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Larino, l’amministrazione sceglie il silenzio nessuna risposta sulle richieste di opposizione e cittadini

Le norme di buona educazione, e come si dice da noi, di buona creanza, imporrebbero che a una richiesta dei cittadini seguisse una risposta, seppur in politichese. A Larino invece, si preferisce perdere giorni interi su una fantomatica rotonda al centro storico, per poi fare scena muta su questioni ben più importanti. Parliamo della richiesta delle opposizioni, di questo sito e di comuni cittadini, di poter assistere in qualche modo alla seduta del consiglio comunale di domani (martedi 14 luglio). Una seduta che per ovvi motivi, si presenta alquanto problematica per il Sindaco che arriva in assise civica senza assessori e quindi con un carico di responsabilità di non poco conto. Ieri abbiamo prospettato anche come sarebbe possibile assistere al consiglio ma niente, muti, non vedo non sento non parlo, come nella migliore tradizione di Siamo Larino, pronti a intervenire sulle scemenze ma mai, dico mai, sulle cose serie.

Per questo chiediamo un intervento urgente del Presidente del Consiglio Comunale, affinchè ci dia una risposta.

Non rispondono sulle autonome sistemazioni, non rispondono sulla mancanza di documenti per l’unica opera realizzata, il marciapiede del Conad, non rispondono sugli impianti sportivi, non rispondono sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni nei confronti di un assessore uscente. In compenso però, spesso vediamo impegnati Sindaco e assessore, per il momento ex, Giardino nel seguire i lavori che si stanno facendo, invece di essere seguiti dai tecnici comunali, li seguono loro, passo passo. Come non ricordare le ironie e gli interventi sia del Sindaco che dell’assessore Giardino, quando nella scora amministrazione l’allora assessore Palmieri faceva la stessa cosa! I termini erano più o meno questi: “l’assessore alle buche”, “l’assistente dei cantieri comunali”, “che titoli ha per seguire i lavori?”, “invece di andare a Campobasso a cercare fondi, guarda gli operai lavorare”. Ecco, le stesse cose che oggi, i nostri, fanno quotidianamente, solo che il sindaco è ancora in carica, ma l’assessore? Per il momento è senza deleghe, per cui non si capisce cosa faccia dietro gli operai, in ogni caso, se non era il ruolo dell’ex assessore Plamieri, immagino non sia nemmeno il suo, oppure, a proposito di “titoli” qualcuno ha più titoli dell’altro?

Larino, opposizione e cittadini chiedono di poter assistere al Consiglio Comunale in presenza o in diretta streaming

MIMI

Le opposizioni e i cittadini di Larino chiedono al Sindaco Puchetti e al Presidente del Consiglio Comunale Vesce, di poter assistere alla seduta di martedi prossimo. Le scuse avanzate dall’esecutivo sono diverse, principalmente che in tempo di epidemia non sarebbe possibile svolgere il consiglio comunale in presenza dei cittadini, e dall’altro lato, il Presidente Vesce dice che non essendoci un regolamento comunale che permetta la ripresa in streaming dei lavori non si può fare. È proprio cosi? Non direi, abbiamo trovato un approfondimento del decreto 17 marzo 2020 il decreto legge n. 18 recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” il quale all’articolo 73, comma 1, prevede che “Al fine di contrastare e contenere la diffusione del virus COVID-19 e fino alla data di cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, i consigli dei comuni, delle province e delle città metropolitane e le giunte comunali, che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati dal presidente del consiglio, ove previsto, o dal sindaco, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti, sia assicurata la regolarità dello svolgimento delle sedute e vengano garantiti lo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 97 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché adeguata pubblicità delle sedute, ove previsto, secondo le modalità individuate da ciascun ente”.

Non solo, entra anche nello specifico della “pubblicità delle sedute consiliari” e dice: “In particolare, delle due modalità proposte nel quesito, l’una consistente nella diretta streaming e l’altra nella pubblicazione, successivamente alla seduta, della registrazione integrale della seduta stessa, nel ribadire che spetta al Presidente del consiglio decidere quale modalità utilizzare, preferibilmente previo confronto con i Capigruppo, si ritiene che entrambe le modalità prefigurate siano in grado di raggiungere lo scopo per il quale sono state predisposte e cioè consentire la pubblicità della seduta del consiglio comunale. Ciò premesso non può sottacersi che, qualora il Comune abbia la strumentazione necessaria a consentire la diretta streaming, essa pare configurare lo strumento che in maniera più diretta ed efficace consentirebbe di dare adeguata pubblicità alla seduta del consiglio comunale”. Oggi abiamo a disposizione tanti e tali strumenti che la posizione del Presidente del Consiglio e del Sindaco di Larino sono totalmente ingiustificate, primo perché adottando tutte le misure di distanziamento la seduta si può fare anche con i cittadini, e in alternativa, basta un semplice telefonino per trasmettere la diretta dei lavori sulle piattaforma più utilizzate dai cittadini. Si vuole forse nascondere qualcosa? Si ha paura della figuraccia che faranno dopo l’azzeramento della giunta? Se non vogliono farlo è semplicemente per loro responsabilità.

Ururi, nasce l’Associazione Nazionale Tutela Salute dei Cittadini

Nel portare a conoscenza che è in fase di costituzione l’Associazione Nazionale  Tutela Salute dei Cittadini, che avrà fondamentalmente lo scopo di tutelare la salute dei cittadini, e di porre in essere tutte quelle iniziative atte alla corretta applicazione del diritto costituzionale alla salute, tutelando i cittadini nei rapporti con le istituzioni ed in qualsiasi sede, si coglie l’occasione per esporre delle brevi ma doverose considerazioni relative agli ultimi eventi.

            In considerazione alla ormai quotidiana emergenza “Coronavirus” che coinvolge anche la nostra regione, sarebbe stato, forse, più saggio destinare il plesso ospedaliero “Vietri” di Larino come punto di medicina generale a supporto dei nosocomi di Termoli e Campobasso. Allo stesso modo per Venafro che avrebbe potuto supportare Isernia ed il Cardarelli.

Ecco, al “Vietri” di Larino, dove vi è una eccellenza, la R.S.A, dove quotidianamente gli operatori sanitari, si impegnano, svolgendo con professionalità e dedizione la loro “missione”, resa “incontaminata” grazie a tutte le precauzioni e attenzioni messe in atto!

Ma iniziamo a porre dei legittimi interrogativi.

Tutto Il personale Sanitario è dotato a sufficienza,  di tutti i dispositivi di protezione individuale, previsti dalle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro ed in particolare quelli esposti a rischio Covid19?

A tutto il personale sanitario sono stati fatti i tamponi, per verificare il loro stato di salute per preservare loro stessi ma anche i pazienti?

A che punto ci troviamo per la distribuzione delle mascherine e dei guanti ai cittadini molisani?

Non sarebbe opportuno procedere ai tamponi anche a tutte quelle categorie a contatto con il pubblico come ad esempio commercianti, artigiani operatori di pubblici servizi? Ecco, queste sono solo alcune domande che come cittadini-contribuenti, ci chiediamo ed alle quali saremo grati ricevere risposte.

Larino, il Germoglio risponde al sindaco “avevi tutti i poteri per difendere i cittadini”

I Consiglieri di minoranza de “Il Germoglio” intendono portare alcune precisazioni a seguito degli epiteti che ci sono stati lanciati dal sindaco e dalla maggioranza, successivamente al nostro comunicato del 05/04/2020. 

In risposta alla dichiarazione menzognera di mancata collaborazione, ci riserviamo di riportare ai cittadini, in altri momenti più propizi e con dati di fatto, la nostra effettiva disponibilità e cooperazione ai fini del bene della collettività. 

Ricordiamo, altresì, che l’amore per il paese e per la comunità, per noi è prioritario. 

A tal merito tornando sull’argomento che in questo momento preoccupa la cittadinanza, la nostra esternazione si è fondata sull’epilogo della positività di alcuni pazienti del Vietri al Covid-19, le uniche vere vittime di questa grottesca vicenda.

Tali pazienti sono stati trasferiti al Vietri di Larino, in tutta fretta e senza tener conto dei protocolli di contenimento della pandemia nonostante provenienti dalla casa di riposo di Cercemaggiore, ove è in atto un focolaio da Covid-19 e pertanto decretata zona rossa.  Ma ricostruiamo i passaggi della vicenda. Purtroppo, come da timori già evidenziati da noi, 5 dei 6 pazienti sono risultati positivi al secondo tampone, effettuato dopo il trasferimento al Vietri.  

La scelta del trasferimento dei 6 anziani, non comprensibile e poco responsabile, ottemperata dai vertici regionali preposti, e qui tiriamo in ballo il dott. Florenzano e presidente Toma, conferma una gestione lacunosa dell’emergenza Covid-19. Si poteva effettivamente uscire dalla zona rossa, potevano i pazienti essere spostati senza l’esito del secondo tampone?  Qui entra in merito il ruolo del sindaco. L’articolo 50 del Testo Unico Enti Locali (TUEL) conferisce al sindaco nell’eventualità di emergenza sanitaria o di igiene pubblica, a carattere locale, il potere di emanare ordinanze contingibili. 

Si riporta che, il sindaco è autorità sanitaria locale ai sensi dell’art. 32 della legge 833/78 e art. 117 decreto legislativo n. 112/98. Inoltre, l’art. 54 del TUEL, sempre in riferimento alla materia di ordine e sicurezza pubblica, conferisce al sindaco il potere di emanare atti in veste di ufficiale del Governo, con azione motivata e previa comunicazione al Prefetto; egli può ottemperare provvedimenti anche contingibili e urgenti nel rispetto della pubblica incolumità. Potere attribuitogli dalle legge e dai regolamenti.  Riportiamo per completezza espositiva la Legge n. 3 del 2001, Riforma del titolo V° della Costituzione che, cristallizza il principio generale per cui ai Comuni viene conferito un generico potere di controllo riguardo la gestione della sanità pubblica, mentre la gestione economica e organizzativa, di fatto, è della regione.  

In uno stato di emergenza come quello attuale, il sindaco tuttavia come su indicato può avvalersi di validi supporti normativi al fine di emettere provvedimenti a tutela dei cittadini. Quindi rispondiamo al sindaco: poteva e doveva pretendere l’esito del secondo tampone prima dell’ingresso nel territorio comunale a tutela dell’incolumità dei cittadini in virtù della pandemia in atto. Inoltre l’adozione di una specifica ordinanza non entrava in contrasto con quanto stabilito nel D.L. n°9 del 2 marzo 2020 che all’art. 35 recita: “A seguito dell’adozione delle misure statali di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 non possono essere adottate e, ove adottate sono inefficaci, le ordinanze sindacali contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza predetta in contrasto con le misure statali”. La tutela della salute dei cittadini non poteva e non può contrastare con le misure nazionali.

Purtroppo, non bastano le missive inviate via PEC, ad esse devono seguire azioni concrete, noi della minoranza glielo stiamo suggerendo da molto tempo. Qualcosa poteva e doveva fare, ne ha i poteri e lo deve alla cittadinanza. 

Quanto accaduto è grave! Sono state esposti al contagio operatori sanitari e loro famiglie, altresì gli ospiti già in struttura. Altri sindaci in tutta Italia stanno facendo barricate affinché sia tutelata la salute dei propri concittadini, invece, a Larino ci si limita ad inviare lettere pensando che siano la soluzione a tutti i mali. 

Come già più volte accaduto in questi 2 anni di amministrazione, sindaco, il pressapochismo con cui viene gestita la macchina amministrativa sta portando, sempre più, verso eventi rovinosi.  Non è questa la sede opportuna per ricordarglielo, ora abbiamo altro da fronteggiare, una pandemia che mette a rischio l’incolumità pubblica, ma ci riserveremo di farglielo notare nelle sedi opportune quando sarà il momento. Ricordiamo però, agli amministratori di maggioranza, che il compito della minoranza in seno al Consiglio è quello di vigilare sull’azione della maggioranza e, oltre a quello di collaborare per il bene comune, vi è anche il dovere di comunicare ai cittadini quanto sta accadendo, a maggior ragione quando di mezzo ci va la salute di tutti. Questo, egregio sindaco, non significa essere sciacalli, ma semplicemente svolgere il ruolo che ci è stato conferito dai cittadini. Tornando brevemente sulla collaborazione, solo a titolo esemplificativo e non esaustivo ricordiamo le vicende della gestione del sisma, della raccolta dei rifiuti solidi urbani, della gestione del nostro cimitero, degli arredi urbani ecc. ecc.  

Forse è il caso di impegnarsi, fare un serio lavoro di squadra, attingere alle competenze necessarie, non quello di disperdere energie nell’elaborare denigratori messaggi nei confronti della minoranza. 

Larino, i cittadini sanno leggere anche tra le righe

Edmond Dantes

Il 27 giugno 1924, subito dopo il delitto Matteotti, i parlamentari dell’opposizione al governo fascista (guidati da G. Amendola) decisero di non partecipare più ai lavori del parlamento finché un nuovo governo non avesse ristabilito le libertà democratiche. La secessione che fu messa in atto rappresentò il massimo momento di protesta non violenta alla deriva antidemocratica che si andava consolidando in Italia. Tale azione è diventata nota come “salire all’Aventino”, dal nome del Colle dove i plebei si ritiravano nei periodi di contrasto con i patrizi nell’Antica Roma. Abbiamo deciso di ricordare nell’articolo uno degli episodi più bui della politica del ventennio fascista, anche a rischio di far apparire irriverente nominare Matteotti in una vicenda come questa che siamo costretti a ripetere da ormai 36 giorni. Lo abbiamo fatto per ricordare al Presidente del Consiglio Comunale di Larino – Prof. Antonio Vesce – che sarebbe opportuno convocare il Consiglio Comunale per discutere la mozione di sfiducia avanzata dalla minoranza nei confronti dell’Assessore Alice Vitiello, per le note vicende legate alla gestione dei fondi del terremoto del 2018. Così, ricordando la storia che sicuramente il Preside conosce, ma potrebbe aver distrattamente accantonato per via degli impegni istituzionali e scolastici, abbiamo prefigurato una delle ipotesi sul come potrebbe andare a finire la diatriba Consiglio si – Consiglio no, con la minoranza “sull’Aventino” ed i Consigli Comunali con la sola maggioranza  in Aula.

Approfittiamo per rammentare che quando si assume un ruolo istituzionale bisogna rappresentarlo in maniera degna: sembra invece che a Larino si stia facendo di tutto perché la democrazia venga calpestata, dimenticata ed offesa. Come se qualcuno dovesse coprire persone, oppure fatti che in occasione del Consiglio Comunale potrebbero essere portati a conoscenza della popolazione. Sinceramente non capiamo il motivo di tanta sottomissione a chi in realtà del Consiglio Comunale e dei cittadini se ne è importato ben poco. E non riusciamo neanche a renderci conto, a questo punto, dell’accondiscendenza della politica nostrana. Il Presidente del Consiglio Comunale ricopre un ruolo eccezionale, di garante dei cittadini e di maggioranza e minoranza che siedono nella massima Assise Pubblica, non può essere ostaggio di poteri estranei alla politica seria e rappresentativa del vivere comune, ed invece a Larino si barcamena nel sostenere una situazione che ormai tutti hanno compreso nella valenza negativa. Adesso è rimasto soltanto da capire il perché: se si tratta di umana pietà, di evidente “non voler vedere” (per usare un termine educato) oppure per altro, che sinceramente non vogliamo neanche pensare….. Buon lavoro Presidente, e non deluda i 361 elettori che hanno avuto  fiducia in Lei.         

Larino, da palazzo Ducale nessun rispetto per opposizioni e cittadini silenzio assoluto sul consiglio comunale

A oramai venti (20) giorni dall’ultimo consiglio comunale in cui le opposizioni hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Vitiello, dopo molti solleciti ricevuti da questo sito e dal gruppo del Germoglio, a palazzo Ducale regna il silenzio. Un silenzio imbarazzato è chiaro, ma sempre silenzio è. Ci chiediamo il perchè se la maggioranza predica trasparenza e impegno a ogni piè sospinto, perchè non si vuole comunicare ai cittadini se questo consiglio comunale s’adda fare oppure no e nel caso perchè, ritengono non dover procedere nella convocazione del consiglio comunale soprattutto alla luce dei fatti, chiari e limpidi? Si aspetta forse Carnevale?

Portocannone si parla di “sicurezza”, i Carabinieri incontrano il sindaco e i cittadini.

Nel corso della serata di venerdì scorso, nella sala consiliare di Portocannone presso Palazzo Manes, si è svolto un incontro tra i Carabinieri e la comunità locale finalizzato a fornire suggerimenti per scongiurare truffe, raggiri e furti.

L’incontro ha visto la partecipazione del Tenente Colonnello Fabio Ficuciello, Comandante della Compagnia Carabinieri di Termoli, e del Luogotenente Arturo D’Amico, Comandante della Stazione di Campomarino.

L’evento è stato organizzato dall’amministrazione comunale del centro molisano, ed è stato introdotto e presentato dal Sindaco dott. Giuseppe Caporicci.

Il Comandante Ficuciello, nel più ampio quadro di incontri concernenti i temi della legalità, voluti dal Comando Provinciale Carabinieri di Campobasso  per promuovere la conoscenza dei fenomeni criminosi e le possibili contromisure da adottare, ha illustrato innanzitutto le diverse tecniche delittuose di cui il cittadino può essere  vittima, per poi presentare sinteticamente quali accorgimenti adoperare per prevenire le truffe, i raggiri, patiti in particolare dagli anziani, nonché i furti in appartamento.

Nella circostanza, è stato possibile avvalersi del supplemento della Rivista Istituzionale dell’Arma “Il Carabiniere” che ha dedicato un opuscolo sull’ argomento dal titolo “Truffe agli anziani. I consigli dell’Arma “.

Sono stati, così, elencati casi concreti di truffe che si possono architettare attraverso falsi incidenti, sedicenti amici di famiglia, finte fughe di gas, e simulati rimborsi. Altri esempi di tali odiosi reati sono stati narrati e analizzati, descrivendo le relative contromisure da adottare.

Larino, l’opposizione al Sindaco “basta lavorare nel buio informate i cittadini”

Duro monito del gruppo di opposizione al comune di Larino al Sindaco sull’incontro organizzato con il Vescovo De Luca.

Giovedì 28 novembre 2019, alle ore 18:00, come comunicato dal Sindaco di Larino, presso la Casa di Formazione Diocesana San Giovanni XXIII, per iniziativa promossa dal Vescovo Gianfranco De Luca unitamente al dott. Giuseppe Puchetti, si terrà un tavolo di confronto con tutti gli amministratori del Basso Molise, che vedrà anche la partecipazione del Prof. Alberto Lo Presti, docente di Teoria politica e Storia delle dottrine politiche. L’incontro ha l’obiettivo di fare il punto sulle criticità esistenti e definire possibili strategie per il futuro del Basso Molise. Si discuterà, dunque, di infrastrutture, sanità e rilancio territoriale. 

“Il nostro impegno, insieme al Vescovo, è quello di sensibilizzare e rappresentare le esigenze del territorio a chi dovrà decidere, ovvero il Consiglio Regionale e il tavolo tecnico ministeriale”. Queste le parole del Primo Cittadino, in risposta a chi poneva domande su Facebook.

Il Germoglio e Noi per Larino, pur volendo definire lodevole l’iniziativa, ritengono che l’incontro dovrebbe essere aperto al pubblico, allargando la partecipazione ai soggetti del mondo imprenditoriale ed economico e a quelli deputati all’attenzione sul nostro territorio, che possono indicare la strada migliore per affrontare le problematiche dell’intera regione.  Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo registrare un’estromissione dei cittadini, che sono portatori di diritti sacrosanti, come quello democratico di essere partecipi di decisioni riguardanti l’area che abitano. Questo aspetto fondamentale, però, non è quasi mai ponderato dai decisori pubblici, le cui scelte ricadono inesorabilmente sul territorio e i suoi abitanti. Perché non affrontare delicati temi, quali la sanità e la viabilità, coinvolgendo la popolazione? Non ne vediamo davvero la ragione. Per quel che riguarda la nostra Città, ultimamente, tutto viene fatto lontano dai cittadini larinesi o a porte chiuse. Qualsiasi provvedimento riguardante un’area deve includere i cittadini, li deve rendere partecipi e attori protagonisti, insieme a tutte quelle figure specializzate che ogni giorno vivono il territorio e i suoi problemi. Ribadiamo, ancora una volta, che quando il popolo si vede abbandonato e non coinvolto, spontaneamente si riunisce dietro il muro creato da un’Amministrazione che lo snobba. 

Larino, ancora disservizi idrici cittadini infuriati amministrazione imbarazzata

I larinesi in qualche modo hanno fatto il callo sulle continue crisi idriche e i relativi disservizi. l’estate appena passata ha rappresentato il punto più alto di una situazione che è stata malgovernata dall’inizio da chi amministra e che non ha nessuna contezza di come funzionano i serbatoio cittadini e di come intervenire, e cosi anche la ditta storica che si occupa di queste cose a un certo punto ha iniziato ad arrancare perchè non sapeva cosa fare. L’ultimo fatto risale a due giorni fa quando il centro storico (da quello che sappiamo) è rimasto senz’acqua fino alle 8 di mattina.

“Un problema tecnico” dicevano dal Comune, impegnati a fare i disegni su come sistemare un milione di pulcini alle piane. “Un problema tecnico non dipeso da noi ma che abbiamo puntualmente risolto”, tanto puntualmente risolto che il giorno dopo, alla stessa ora e per le stesse ore è mancata di nuovo l’acqua, il tutto senza porsi il problema di avvisare i cittadini che non hanno potuto fare scorta di acqua con i relativi problemi che ne sono conseguiti, chi doveva andare a lavorare, chi a scuola, anziani allettati che hanno continuo bisogno di acqua, niente agli amministratori di queste cose non gliene frega nulla. La domanda nasce spontanea a questo punto, Possibile che un guasto tecnico si presenta per due giorni, alla stessa ora, allo stesso posto e con le stesse modalità? E perchè pur sapendo che il problema persisteva non hanno avvisato i cittadini? Da quel che risulta a questo sito, Molise Acque ha ridotto il flusso in arrivo in basso Molise dell’acqua del Matese, a causa di alcune rotture sulla linea sotto Guardialfiera, se passate vedrete che stanno lavorando, e di conseguenza nei serbatoi a Larino, cosi come in altri comuni vicini, arriva un ridotto flusso idrico che non basta a mantenere il livello dei serbatoi per soddisfare le esigenze, perchè dunque non dirlo? Quale immane impedimento è subentrato per omettere questi fatti e coglionare i cittadini con il “guasto tecnico non prevedibile”? Ma soprattutto perchè il tanto sbandierato telecontrollo dei serbatoi non funziona? Se funzionasse saprebbero in ogni momento quanta acqua c’è nei serbatoi. Purtroppo a Larino oggi non si rendono conto, ancora si rendono conto gli amministratori, che si trovano a governare un processo storico che dopo quarant’anni riporta nelle case dei larinesi acqua di sorgente. Chi scrive è certo che a Larino arriva l’acqua dal Matese, ma perchè si aspetta di concludere un tratto di impianto verso il serbatoio più in alto per dare comunicazione ufficiale ai cittadini? Una sorta di ultimo miglio alla conquista di una meta storica ma che non hanno ancora capito. Nelle mense scolastiche come in consiglio comunale si continua ad utilizzare acqua delle bottiglie in plastica, mentre altri comuni vicini a noi hanno addirittura regalato agli studenti borracce di alluminio, promuovendo in questo modo il non utilizzo della plastica, quelli si che sono sindaci che hanno almeno una visione sulla riduzione della plastica, a Larino no, a Larino ci si è intestarditi sull’ultimo miglio dimenticando tutto il resto. Noi restiamo in attesa, nella speranza che la meta arrivi subito, insieme magari alle analisi organolettiche dell’acqua che oggi possono visionare solo alcuni amministratori, non tutti, solo alcuni.

I Cittadini Segnalano: Larino fogna a cielo aperto alla fonte di San Pardo

Spesso su Facebook il sindaco di Larino, Pino Puchetti, redarguisce alcuni Cittadini che segnalano situazioni critiche solo sui social mentre lui gradirebbe segnalazioni in privato. Va da sè che il sindaco stesso ha spostato tutte le attività istituzionali sul social più famoso e utilizzato e di conseguenza alcuni cittadini denunciano i fatti su facebook, non tutti però.

Da qualche mese alcuni cittadini hanno segnalato all’ufficio tecnico di palazzo Ducale, una perdita importante di una fogna in direzione fonte di San Pardo, in via San Ricco. Segnalazioni fatte all’ingegnere Scardera sia in ufficio che per strada ma nessuno interviene. Intanto il liquido che fuoriesce dalla fogna si riversa nel vallone della terra carico di sporcizia e batteri, non proprio salutari per chi in quella zona ci vive, ci passeggia o coltiva il proprio orto. Sarà perché a questi signori non piace chi ha fatto la segnalazione? Sarà perché queste quisquilie non interessano agli amministratori e ai loro tecnici? Fatto sta che in quella zona la situazione sta diventando ogni giorno più insopportabile. E da quel che ci risulta non riparare una fogna potrebbe avere gravi coneguenze. Quindi se trovate un po’ di tempo vedete cosa fare.