Non bastano più solo interventi assistenziali, necessari oggi, ma che non hanno e non possono avere un futuro strutturato, insomma, Stato, Regioni e Comuni non possono avere sempre la disponibilità economica per affrontare crisi come questa se alla base non c’è progettualità e una veduta lunghissima. Abbiamo appreso ieri sera in un post del Comune di Larino su facebook che oggi, 6 gennaio, il responsabile della Caritas provvederà a distribuire la seconda parte dei famosi buoni spesa, una misura finanziata dal Governo (quello degli incapaci sic!) che mette a disposizione dei fondi, in base al reddito e al nucleo familiare, per poter comprare beni di prima necessità, esempio questo di politiche sociali inattive, ti do un contributo e basta. Ebbene, anche in questo caso l’amministrazione comunale ha proceduto un po’ come le pareva, come sempre fa da due anni e mezzo a questa parte. Se è la seconda parte, quando è stata distribuita la prima parte? Quali i metodi di valutazione su chi deve riceverlo prima e chi dopo? E perché questa disparità di trattamento? Il bando per accedere a questa misura di sostegno è scaduta il 18 dicembre scorso, e da informazioni in nostro possesso sappiamo che una parte dei richiedenti ha ricevuto prima di Natale i buoni da poter spendere, mentre oggi, sempre come sappiamo, sarà distribuita la seconda parte, significa che una parte di aventi diritto ha potuto fare spese prima di Natale, gli altri si attaccano. Una gestione alquanto disordinata e confusionaria che davvero richiede l’intervento dell’Assessore competente, Angela Vitiello, la quale dopo il fattaccio degli alberi al Parco delle tre Fonti, dovrà spiegare anche questo. Si, perché pur essendo una misura decisa a livello nazionale è pur sempre l’assessorato alla politiche sociali del Comune a procedere sul suo territorio. Non sono bazzecole, qui parliamo di decine e decine di famiglie che a causa della pandemia hanno perso il lavoro, oppure hanno visto una riduzione del lavoro, penso alle partite iva, ai precari, ma anche ai titolari di bar e pizzerie che hanno dovuto ridurre l’orario di apertura, e in alcuni casi anche la chiusura dovuta alla famosa “zona rossa”. Insomma, una situazione delicata, sulla quale però, gli “statisti larinesi” hanno preferito la solita gestione “ad personam” e utile a future mire politiche del capo però, mentre i gregari devono rispondere a quei cittadini incazzati, che vedo una reale disparità di trattamento. Ecco assessore Angela Vitiello, in qualche modo, in qualche sede deputata (come ama dire) ci dirà qualcosa?