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Sanità, 19 sindaci del basso Molise diffidano ASReM e Regione

a struttura Sanitaria “San Timoteo” di Termoli non è individuata quale struttura Post Acuzie
COVID-19;

  • il personale della sopra citata struttura sanitaria non è dotato di adeguati e specifici requisiti per
    fronteggiare tale emergenza con la conseguenza che oltre all’interruzione degli altri servizi
    ordinari cui la struttura ospedaliera è destinata ad assolvere, l’accoglienza all’interno della stessa
    di pazienti affetti da Covid ha determinato e sta determinando, da diversi mesi, il rallentamento
    e/o addirittura l’interruzione dei pubblici servizi del predetto presidio ospedaliero che sono a
    rischio;
  • necessario disporre con urgenza ogni misura finalizzata al contenimento sul territorio comunale
    del diffondersi del virus COVID-19 ed a ripristinare le ordinarie funzione assolte dall’Ospedale
    San Timoteo, funzioni oggi interrotte, non essendovi state individuate in Regione altre strutture
    dedicate benchè decorso oltre un anno dall’inizio della emergenza pandemica;
  • tale situazione di incomprensibile incertezza e di grave stallo nell’assunzione di decisioni che
    avrebbero dovuto costituire oggetto di scelta da diversi mesi, è destinata a protrarsi, posto che da
    notizie di cronaca anche l’ultimo provvedimento, adottato dal Commissario ad acta in data
    14.2.2021 per la gestione sanitaria nella Regione Molise sembra non avere costituito oggetto di
    tempestiva attuazione e di risoluzione da parte degli altri uffici e/o organi competenti, per
    addivenire all’individuazione di una soluzione volta a consentire l’accoglienza dei pazienti Covid
    in una struttura a ciò deputata evitando di interferire con lo svolgimento di altre attività sanitare
    e, con esse, rischi di ulteriore diffusione di contagi e di interruzione di pubblici servizi, oggi
    purtroppo continui e più che evidenti;
    DIFFIDANO
    la ASREM, in persona del proprio Direttore generale pro tempore a voler provvedere, entro il più breve
    termine, al fine di restituire all’Ospedale Civile di Termoli, San Timoteo, la funzionalità minima
    necessaria a garantire il pubblico servizio, oggi ripetutamente interrotto per effetto delle scelte gestionali
    e delle soluzione adottate (o non adottate) con riguardo alla gestione della pandemia Covid, ovvero alla
    localizzazione ed all’assistenza di pazienti affetti da tale virus, affinchè l’accoglienza e la cura degli stessi
    non arrechi rischi e/o pregiudizi al personale ed agli altri pazienti ricoverati e/o da ricoverare, con
    conseguente accentuarsi dei rischi di diffusione della pandemia, oggi registrati anche e soprattutto nel
    Basso Molise;
    CHIEDONO
  • agli organi competenti, ovvero al Presidente della Giunta Regionale ed al Commissario ad acta della
    sanità nella Regione Molise, di adottare, ciascuno per quanto di propria competenza, tutti i poteri di
    avocazione, sostituzione e controllo ai fini della risoluzione delle predette gravi ed indifferibili criticità;
  • la immediata riapertura del Vietri di Larino, o altra struttura, come ulteriore sfogo per i pazienti Covid
    alla luce della notevole pressione che insiste sul Cardarelli, considerato che vengono meno, vista la nota
    di disponibilità della Neuromed, gli impedimenti della mancanza di personale ed attrezzatura.
    In attesa di un rapido riscontro, si diffida ad adempiere nel più breve tempo possibile a quanto richiesto.

I Sindaci dei comuni di:
Termoli
Acquaviva Collecroce
Campomarino
Castelmauro
Civitacampomarano
Guardialfiera
Guglionesi
Lupara
Mafalda
Montecilfone
Montefalcone nel Sannio
Montemitro
Montenero di Bisaccia
Palata
Petacciato
Portocannone
San Giacomo degli Schiavoni
San Felice del Molise
Tavenna

Coronavirus, Facciolla chiede la zona rossa in basso Molise

Il numero dei contagi sale in modo vertiginoso in Basso Molise. Il monitoraggio degli ultimi due giorni riporta in modo inequivocabile il dato che ben il 30% dei nuovi positivi è di Termoli, il 50% se si considerano le due città di Termoli e Campomarino.

Gli ospedali non hanno più posto in terapia intensiva e i nostri malati iniziano ad essere trasferiti fuori regione, per ora a Vasto.

Cos’altro dobbiamo aspettare ?

Toma e Florenzano dormono e non abbiamo al momento nessuna notizia che il sindaco di Termoli abbia fatto richiesta formale al presidente ma sta di fatto che Termoli deve essere dichiarata immediatamente zona rossa. 

Bisogna cercare di impedire in tutti i modi che il virus possa continuare a diffondersi con questa rapidità proprio perché non possiamo garantire un’offerta sanitaria adeguata.

La zona rossa è una misura preventiva, non aspettiamo come nel caso di Campomarino, che la situazione sia già fuori controllo.

E’ un dato di fatto che da quando Campomarino è diventata zona rossa i contagi hanno iniziato a rallentare.

Urge trovare adesso soluzioni di contenimento del virus. Serve dichiarare immediatamente la zona rossa per Termoli.

Carenza idrica in basso Molise, incontro a palazzo Vitale

Riunione, questa mattina, a Palazzo Vitale sulla carenza idrica che si è determinata in alcuni comuni del Basso Molise. Sono intervenuti il presidente della Regione Molise, il direttore del IV Dipartimento, il presidente di Molise Acque, i sindaci e i rappresentanti dei comuni di Montecilfone, Acquaviva Collecroce, Castelmauro, Guglionesi, Palata, Tavenna, San Giacomo degli Schiavoni, Petacciato, Montenero di Bisaccia, Montefalcone nel Sannio, San Felice del Molise e Montemitro.

È stato rilevato come l’andamento anomalo meteo-climatico dei mesi scorsi, caratterizzato da carenza di precipitazioni piovose e nevose significative, abbia rappresentato la principale causa del problema.

Il presidente del Cda di Molise Acque ha relazionato sui lavori in corso, finalizzati a collegare l’Acquedotto molisano sinistro con quello centrale, la cui ultimazione consentirà la risoluzione di gran parte dei problemi. Rimane aperta, comunque, la questione relativa alla fatiscenza delle reti idriche comunali sulle quali si dovrà intervenire con appositi finanziamenti. 

Il presidente della Regione, nel ringraziare le Amministrazioni comunali per la collaborazione, ha sottolineato l’importante azione di supporto della Protezione civile regionale che, in emergenza, è riuscita a  garantire la presenza di autobotti per l’approvvigionamento dell’acqua. 

Sanità, Notarangelo (Sinistra Italiana) “Toma contro la salute dei cittadini del basso Molise”

Premesso che Larino ed il suo comprensorio non sono un deserto per storia, risorse ed attività produttive, mi domando come può un Presidente di Regione parlare così?

Questo non è il mio Presidente e mai lo sarà, non perché è apertamente contrario al Centro COVID-19 a Larino ma perché non pare avere interesse alla salute dei suoi corregionali che sarebbe il suo compito principale.
Deliberatamente spinge verso soluzioni che vanno contro la salute dei cittadini, ed a favore di inutili e costose spese di adeguamento, restauro o costruzioni di opere inutili ad emergenza finita, il tutto apparentemente senza un motivo spiegabile.

Ormai è da un mese che si arrampica sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile – dall’Ospedale da campo all’ex Hospice di Campobasso passando per i container e la torre Covid – è un giro di dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano, pronte ad essere sostituite dalla nuova e successiva boutade.

Eppure è evidente che vanno preferite soluzioni “esclusive” e non di promiscuità. Inoltre i malati Covid-19 hanno necessità di cure specialistiche con apparecchiature specifiche, dove l’impiego della terapia iperbarica, può consentire di evitare al paziente l’intubazione – in coma farmacologico – attaccato al respiratore della terapia intensiva.

Con l’impiego della camera iperbarica in caso di ripartenza della pandemia avremo minori costi di gestione e sopratutto maggiori possibilità di guarigione, ma in fondo tutto questo a chi è chiamato a decidere che interessa?

Io sinceramente al Pozzo di San Patrizio di Contrada Tappino preferisco una cattedrale nel deserto che almeno mi garantisce qualità di cura con la separazione ed il distanziamento, evitando ogni possibile occasione di contatto anche solo potenziale.

Vincenzo Notarangelo – Segretario Regionale LEU-SINISTRA ITALIANA del Molise

Coronavirus in Molise, la situazione in basso Molise tra ospedale chiuso e diritti dei lavoratori e dei pendolari la denuncia del M5S

“I molisani stanno dando prova di essere un popolo responsabile e di saper rispettare le regole, nell’interesse collettivo. Anche per questo – spiegano i portavoce M5S Valerio Fontana e Patrizia Manzo – meritano il massimo dalle istituzioni, che non possono e non devono trascurare i problemi che, in questo momento delicato, mettono a repentaglio la sicurezza di migliaia di cittadini. Fari puntati sulla situazione, delicatissima, della Zona industriale di Termoli, dove insistono aziende dall’alta movimentazione quotidiana di merci e persone, ad esempio Fiat, ITT, Vibac e le tre industrie sottoposte a normativa Seveso, che già normalmente richiedono dovute accortezze per i dipendenti. Se è vero che l’Italia non si ferma, agli operai, ai dipendenti e a tutti gli addetti del nucleo industriale va garantita la massima sicurezza. Ora più che mai – continuano i  portavoce – ognuno ha un ruolo e deve fare la propria parte ma ciò non può prescindere dal garantire gli standard di sicurezza imposti dal Dpcm: per questo motivo auspichiamo che i sindaci del Consorzio industriale della valle del Biferno si uniscano al nostro appello. È di queste ore un accordo tra sigle sindacali e Governo nazionale per affrontare la situazione nelle fabbriche ma chiediamo con forza – rimarcano Fontana e Manzo – che venga garantito prioritariamente il diritto alla salute dei nostri lavoratori, così come sancito dalla Costituzione. Ancora: quando le fabbriche termineranno le sanificazioni e adotteranno tutte le misure necessarie, ci aspettiamo un controllo serrato da parte delle Forze dell’ordine sulle condizioni di viaggio dei tanti lavoratori pendolari. Se da un lato sono soppresse le corse al servizio degli studenti, restano a rischio quelle che conducono i lavoratori pendolari molisani negli stabilimenti industriali di Termoli e Val di Sangro. Sarebbe auspicabile aumentare gli autobus a disposizione dei nostri operai, così da garantire le distanze minime tra i passeggeri ed evitare i prevedibili assembramenti in bus troppo affollati. Su questo punto ci aspettiamo una risposta rapida ed efficace da parte della Prefettura, del Presidente della Giunta regionale e dell’assessore ai Trasporti, in considerazione di quanto disposto dai recenti decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri lì dove si richiama la competenza delle Regioni sul trasporto pubblico locale, sulla necessità di valutare interventi straordinari in tema di sanificazione dei mezzi, nonché di riduzione o soppressione delle corse non strettamente necessarie. 

La situazione dei lavoratori che operano nei nuclei industriali di Termoli e Atessa si incrocia poi con l’altra grande emergenza del Basso Molise, ovvero la chiusura dell’ospedale San Timoteo. Il nosocomio – continuano i portavoce Fontana e Manzo – potrebbe riaprire le porte solo a metà della prossima settimana, dopo oltre una settimana di chiusura al pubblico, lo stop della postazione del servizio di 118 e l’impossibilità di accogliere degenze. Nei fatti, quindi, oltre 100.000 cittadini, da più di sette giorni, sono privi di assistenza sanitaria sul territorio. Davanti a un quadro simile sarebbe il minimo avere informazioni dettagliate e costantemente aggiornate sui tempi del processo di sanificazione e sulla riapertura dell’ospedale. Ma il problema è più ampio e riguarda la gestione della comunicazione verso  cittadini, rappresentanti in Consiglio regionale e medici di base, schierati in prima linea nella lotta contro il Coronavirus. In questo black out comunicativo, i consiglieri regionali non sono adeguatamente messi al corrente delle decisioni, delle emergenze che si paventano e delle soluzioni proposte. Né possono offrire spunti di riflessione e collaborazione: eppure esiste una figura istituita proprio con questo scopo che dovrebbe essere il tramite tra il Consiglio e la Giunta. Al sottosegretario Pallante, che siede al tavolo dell’unità di crisi regionale, chiediamo ufficialmente che l’intera assise sia messa al corrente delle decisioni da assumere e assunte e delle situazioni emergenziali che riguardano il nostro territorio. Non crediamo sia sufficiente un appuntamento settimanale, in occasione del tavolo permanente, per consentire ad ogni rappresentante istituzionale di poter adempiere al proprio compito con responsabilità e vicinanza al territorio. Solo grazie ad una informazione costante nessuno si sentirà solo, per questo crediamo che sia indispensabile che l’unità di crisi regionale faccia sentire a tutti la propria vicinanza, sfruttando tutti i canali e mezzi di informazione utili per una piena trasparenza delle operazioni. In considerazione di questo, abbiamo inoltrato formale richiesta alla Presidenza del Consiglio di trasmettere in modalità di teleconferenza o streaming le sedute del tavolo ‘COVID19 Molise’ del martedì, così che i consiglieri possano parteciparvi senza lasciare le proprie abitazioni, in piena osservanza dei DPCM e delle raccomandazioni della Presidenza del Consiglio regionale. Ma anche affinché tutti i cittadini possano informarsi direttamente, dalle loro case. Noi restiamo a casa, ma da ogni abitazione del Molise, ne siamo certi, arriva forte l’abbraccio a chi è impegnato in corsia per garantire il diritto alla salute, a chi non chiude occhio da giorni per organizzare la massima assistenza necessaria a tutti i cittadini, a chi segue responsabilmente le regole, a chi si preoccupa di assistere anziani e malati, ai medici e agli operatori della postazione del 118 termolese, che diligentemente rispettano la quarantena e che fremono per poter rientrare in servizio e dare il loro prezioso contributo alla cittadinanza in questa situazione emergenziale. Non abbassiamo la guardia, facciamolo tutti insieme e ognuno con le proprie responsabilità: ce la faremo e saremo più uniti di prima!”.

Termoli, Distacco dei Comuni della costa e del basso Molise ” ci atteniamo alla Costituzione”

E’ interessante constatare l’inizio del dibattito e l’attenzione  che la proposta, di distaccamento dei Comuni della Costa e del basso Molise e l’aggregazione alla regione Abruzzo, sta riscuotendo.  Mentre si èin attesa di conoscere il pensiero della classe dirigente, politici e amministratori Molisani, dopo un primo pensiero favorevole della Sindaca di San Salvo Magnacca giunge anche quello, con qualche distinguo, del Sindaco Menna di Vasto.

A tal proposito necessita qualche chiarimento. Al Sindaco di Vasto Menna sembra sfuggire un concetto importante: la nostra proposta segue ed è  rispettosa dell’art.132 comma 2, che non richiede una legge Costituzionale ma è sufficiente una legge ordinaria, qualora al referendum si raggiunge il risultato favorevole del 50% +1 degli iscritti nelle liste elettorali dei Comuni interessati al distaccamento dal Molise e aggregazione alla regione Abruzzo, previo il solo parere delle due regioni interessate.

Quanto asserito dal Sindaco Menna della necessità di una legge Costituzionale, riguarda il caso di riunione delle due regioni Abruzzo e Molise, quindi non di una parte di territorio regionale, che si dovrà in tal caso seguire l’art. 113 della Costituzione.

Quanto propone il Sindaco Menna di accordi di confini per il settore sanità e turismo, seppur positivo, sarebbe auspicabile anche per altri settori importanti: trasporti, infrastrutture, pesca, e altro. Ciò è quanto noi abbiamo anche proposto in subordine richiamando l’art. 117 comma 8 della Costituzione, così come riformato nel 2001, che prevede intese tra Regioni per migliorare l’esercizio delle proprie funzioni, individuando anche organi comuni.  In tal modo è possibile costituire la Federazione di regioni, che rimarrebbero autonome, decidendo di fare insieme la programmazione di alcuni settori e servizi importanti: sanità, trasporti, infrastrutture, turismo, fonti energetiche, ed altro ancora.

Spetta alla classe dirigente politica e amministrativa dimostrare di avere volontà e capacità di individuare la soluzione che si ritiene ottimale. Certo è che il silenzio, forse tattico, da parte della classe dirigente e politica  non giova alla causa, né potrà far scemara la volontà e l’entusiasmo del popolo.

Nicola Felice, Presidente del Comitato San Timoteo

Basso Molise, Carabinieri in azione nella notte a Termoli e San Felice del Molise denuncia per droga e furto sventato

Carabinieri della Compagnia di Termoli in azione, durante la scorsa notte, in diverse zone del Basso Molise.

In relazione al piano di controllo coordinato del territorio, predisposto giornalmente dal Comando della Compagnia adriatica dell’Arma, numerose pattuglie hanno operato con finalità preventive per quanto attiene soprattutto i reati contro il patrimonio e quelli in materia di stupefacenti.

A Termoli, i Carabinieri della locale Stazione, in una zona centrale della città, hanno individuato un uomo, trentenne, risultato sospetto in considerazione dell’orario e dei movimenti attuati.

Pertanto, una volta fermato e controllato, i militari hanno trovato nella disponibilità del trentenne, operaio, incensurato, circa 13 grammi di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”.

L’attività perquisitiva veniva successivamente estesa al domicilio dell’uomo dove venivano rinvenuti ulteriori grammi di hashish e cocaina.

Una volta sottoposta a sequestro la droga complessivamente scoperta, è scattata immediatamente la denuncia in stato di libertà a carico del trentenne per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

A notte fonda, invece, i Carabinieri della Stazione di Mafalda, nel corso di servizio di perlustrazione a largo raggio, sono stati attivati dalla Centrale Operativa della Compagnia per raggiungere il centro di San Felice del Molise dove erano stati notati alcuni soggetti a bordo di un auto aggirarsi ripetutamente in zona.

Questi ultimi, impegnati probabilmente nell’individuare il modo migliore per entrare furtivamente in un esercizio commerciale del posto, sono stati disturbati dall’arrivo dai militari per cui, costretti alla fuga, si sono rapidamente dileguati nelle strade rurali della vasta area circostante.

Furto sventato, quindi, grazie alla collaborazione tra cittadini e Forze dell’Ordine.

Larino, il Comitato Basso Molise per il Bene Comune a colloquio con il Vice Ministro alla Sanità

Il Comitato Basso Molise per il Bene Pubblico insieme al Forum regionale per la Sanità Pubblica, è stato ricevuto nella giornata di ieri dal Vice Ministro alla Sanità, Pierpaolo Silveri. Oggetto dell’incontro il futuro e la salvaguardia dell’ospedale Vietri di Larino. “Abbiamo per l’ennesima volta esposto tutte lecriticità presenti e ci ha ascoltato con attenzione speriamo bene” dicono dal Comitato. “Abbiamo chiesto la riapertura di un punto di primo INTERVENTO, Il potenziamento della RIABILITAZIONE, un reparto per le malattie di difficile GUARIGIONE per la presenza della unica Camera Iperbarica del centro sud Italia”. L’argomento sanità in Molise, fanno sapere dal comitato, è stato sviluppato nella sua interezza, sottolineato criticità e punti di forza. Intanto, un emendamento presentato dall’onorevole Testamento, prevede proprio la riapertura, per il momento, di un punto di primo intervento, senza il quale un intero territorio, quello frentano, è a serio rischio. Non resta che attendere le decisioni (speriamo buone) del Ministero.

Termoli, annessione del basso Molise all’Abruzzo nasce il comitato

Il crescere delle criticità, il ruolo che Termoli e il basso Molise da troppi anni non riveste più,  gli insufficienti investimenti in settori importanti per garantire servizi essenziali ai cittadini (in primis la sanità), e vitali per l’economia, il Comitato escludendo la rassegnazione, si è posto  un obiettivo nuovo: proporre l’iniziativa in oggetto.

L’idea consiste nel:

  • Costituzione di un nuovo Comitato civico, composto da cittadini, rappresentanti di categorie, ordini professionali, …, residenti nei comuni interessati al progetto, per dare attuazione alla procedura di cui all’art. 132 comma 2 della Costituzione.
  • Organizzare incontri e dibattiti per diffondere e far conoscere l’iniziativa ai cittadini.
  • Raccolta delle firme dei cittadini per chiedere ai rispettivi Consigli Comunali di residenza, la delibera di richiesta del referendum popolare, per il distacco dalla Regione Molise e aggregazione alla Regione Abruzzo. Richiesta da depositarsi presso la cancelleria della Corte di cassazione. Accertata la legittimità della richiesta, il referendum è indetto con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri. 
  • Il quesito referendario è approvato,  se la risposta affermativa non è inferiore alla maggioranza degli elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni nei quali è stato indetto il referendum.  
  • Con approvazione del referendum, i comuni  con delibera consigliare chiedono, con unica istanza, al Parlamento l’approvazione della legge per l’aggregazione dei Comuni interessati alla Regione Abruzzo, previo parere favorevole delle due regioni. 

In tutto questo, è’ importante che i cittadini  siano pienamente coinvolti e resi partecipi!

Questa proposta è una soluzione fattibile,  alternativa alla difficile unificazione di più regioni (macroregioni) che richiede invece una legge Costituzionale, ben difficile da realizzare.

Coloro i quali, in primis l’attuale classe dirigente e politica, giudicano questa idea eccessiva, inutile e dannosa, probabilmente hanno l’unico timore di perdere i privilegi personali acquisiti nel corso degli anni, a discapito del supremo interesse generale.

Se così non è, questa classe dirigente,in attesa di una riorganizzazione delle regioni (macroregioni) potrebbe da subito recuperare il tempo perduto dando attuazione a ciò finora non compiuto, e già comunque consentito dalla Costituzione. 

Infatti l’articolo 117 al comma 8, così come riformato nel 2001, prevede intese tra Regioni per migliorare l’esercizio delle proprie funzioni, individuando anche organi comuni.  E’ possibile costituire la Federazione di regioni, che rimarrebbero autonome, decidendo di fare insieme la programmazione di alcuni settori e servizi importanti: sanità, trasporti, infrastrutture, turismo, fonti energetiche, ed altro ancora.

Nicola Felice presidente Comitato San Timoteo

Termoli, controlli straordinari nel basso Molise dei Carabinieri

Durante lo scorso fine-settimana, i Carabinieri della Compagnia di Termoli sono stati impegnati in un servizio straordinario di controllo del territorio, mediante il dispiegamento di numerose pattuglie in uniforme e in abiti civili.

Le attività di prevenzione si sono concentrate soprattutto sulla vasta area del basso Molise.

Gli uomini dell’Arma, dispiegati principalmente nelle aree urbane dei centri di Termoli, Campomarino, Portocannone, Montenero di Bisaccia, Guglionesi, Petacciato e Mafalda, hanno setacciato le zone interessate al fine di prevenire e reprimere i reati contro il patrimonio e quelli in materia di stupefacenti.

Durante il servizio, pianificato e coordinato dal Comando Compagnia, sono stati controllati 65 mezzi e 94 persone, nonché 3 esercizi pubblici. 

Complessivamente sono state anche elevate 4 contravvenzioni al codice della strada.

Fermati e sottoposti a verifiche anche alcuni soggetti, già noti alle Forze dell’Ordine, che si spostavano in modo sospetto nel centro di Termoli.

Nel corso dell’attività, due giovani, residenti in Molise, sono stati segnalati dalla Sezione Radiomobile all’Ufficio Territoriale del Governo di Campobasso, poiché, dopo opportuna attività perquisitiva, sono stati trovati in possesso di 6 grammi di eroina.