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Il punto di non ritorno, l’amministrazione comunale di Larino è alla frutta?

Sono stati pubblicati i verbali del Consiglio Comunale del 28 febbraio 2022, una data che segna il punto di non ritorno per la gestione della cosa pubblica affidata all’Amministrazione guidata dal Sindaco Puchetti. Un non ritorno dal rapporto con i cittadini, con la legalità, con il rispetto delle regole, in una parola con il governare un Comune senza mai venir meno al dovere di tutelare la comunità. Leggere quelle pagine ha creato imbarazzo, ha profondamente disgustato, ha richiamato alla mente la famosa intercettazione telefonica nella quale – pochi minuti dopo il terribile terremoto dell’Aquila – due imprenditori ridevano pensando alla fase di ricostruzione ed al lucro in programma. Qui a Larino, durante il terremoto del 2018, nessuno era intercettato, ma il mercimonio collegato alla disgrazia ha immediatamente fatto gola a molti. Ciò che appare evidente dagli atti letti in Consiglio, è che la ricostruzione ed il risarcimento del danno sono stati gestiti in maniera legata a personalismi, favoritismi e “semina” per vantaggi futuri. Non avrebbe senso altrimenti un Sindaco che dichiara di non aver chiesto l’immediato ripristino di un immobile in cui abitava, dimenticando che i soldi del pronto ripristino erano stati richiesti ed incassati dalla moglie e dal cognato, proprietari dell’immobile, come se i cittadini fossero di colpo diventati scemi e potessero credere a corbellerie del genere. O ai tanti controlli non effettuati ma intanto vantati in Consiglio comunale, ai parenti ed amici agevolati apertamente per riscuotere qualche migliaio di euro in più. Sindaco, Presidente del Consiglio, Segretario Comunale, Consiglieri, è mai possibile che tutte queste persone non si decidano a portare all’attenzione della Magistratura ciò che emerge dai documenti ogni volta che si affronta un argomento serio? Non si capisce la ragione e ciò resterà un mistero per tutti, tranne che per gli interessati. Ma visto che si parla di misteri, c’è stato qualcosa nel Consiglio del 28 febbraio che ha lasciato dubbiosi i presenti. Prima la figura meschina del Presidente del Consiglio che piagnucolava scuse per giustificarsi di un intervento del Prefetto causato dal suo non rispetto delle regole, poi l’intervento “illustrativo” del Consigliere Alice Vitiello, questo è ciò che si legge nelle carte. Ma della feroce lite tra Sindaco e Assessore Civitella non c’è traccia, nonostante le urla e gli improperi siano stati sicuramente ascoltati ben fuori dal Palazzo Ducale. Cosa è accaduto? Per una battuta ed un atteggiamento irrispettoso del Sindaco, la Civitella si è scatenata con tutta una serie di commenti, di rinfacci e di astio mal sopportato da tempo. Ricapitolando, Alice Vitiello ha meticolosamente descritto due / tre episodi di violazione delle norme sui rimborsi del sisma, la Civitella ha esposto il proprio dissenso verso il Sindaco in modo evidente, ma alla fine cosa è successo? Le parole di Alice Vitiello sono nero su bianco nei verbali del Consiglio, utili a comprendere anche per chi a prescindere difende l’Amministrazione. Ma le parole della Civitella? Ad oggi lei continua a vivacchiare in quella stessa Giunta che ha pubblicamente riempito di insulti nel personaggio principale, senza avere ancora deciso nulla. Pensate, un Sindaco insultato pubblicamente da un Assessore, ambedue a decidere in Giunta per il bene del Paese…. Ecco, Assessore Civitella, Lei pensa che sia giusta questa situazione? Davvero Lei crede che sia corretto mantenere il ruolo soltanto perché spera di definire attività istituzionali? Non ha compreso che il Suo futuro politico, con simili compagni di cordata, è pari a zero? Il tempo degli onori sta per finire e probabilmente anche l’onore personale, visto che qualcuno comincerà a chiedersi il perché del suo silenzio e della supina accettazione di ogni atto di malgoverno…..

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