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Il Procuratore Generale della Corte di Appello di Campobasso in visita a Larino

Nella mattinata odierna il neo Procuratore Generale della Corte di Appello di Campobasso, Mario Pinelli, si è recato in visita presso gli uffici della Procura della Repubblica di Larino. Ad attenderlo vi era il Procuratore Capo del distretto frentano, Isabella Ginefra, unitamente ai magistrati dell’ufficio, ai comandanti della Compagnia Carabinieri e della Tenenza della Guardia di Finanza di Larino, nonché il dirigente del commissariato della Polizia di Stato e il comandante della Capitaneria di Porto competenti.

Anche il Presidente del Tribunale di Larino ha voluto porgere il proprio benvenuto al Procuratore Generale con un breve saluto durante la visita.

La dottoressa Ginefra ha poi illustrato le attività della procura larinese, indicandone i progetti logistici e le migliorie infrastrutturali degli uffici, funzionali ad un miglior andamento amministrativo della giustizia su territorio.

Il Procuratore Generale, prima di andar via, ha ringraziato i magistrati e le forze dell’ordine per il loro quotidiano impegno profuso giornalmente, ripromettendosi di tornare ancora a Larino per un nuovo saluto.

Tratta ferroviaria Termoli-Campobasso, storie di quotidiana follia

MIMI

Senza scomodare Bukowski con le sue storie di ordinaria follia, ma quella che i pendolari che utilizzano il treno da Larino a Campobasso, è davvero una storia di ordinaria follia quotidiana, ma andiamo con ordine. Tutti hanno esultato, ballato sui tavoli, stappato bottiglie per la riapertura della tratta ferroviaria Termoli-Campobasso. Tutti, a tutti i livelli, politici e amministrativi, hanno salutato questa apertura come il ritorno al futuro, anzi al presente, del basso Molise, servito prima della riapertura, dal solo servizio sostitutivo con gli autobus, e forse era meglio. La storia che alcuni pendolari ci raccontano ha dell’incredibile. L’orario del treno da Larino a Campobasso è fissato alle 6 e 34 del mattino, ma non arriva prima delle 7 e 05, il motivo? Il passaggio a livello che si trova prima del cimitero di Larino, nove volte su dieci non funzione, o meglio, per un guasto non ancora riparato rimane aperto di conseguenza il treno deve fermarsi per evitare incidenti di varia natura. Solo il fortuito e casuale intervento di un vigile urbano che volontariamente si presta per regolare il traffico, permette al treno di ripartire (e ci chiediamo se è tenuto a farlo), tutto a posto direte voi, e no, perchè da Larino a Campobasso tra frane, rallentamenti e altri passaggi a livello che non si chiudono il treno accumula la bellezza di oltre mezz’ora di ritardo, arrivando a Campobasso alle 8 e 20 minuti, il che significa che chi va a lavorare e chi va a scuola o all’università accumula quasi un’ora di ritardo, considerando anche gli spostamenti dalla stazione del capoluogo verso le relative sedi di arrivo. Ora ci chiediamo quale mente ha potuto partorire una riapertura con tutti i disagi che sin dall’inizio sono stati segnalati dai pendolari? Perchè, come al solito, si butta fumo negli occhi dei cittadini prendendoli per il naso (la traduzione fatela voi) dando solo e soltanto disservizi? Il servizio sostitutivo partiva alle 6 e 20 minuti, arrivando a Campobasso alle 7 e 35, un tempo decente per raggiungere le varie sedi, invece no! Non solo, oltre al danno c’è anche la beffa, perchè spesso e volentieri i pendolari sono costretti a utilizzare il proprio mezzo, aggiungendo al costo dell’abbonamento anche quello del carburante, e affrontando, anche in questo caso, disagi enormi tra viabilità ottocentesca e i quattro semafori sulla Bifernina, mentre se scegli di utilizzare la vecchia statale 87 rischi di trovare i passaggi a livello chiusi perchè rotti. Insomma, questo benedetto Molise che vogliamo vendere a tutti i costi come regione da visitare, da vivere e via dicendo, si scontra con il Molise reale, quello dei disservizi, del menefreghismo delle Istituzioni, locali e regionali, di una viabilità al cui confronto i tratturi erano mega autostrade, veramente questo ci meritiamo?

Campobasso, 2 anni di truffe ed estorsioni: donna arrestata dai carabinieri

I militari dell’Arma di Campobasso hanno beccato la donna in flagranza, fermandola subito dopo l’ennesima dazione di denaro a seguito di minacce

Pochi giorni fa, un cittadino del capoluogo si recava presso la Stazione Carabinieri di Campobasso, denunciando di essere vittima da due anni a questa parte di richieste di denaro da parte di una donna già impiegata presso una società concessionaria per la fornitura di energia elettrica del basso Molise, per inesistenti pagamenti insoluti, che la donna stessa si offriva di “aggiustare” con decine di pagamenti di importo ridotto dell’ordine di centinaia di euro ognuno, che poi confluivano sulle sue carte prepagate.

Dopo aver versato migliaia di euro alla donna, la vittima, un 53enne residente nel capoluogo molisano, stanco delle continue e sempre più pressanti richieste, decideva di interrompere le “elargizioni” richieste; è da questo momento che la donna E.A. 59enne di origini campane ma da anni residente sulla costa molisana, iniziava a forzare la mano fino a minacciare di morte la vittima e i suoi familiari se non avessero continuato a pagare.

L’iniziale truffa assumeva così le più pesanti fattezze di una vera e propria estorsione sino a quando, l’altra mattina, in pieno centro cittadino del capoluogo, i Carabinieri della locale Stazione, coadiuvati da personale del Nucleo Operativo e Radiomobile, mettevano in atto mirati servizi di osservazione pedinamento e controllo riuscendo a cogliere in flagranza di reato la donna nel mentre riceveva dal malcapitato una ulteriore tranche di denaro per un importo di €350,00 in contanti, denaro che era stato preventivamente fotocopiato dai militari dell’Arma operanti.

Immediatamente la donna veniva bloccata e, ad esito di ulteriori accertamenti, dichiarata in stato di arresto ed associata al carcere femminile di Benevento; il denaro invece veniva interamente restituito alla vittima che, incredula, resasi conto della fine di quell’incubo che si trascinava oramai da più di due anni, ha ringraziato i militari dell’Arma per la loro professionalità.

La Campobasso – Termoli che verrà

Dall’associazione ViviLarino riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione sulla tratta ferroviaria Campobasso Termoli in via di rifacimento.

Procedono speditamente i lavori, da parte di RFI, per il ripristino dell’importantissimo  collegamento ferroviario Campobasso Termoli chiuso da circa cinque anni. Dopo i controlli agli automatismi meccanici, sono stati effettuati in questi giorni i lavori di sfalcio d’erba e taglio di arbusti che impediscono il transito alle famose ”littorine”. Finiscono qui le buone notizie, ci giunge voce che la Regione Molise nella persona del Presidente Toma titolare della delega ai trasporti ancora non ufficializza il contratto con Trenitalia per garantire la prestazione entro la meta’ di luglio 2020, così come dichiarato dall’ex assessore ai trasporti Niro. Speriamo di non perdere un altra occasione utile per garantire al territorio ed ai tanti pendolari di fruire di un servizio indispensabile e sicuro dell’unica rete ferroviaria Molisana, alternativa alla martoriata ed insicura Bifernina.

Campobasso, operazione “Piazza Pulita” tutti i dettagli

Dopo due anni di indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Campobasso, Carabinieri e Finanzieri hanno eseguito oggi 39 misure cautelari (n. 20 custodie cautelari in carcere, n. 7 custodie agli arresti domiciliari, n. 4 divieti di dimora in Molise e Campania, n. 6 divieti di dimora in Molise, n. 1 obbligo di dimora in Campobasso e n. 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), disposte dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso Dott.ssa Teresina Pepe.

Le misure cautelari sono state eseguite nelle regioni Molise (Bojano – CB, Campobasso e Isernia) Campania (Napoli, Afragola – NA e Benevento) Puglia (Torremaggiore – FG) Calabria (nei confronti di soggetto attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Cosenza) ed attraverso Mandato di Arresto Europeo nei confronti di un cittadino rumeno attualmente residente in Germania. 

I soggetti destinatari dei provvedimenti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, traffico di stupefacenti ed estorsioni, anche con l’aggravante del c.d. “metodo mafioso”, trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio e porto abusivo di armi.

E’ l’epilogo dell’operazione Piazza Pulita, nome scelto dagli investigatori dell’ARMA e delle FIAMME GIALLE, per attestare la costante attenzione ai fenomeni criminali posta quotidianamente in essere con il controllo del territorio che ha consentito di scoprire il tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata di stampo mafioso nella provincia di Campobasso e nella sua sana economia.

Sotto la direzione del Procuratore Distrettuale Antimafia Dott. Nicola D’Angelo e del Sostituto Procuratore Dott. Vittorio Gallucci, l’attività di indagine condotta da carabinieri e finanzieri ha avuto come obbiettivo sia quello di arginare la recrudescenza del fenomeno del traffico di sostanze stupefacenti nella provincia di Campobasso, sia di ostacolare il processo di espansione e radicamento di attività criminali provenienti dall’hinterland napoletano.

L’articolata attività d’indagine, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Campobasso, dai finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Campobasso in collaborazione con lo S.C.I.C.O. di Roma, ha permesso di individuare tre sodalizi, consentendo di accertare condotte legate al traffico ed al commercio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e hashish destinate al territorio della provincia di Campobasso e al riciclaggio/reimpiego di denaro di provenienza illecita. 

In particolare, i proventi dello spaccio di sostanze stupefacenti (commesso anche nelle cittadine campane di Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco), sono finiti all’interno di due imprese molisane operanti nel settore della commercializzazione di pellet che, potendo così contare su sempre maggiore liquidità, hanno potuto vendere il combustibile domestico a prezzi bassi e fuori mercato, ponendo in essere così una concorrenza sleale che ha consentito loro di diventare, giorno dopo giorno, i monopolisti assoluti. 

Di fatto, gli investigatori hanno scoperto pregiudicati campani, già affiliati a clan camorristici, dimoranti sul territorio molisano che si erano stabilmente insediati nella provincia di Campobasso avvalendosi di altri soggetti del luogo coinvolti nel mercato degli stupefacenti.

Nel corso delle indagini venivano così individuati inizialmente due gruppi malavitosi, capeggiati da due pregiudicati molisani, entrambi con autonome attività di spaccio, che interagivano tra loro per l’approvvigionamento dello stupefacente. 

A fronte dell’attività di traffico di droga della prima associazione (composta da n. 7 persone) con base operativa in Bojano (sia presso un’abitazione che in aperta campagna), la seconda (composta da n. 10 persone) si è dimostrata più attiva tanto che attraverso la gestione del night club “Luxuria” (sito nel comune di San Massimo) – centro di un vero e proprio smercio di droga fra i clienti – è risultata operativa sia nel centro matesino che nel capoluogo molisano.

A questi due gruppi che già operavano nella predetta area, si aggiungeva un nuovo sodalizio, di estrazione camorristica, capeggiato da un pregiudicato campano capace di assicurare un ottimo canale di rifornimento e ingenti quantità di stupefacente. 

Detto nuovo sodalizio (composto da n. 10 persone), capeggiato da elemento di spicco della camorra napoletana, unitamente a pregiudicato a capo del sodalizio locale, poneva in essere implicite ed esplicite minacce di gravi ritorsioni nei confronti dei soggetti debitori di somme di denaro per l’acquisto di partite di droga, avvalendosi della forza di intimidazione ed assoggettamento derivante dall’appartenenza alla criminalità organizzata di tipo ‘camorristico’ e sfruttando pertanto il c.d. “metodo mafioso”. 

Tale evidenza investigativa apriva uno spaccato sull’operato del pluripregiudicato campano (legato al clan Rega operante in Pomigliano D’Arco e Castello di Cisterna) che, a seguito dell’applicazione del divieto di dimora in Campania, aveva spostato il centro dei propri interessi illeciti in Bojano, ove costituiva due società con l’intento di farvi confluire i proventi dei propri affari. 

Durante le indagini, condotte a partire dall’estate del 2018 con intercettazioni telefoniche e ambientali (audio e video), perquisizioni e sequestri, acquisizione di documentazione contabile e bancaria, audizione di numerosissime persone informate sui fatti, attività di osservazione, pedinamento e controllo, venivano effettuati n. 6 arresti e n. 13 denunce in stato di libertà, rilevate circa 2.500 condotte di cessione e di detenzione di stupefacente, con sequestri di sostanza stupefacente per un totale di circa gr. 400 di cocaina, gr. 70 di eroina e kg. 3 di hashish.

A conclusione delle indagini venivano così denunciati complessivamente 58 soggetti (italiani e stranieri) per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio ed autoriciclaggio, nonché per i reati di minaccia ed estorsione, detenzione abusiva di armi e trasferimento fraudolento di valori; ulteriori 5 soggetti venivano denunciati per il reato di favoreggiamento.

Oggi circa 250 uomini e donne dei Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Campobasso e dello S.C.I.C.O. di Roma, coadiuvati dai carabinieri e finanzieri dei Comandi Provinciali di Napoli, Benevento, Cosenza, Isernia e Foggia con l’ausilio di 5 unità cinofile della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, di 4 unità cinofile dei Comandi Regionali Puglia e Molise della Guardia di Finanza, degli elicotteri del 5° Nec e del ROAN di Pescara, nonché del Servizio Centrale Investigazioni Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione alle predette misure cautelari eseguendo altresì oltre 60 perquisizioni.

Nel corso dell’operazione, nell’ottica di perseguire il contrasto al patrimonio illecitamente conseguito dai gruppi criminali scoperti, si è proceduto ad articolate indagini patrimoniali, al cui esito il G.I.P. del Tribunale di Campobasso ha emesso un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca di abitazioni, autovetture, quote societarie di due imprese molisane per un valore di oltre € 1.000.000 (un milione) di euro. 

In particolare è stato accertato come il denaro proveniente dallo spaccio di sostanze stupefacenti confluisse nelle predette società ove gli indagati impiegavano quelle somme nella gestione ordinaria delle attività, come ad esempio il pagamento degli affitti e delle forniture di pellet. 

Allo stato tutte le misure sono state eseguite ad eccezione di un soggetto attivamente ricercato. Durante le perquisizioni sono state rinvenute modifiche quantità di sostanze stupefacenti, quali hashish e cocaina. Sono tuttora in corso i sequestri di beni e delle aziende riconducibili ai soggetti arrestati.

Campobasso, in corso operazione antidroga 39 arresti

E’ in corso una vasta operazione antidroga dei Comandi Provinciali Carabinieri e Guardia di Finanza di Campobasso tra Molise, Campania, Puglia e Calabria in esecuzione di 39 misure cautelari personali della DDA di Campobasso e il sequestro di beni per oltre un milione di euro.

Colpite tre organizzazioni criminali che erano riuscite a costituire un solido e redditizio commercio di sostanze stupefacenti tra la Campania e il Molise. A capo di un sodalizio un pregiudicato napoletano vertice di un’associazione di stampo camorristico campana che reimpiegava i proventi illeciti della droga in attività commerciali in provincia di Campobasso. 

L’operazione, denominata Piazza Pulita, vede impegnati oltre 250 carabinieri e finanzieri in 61 perquisizioni locali e personali. E’ previsto l’intervento del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Dott. Cafiero De Raho nel corso di apposita conferenza stampa. 

Campobasso, operazione anti droga un arresto

Decine di locali perquisiti dai militari dell’Arma anche con l’ausilio di unità cinofile. Un arresto e diverso stupefacente sequestrato

Ieri mattina, nell’ambito di un blitz dei Carabinieri delle Stazioni di Campobasso e Mirabello Sannitico, coadiuvati dalla Sezione Radiomobile di Campobasso e dalle unità del Nucleo Cinofili di Chieti, sono state perquisite diverse abitazioni del capoluogo e di alcuni comuni limitrofi, eseguendo l’arresto di un soggetto di Mirabello Sannitico. Nell’operazione sono stati sequestrati diversi quantitativi di sostanze stupefacenti, prodotti per confezionare la sostanza oltre a materiale di interesse operativo, ora al vaglio dei militari dell’Arma e che sarà certamente utile per gli ulteriori sviluppi investigativi.

La sostanza stupefacente rinvenuta (ben 250 gr. tra marijuana e hashish) grazie anche al determinante contributo dei cani antidroga del Nucleo Cinofili, molto ben nascosta presso un locale a disposizione di un soggetto di Mirabello Sannitico, e diverse cartucce e bossoli illegalmente detenuti, hanno fatto scattare le manette ai polsi di quest’ultimo che, in attesa di convalida dell’arresto, a esito delle formalità di rito, è stato immediatamente associato presso la locale Casa di Reclusione, come disposto dall’Autorità Giudiziaria. 

È di pochi giorni fa l’ultimo deferimento alla locale Procura di due giovani del capoluogo che passeggiando, venivano colti in flagranza di reato da una pattuglia dei Carabinieri della Sezione Operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Campobasso poiché trovati in possesso di una discreta quantità di stupefacente, quella volta si era trattato di eroina. 

L’operazione di ieri arriva al termine di una serie di appostamenti e pedinamenti nei confronti di soggetti gravitanti nel mondo del traffico illecito di sostanze stupefacenti che purtroppo sembra non conoscere alcuna flessione nelle vendite, nemmeno in questo difficile momento storico segnato da una emergenza epidemica senza precedenti.

Campobasso, spaccio di cocaina i Carabinieri arrestano un giovane del capoluogo

È stato tratto arrestato per spaccio di sostanza stupefacente l’ennesimo giovane di Campobasso. 

Nel corso dei servizi, svolti dai Carabinieri del Compagnia di Campobasso, finalizzati al controllo del territorio per prevenire i reati contro il patrimonio, quelli in materia di sostanze stupefacenti, nonché le violazioni al DPCM relativo all’emergenza “covid-19”, ad un Posto di Controllo sulla SS647, il 29enne, già noto alle Forze dell’Ordine, mostratosi da subito nervoso alla vista dei militari, è stato sottoposto a controllo accurato e a perquisizione personale e veicolare.    

A conclusione dell’attività di ricerca sono stati rinvenuti, nell’abitacolo della propria autovettura, ben 60 grammi circa di cocaina pura. La droga, pertanto, è stata immediatamente sottoposta a sequestro mentre il fermato, una volta condotto nella caserma di via Mazzini di Campobasso, veniva tratto in arresto e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nella circostanza l’uomo, peraltro recidivo nelle violazioni al decreto “anti-covid”, è stato altresì sanzionato anche amministrativamente con una multa di 533,33 euro. 

L’arresto è stato già convalidato dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Campobasso che ha poi disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora.

Serrate sul territorio continuano le attività degli uomini dell’Arma a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini.

Campobasso, per Rifondazione Comunista meno pistole più prevenzione

Il PRC – SE  del Molise apprende e stigmatizza con stupore e sconcerto la decisione dell’amministrazione Comunale  di Campobasso di dotare i vigili urbani di armi da fuoco per “vigilare” sulle scuole del capoluogo, maggiormente sul fenomeno dello spaccio di droga. Tutto ciò assume contorni ancora più grotteschi se si pensa che tale scelta verrebbe associata al progetto “Scuole sicure”Così il comune decide di usare i soldi destinati al contrasto al consumo di droga nelle scuole per comprare pistole e prevedere misure repressive. Pensavamo che i tempi dell’oscurantismo, nei comuni del Molise, fossero passati e che certe scelte punitive appartenessero a forze politiche retrograde e di stampo “fascio-leghista”, ma evidentemente ci sbagliavamo. Premesso che i compiti della polizia municipale sono diversi e molteplici in una città, ci preme maggiormente sottolineare il carattere repressivo e diseducativo della scelta dell’amministrazione pentastellata e del proprio sindaco, che pensa evidentemente di ritrovarsi a Bogotà e di voler fare la guerra ai narcotrafficanti. I fenomeni connessi allo spaccio sono molteplici, interessano il capoluogo in primis ma anche il resto della Regione e sono generati principalmente da uno scollamento sociale, da problematiche legate all’emarginazione sociale, al disadattamento, alle povertà e a fattori individuali e collettivi che andrebbero indagati a fondo, prevedendo interventi sociali mirati, semmai di prevenzione e educativi.  

Il tossicodipendente è infine una vittima del sistema e non un mero problema di ordine pubblico, è il prodotto di una società escludente e deviata, egoistica e sperequata. Pertanto, il controllo e la minaccia esibita con l’uso delle armi (stile sceriffo americano) oltre ad essere inutile non farebbe altro che peggiorare situazioni già critiche. 

Le scuole e i quartieri del capoluogo hanno bisogno di ben altri interventi, i ragazzi e le famiglie hanno bisogno di supporto sociale ed economico, soprattutto in questo periodo. Piuttosto che acquistare armi e munizioni sarebbe più utile destinare queste risorse alle famiglie e ai lavoratori che hanno perso il reddito, attivando da subito una campagna mirata al contrasto della dispersione scolastica, al recupero dei soggetti a rischio.

Coronavirus in Molise, primo caso “positivo” a Campobasso

Primo caso positivo a Campobasso: si tratta di una persona proveniente da Milano. Sono circa 400 le persone che, nei giorni scorsi, hanno fatto rientro in Molise dalle zone rosse e arancioni del Nord Italia.

Per esse la raccomandazione è sempre la stessa: comunicare il loro rientro, laddove non lo avessero ancora fatto, non muoversi assolutamente da casa per tutto il periodo della quarantena, evitare qualsiasi contatto al di fuori della propria abitazione, anche con i parenti più stretti, raccordarsi costantemente con le autorità sanitarie.