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Pesante attacco del PD al Presidente del Consiglio Comunale di Larino

Nonostante i ripetuti tentativi messi in atto dalla maggioranza di Siamo Larino e dal suo organico riferimento, il Presidente del Consiglio Comunale, si è tenuta la discussione in consiglio dell’interrogazione della capogruppo PD Alice Vitiello sui finanziamenti del sisma 2018. Dall’intervento è emerso che hanno beneficiato dei contributi per il sisma, senza averne titolo, il Sindaco ed i suoi parenti, nonché i parenti di un altro consigliere comunale. Durante la discussione della consigliera PD
è venuta fuori quella verità che si è tentato di nascondere per tanto tempo e che invece è emersa in maniera inequivocabile dai documenti amministrativi inerenti
l’assegnazione dei contributi di autonoma sistemazione e di pronto ripristino.
Al di là dei contenuti che saranno oggetto di opportune e dovute valutazioni da parte degli organi preposti, siamo costretti ad evidenziare, inoltre, come all’interno del consiglio comunale vengono usati pesi e misure diversi a seconda del consigliere che
deve prendere la parola. Istintivamente tale colpa andrebbe attribuita al Presidente del Consiglio dott.ssa Iolanda Giusti che ha tentato di ostacolare in ogni modo l’intervento della Capogruppo PD, ma riflettendo bene il suo più grande errore è quello di avere svuotato il ruolo del Presidente del Consiglio, che deve essere super partes, mettendo in evidenza la totale mancanza di autonomia politica ed istituzionale. Tale aspetto è venuto fuori in modo neanche troppo velato proprio durante il consiglio comunale quando la stessa accettava suggerimenti dal Sindaco e
dal Segretario su come doveva gestire la discussione.
Alla luce della gravità dei fatti emersi verrà presentata una mozione di sfiducia al Sindaco.
La nostra Larino non merita un’amministrazione inadeguata e votata solo agli interessi personali mentre il paese arretra ogni giorno di più a livello sociale, economico, demografico, con perdita di ruolo e riferimento territoriale, ed il consiglio comunale vede svilita la sua funzione di programmazione e di progettualità per essere ridotto a luogo e momento di ratifica di atti decisi dalla Giunta.

Larino, il Consiglio Comunale scarta fruscio e piglia primiera

MQPZERO

Per un attimo ci eravamo illusi, i modi gentili e cordiali della Dott.ssa Iolanda Giusti apparivano differenti da quelli da “compagnone” del Presidente Vesce, ed invece…. “scarta fruscio e piglia primiera” diviene un proverbio attualissimo al Comune di Larino. La convocazione del Consiglio Comunale per il giorno 28 settembre 2020 è lo specchio di quanto sia radicato il concetto del “comando io e gli altri non sono niente” nell’attuale compagine di Governo cittadino. Andiamo per ordine. Il 7 agosto 2020, ultimo Consiglio Comunale, c’erano state scintille tra i Consiglieri Mezzapelle e Rainone da una parte e l’Assessore Bonomolo dall’altra, riguardo la documentazione dei lavori alla scuola Rosano. In pratica la minoranza contestava all’Assessore ed ai tecnici del Comune di aver iniziato i lavori senza il “deposito sismico” del progetto, fatto di rilevanza penale (forse però a Larino no, in quanto Procura della Repubblica, Carabinieri e Guardia di Finanza a volte sonnecchiano…). L’Assessore si era inalberato, dicendo che avrebbe portato i documenti, ma Rainone e Mezzapelle ricordavano a Bonomolo che avrebbe già dovuto portare gli atti in Consiglio quel giorno, senza perdere altro tempo. Morale della favola, Bonomolo si era impegnato a portare i documenti entro poco tempo, al prossimo Consiglio. Belle parole, fatti zero. La neo-Presidente del Consiglio Dott.ssa Iolanda Giusti però corre subito in soccorso della propria coalizione, dimenticando che il ruolo appena assunto è di garanzia, non di parte. Il Consiglio non si convoca più, come faceva Vesce seguendo i desideri del “cerchio magico”. E adesso che si convoca per il giorno 28 settembre, esattamente 50 giorni dopo la discussione in Aula, e cosa fa? Non inserisce all’ordine del giorno né la presentazione dei documenti né la conseguente discussione in Aula della questione “Scuola Rosano”. Dimentica che il Consiglio Comunale, da Lei presieduto, è il luogo deputato ad esercitare la forma democratica di Governo, che coinvolge cittadini, maggioranza e minoranza nella conoscenza della cosa pubblica. Oggi, nel silenzio del Presidente (abituato ad obbedir tacendo da Consigliere), ci chiediamo: perché? Perché una persona che fino al giorno prima decantava la capacità e l’indipendenza, oggi china la testa? Perché accetta supina gli ordini del “cerchio magico”? Questo articolo comincia con un detto, “scarta fruscio e piglia primiera”, e continua con un proverbio: “ a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si coglie”. Ed allora ci facciamo una passeggiata ideale tra ciò che tutti osservano e nessuno commenta, in pubblico, e cioè le “cambiali politiche” che il “cerchio magico” presenta all’incasso. La Consigliera Giusti con 235 preferenze si è ritrovata, dopo tutta la questione sisma 2018 ad occupare il ruolo di Presidente del Consiglio, dopo 24 mesi da meteora vissuti in Consiglio Comunale. Delega “giocattolo” del 18 luglio 2018 al Personale ed ai Rapporti con il Pubblico, raramente ha preso parola in Consiglio. Nel frattempo alcune decisioni dell’Ente Pubblico hanno coinvolto persone vicine al Consigliere e, senza specificare fatti e nomi, ci chiediamo a questo punto se il Presidente Giusti abbia di fatto capacità di indipendenza e di “super partes” necessari a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale di Larino, vista la decisione di soprassedere alla questione “Scuola Rosano”, che avrebbe sicuramente portato nocumento alla maggioranza, con il rischio di procedimenti penali. Certo, l’Assessore Bonomolo potrà sempre portare in Aula il “deposito sismico” e la data di firma del contratto, ma il buongiorno del Presidente Giusti resta evidentissimo. Faccio come dico io perché…perché devo farlo per forza, le cambiali si pagano!

Larino, la totale inutilità del Consiglio Comunale

L’Albo Pretorio del Comune di Larino fornisce molte notizie riguardo la vita del paese, anche se ogni tanto qualche informazione viene taciuta o nascosta da complici manine…. Leggendo i resoconti del Consiglio Comunale del 14 luglio 2020 pubblicati ieri (quasi 7 settimane dopo…., una vergogna) ci si accorge di quanto sia diventato inutile il Consiglio Comunale stesso. Per chi avrà la pazienza di leggere l’atto, e non per la lunghezza del testo quanto per il senso di frustrazione che proverà, sarà quasi obbligatorio concordare con noi. L’intervento riguarda una interpellanza presentata dal Consigliere Comunale Pardo Mezzapelle, giovane ingegnere larinese che ha voluto provare l’esperienza della vita politica ed amministrativa, premiato con 346 preferenze. Quindi Mezzapelle parla quantomeno a nome di 346 cittadini che lo hanno preferito per essere rappresentati. Il Consigliere spiega perché ha chiesto delucidazioni, parla di un palo di sostegno ad una delle telecamere di sorveglianza installate nel Comprensorio del Comune e sottolinea con dovizia di precisi particolari che la questione tecnica non è a posto, non è conforme a determinate normative ed espone il Comune a responsabilità di vario genere. Il Presidente cede la parola al Sindaco per la risposta, nonostante la procedura sia stata curata dall’allora Assessore Giardino (oggi ex). Andiamo con ordine. Prima il Sindaco parla delle difficoltà finanziarie, risolte non dice come ma risolte, e indica Larino come uno dei primi Comuni “ad effettuare il collaudo del progetto in esercizio provvisorio”. Dice poi che le telecamere sono state collaudate dalla Ditta Selcom e dalla Regione e che quindi “da fine 2019 c’era certificazione e collaudo dell’intervento, tanto da aver ricevuto i complimenti della Regione Molise”. Abbiamo virgolettato le sue parole, poi diremo perché. Parla poi del palo indicato da Mezzapelle e riferisce che un proprietario di un suolo si era opposto a posizionare il palo stesso sul suo terreno, ed era stato spostato su di un altro terreno. Riferisce anche “che sono state chieste rassicurazioni e delucidazioni da parte dei tecnici regionali, di chi ha lavorato, dal progettista e praticamente ci hanno assicurato che non c’erano problemi di violazione del codice della strada”. Mentre per rispondere Mezzapelle sulla difficoltà di irreggimentazione delle acque legata alla nuova posizione del palo, torna alla chiacchierata con tecnici della regione e progettisti sulla questione della circolazione stradale. Il buon Consigliere Mezzapelle, con la serafica pazienza che lo contraddistingue negli interventi in Consiglio, ribadisce di non essere soddisfatto della risposta, chiarisce che i lavori pubblici vanno corredati di progetti e così anche ogni variazione deve essere riportata agli atti ed autorizzata. E spiega che il collaudo delle telecamere come funzioni di ripresa non è il collaudo dell’installazione fisica. Apriti cielo, il Sindaco esordisce con un “le telecamere funzionano”, tranne poi ripiegare sul fatto che le telecamere forse si funzionano, ma non sono utilizzate perché di notte in Comune non c’è nessuno. Si sta valutando di collegarle con i Carabinieri, ma i Carabinieri non hanno soldi per il collegamento. E termina così il suo intervento “Il problema è che non le utilizza  nessuno quindi penso che sia opportuno metterle a disposizione della stazione dei carabinieri”. Leggere integralmente l’atto aiuterà meglio a capire di cosa si tratta, ma sinceramente a noi appare inutile andare ad ascoltare un Consiglio Comunale con simili dialoghi. Il Sindaco ha risposto ad un Consigliere Comunale su tutt’altro argomento rispetto a quello per cui si erano chieste spiegazioni, ha riferito che l’impianto è funzionante, pagato, installato, collaudato e …..non funziona? Anzi, forse funziona pure, ma non c’è nessuno al Comune di notte e perciò faremo vedere le immagini ai Carabinieri, che però non hanno soldi per visionare le nostre immagini? Ma forse stiamo scherzando? Ed i pareri sulla circolazione stradale richiesti a progettisti, tecnici regionali e chi ci lavorava, al posto di chiederli al Servizio di Vigilanza del Comune, quantomeno perché gli stessi tecnici a cui si era chiesto il parere erano quelli che avevano invaso un terreno privato per posizionare un palo senza informarsi prima dell’autorizzazione o della proprietà? Ed in Comune, qualcuno si è chiesto perché le immagini debbano essere visionate soltanto nella fase notturna, quando di giorno comunque l’impianto funziona? Ma siamo sicuri che si tratti soltanto di questo e non di difficoltà di altro genere? Intanto l’installazione e l’utilizzo delle telecamere di sorveglianza ha goduto di una liberalizzazione di fatto con le nuove norme antiterrorismo, ma è stato limitato l’utilizzo e la consultazione delle immagini senza valido motivo (specificato dalla Legge), richiedendo una specifica figura di gestore delle riprese e dei dati sensibili, con responsabilità a catena che nessuno vuole accollarsi nei Comuni.

Ma questa è un’altra storia. A noi interessava soltanto, con questo scritto, far comprendere a che basso livello sia stato portato il Consiglio Comunale, massima espressione di democrazia cittadina. Con l’esempio delle telecamere, abbiamo dimostrato che si parla nelle poche occasioni consentite, e poi tutto resta come prima. Per questo abbiamo virgolettato le parole pronunciate dl Sindaco, che in Consiglio le rivolge ai Cittadini, giusto per ricordarlo.  Abbiamo provato a rileggere i resoconti dei consigli comunali degli ultimi due anni, non si è mai arrivati ad una conclusione, zero assoluto, come il Nulla che aleggia per Palazzo Ducale. Torneremo sulla questione telecamere, ed insisteremo finchè non sarà risolta, e se riusciremo nell’intento sarà una ulteriore dimostrazione di quanto il Consiglio Comunale sia stato reso inutile dagli Amministratori. E torneremo su ogni questione, punto su punto, chiedendo l’aiuto ed il sostegno dei cittadini, senza neanche un passo indietro.

Larino, quale futuro per l’amministrazione? riflessioni a margine del consiglio comunale

MQP0

Finalmente si è tenuto il Consiglio Comunale! Dopo mesi di tensioni, articoli, invettive, arrabbiature e cose simili, la parola è arrivata al Consiglio… e quindi, cosa è successo? Nulla, assolutamente nulla, come il Nulla che continua a presiedere da perfetto fantasma il Consiglio Comunale di Larino, il Preside Antonio Vesce. Se pensava di riguadagnare dei punti persi nel gradimento (la faccia no, quella sarà un po’ più difficile, dopo aver fatto da zerbino a tutte le necessità dei suoi caporioni), sicuramente ha fallito obiettivo, e neanche sarà riuscito nel tentativo di mantenere stretta una compagine schiava del “cerchio magico” larinese. La Consigliera Alice Vitiello ha subito la conferma dell’abbandono a se stessa da parte della attuale maggioranza, immolata a garanzia di accordi che permettano di continuare a mantenere la supremazia in Consiglio. Tradotto in italiano, con la scusa di problemi legati al sisma 2018, ci togliamo davanti un Assessore capace di far politica e di offuscare le meteore della politica nostrana. La verità fa male, è difficile da digerire, ma dobbiamo riconoscere che una serie di attività culturali e sociali ha posto in vetrina Alice Vitiello, e ciò è inconcepibile sia per chi ha mire elettorali regionali (ce ne sono due o tre in maggioranza che vivono questi sogni….), sia per chi pretende il fantomatico rispetto di accordi elettorali con bilanciamento delle forze politiche ed ipotetiche staffette tra Assessori. La Consigliera Alice Vitiello (se accadrà il demansionamento), sarà stata esclusivamente sacrificata dai caporioni per continuare a gestire la maggioranza numerica. Non quella politica, di quella se ne fregano poco, ma di quella che permette di continuare a gestire in proprio i piccoli appalti, gli incarichi lavorativi senza concorso, gli affidi di questo o quel  lavoro a Ditte amiche, di poter continuare a fare il bello ed il cattivo tempo a proprio piacere.

Ah, dimenticavamo, anche a rinnovare “motu proprio” gli incarichi dirigenziali sempre all’interno del “cerchio magico”. Adesso però arriva una fase delicata, con il rinnovo delle Deleghe assessorili, quelle revocate dal Sindaco in occasione dell’azzeramento. A chi dare cosa? Chi premiare con la fedeltà e chi sminuire per aver sostenuto posizioni scomode? Qualcuno della ex Giunta, non è un mistero, ha velleità da asso pigliatutto, compresa l’ambita carica di Vice Sindaco, aspirazione che però si scontra con il desiderio di mantenere ben stretta la carica da parte di chi già la ricopriva. L’ex Vice Sindaco non vorrà restare a guardare, soprattutto in riferimento al ruolo di cura delle attività produttive ambito da altra papabile (considerati i voti ottenuti in lista…) che, se revocato, la priverebbe di una vetrina legata agli eventi come Fiere, mostre, manifestazioni commerciali e cose del genere, senza che due grandi privazioni possano essere compensate da incarichi semplice ed appariscenti. Infatti, l’ex Assessore in una posizione a dir poco ballerina ricopriva un sacco di incarichi, ma tolto quello del Turismo tutti “rognosi” e poco remunerativi sul piano della pubblicità. Poi resta un ultimo ex Assessore, mai purtroppo considerato abbastanza. Compresso tra i pesi massimi del “cerchio magico”, costretto a subire diktat estremi su rinnovi di Responsabili sgraditi, messo in una posizione di graticola pubblica sulla querelle degli impianti sportivi, accontentato con un leggero maquillage della palestra comunale, estromesso di fatto dalle questioni sull’ambiente – suo assessorato, ma merce preziosa per il “cerchio magico” – e mai considerato davvero organico alla Giunta per via della sua presunta non presenza a causa del lavoro fuori comune. Degli altri Consiglieri possiamo dire ben poco, in una supina accettazione dei comandi dei caporioni, non hanno mai aperto bocca in Consiglio, figuriamoci ora. Tenuti contenti da deleghe inutili sul piano normativo (a proposito, il Sindaco ha dimenticato la revoca delle deleghe “giocattolo” a due Consiglieri, forse perché non previste nella concessione dal Regolamento Comunale…e sarà sfuggito anche al Segretario Comunale, sempre attento quando vuole…), con provvedimenti presi dall’Amministrazione molto utili a propri familiari, possiamo considerarli alla stregua di soldatini usi “all’alza e abbassa” la mano a comando al momento del voto. Quindi, ricapitolando, non è cambiato granchè, forse cambierà poco, forse un nome e neanche un cognome, ma ancora una volta il potere politico l’avrà avuta vinta sulla democrazia. Il Consiglio Comunale di ieri, a porte chiuse per i cittadini, con la stampa e senza riprese, rappresenta il peggio del comportamento del Presidente del Consiglio Comunale. La votazione delle interpellanze e del bilancio eseguita a comando nonostante i mal di pancia, rappresenta il cedimento di ogni dignità dei Consiglieri che in giro per il paese continuano a lamentare la strapotenza del “cerchio magico” e la loro inutilità in Consiglio, mentre non riescono a rappresentare neanche se stessi davanti al Sindaco e all’ex Assessore asso pigliatutto. In ultimo poi, permettete di dirlo con tutto il dispiacere possibile, stiamo assistendo ad un teatrino dove neanche i ruoli non vengono più rispettati: notizie di reato per violazioni ambientali mai portate avanti, richieste di chiarimenti su prestazioni lavorative mai tenute in conto, lavori descritti e mai effettuati, dichiarazioni in Consiglio ed inviti al Segretario Comunale per trasmettere atti in Procura mai ascoltati, richiesta da parte della Protezione Civile di adempimenti conseguenziali ad atti pubblici mai eseguite. Prefetto, Procura della Repubblica, Carabinieri e Guardia di Finanza presenti anche in Tribunale con Aliquote investigative, zero assoluto. Anche soltanto per il ruolo obbligato di denuncia nei confronti di chi dichiara il falso, o per rispetto del proprio lavoro di tutela della comunità, zero assoluto. Sappiate però che non può durare a lungo, questo modo di fare non troverà sempre sponda ed alla fine qualcuno valuterà le carte ed – a quel punto – anche l’operato eventualmente omissivo o quello eventualmente denigratorio. Noi non ci fermeremo, non arretreremo di un passo, continueremo a seguire tutto ciò che riguarda Larino, la sua bellezza, il suo futuro, con la speranza che la città sia un giorno amministrata da persone interessate alla politica, quella vera e non quella dei personali interessi.

Larino, il tanto atteso consiglio comunale non entra nel merito delle questioni più importanti

Michele Mignogna

Un consiglio comunale a tratti soporifero quello che si è tenuto nella serata di ieri, 14 luglio, a palazzo Ducale. Un consiglio comunale tanto atteso soprattutto dai cittadini che non hanno potuto assistere a causa del Covid, in cui si doveva discutere, almeno politicamente, di quanto successo in maggioranza in questi giorni.

Come tutti sanno, il Sindaco ha azzerato la Giunta, presentandosi in consiglio senza nemmeno un assessore, e questo è stato il primo rilievo di Vito Di Maria de “il Germoglio”, ponendo immediatamente la pregiudiziale sostenuta anche dal resto dell’opposizione, ovvero, il Sindaco non può arrivare in consiglio, per approvare un bilancio con nessun assessore. Dopo una discussione, in cui il segretario comunale si è limitato solo ad annuire, hanno votato per continuare il consiglio senza Giunta.

Presenti in sala, solo i rappresentanti della stampa locale, giornali e blog, che sono stati autorizzati ad essere presenti, i pochi cittadini accorsi, si sono dovuti accontentare di seguire i lavori dietro la porta.

Su questo ci sia permesso di esprimere tutta la contrarietà si questo blog, in na situazione come quella che stiamo vivendo, dove, per fortuna, i contagi in Molise e a Larino sono ormai a zero, si poteva anche aprire le porte al Consiglio Comunale, con le dovute misure di distanziamento e ovviamente, di accortezza, in maniera da permettere, anche a un numero limitato di cittadini, di seguire i lavori, cosi purtroppo non è stato.

Il consiglio è entrato nel vivo quando Di Maria, sempre nel suo intervento iniziale dice: “La revoca degli assessori è stata determinata dalla volontà di non affrontare la mozione di sfiducia all’ex assessore Vitiello, il presidente non ci ha consentito la discussione, per questo deve dimettersi, lei ha detto che comunque è di parte, ma se ricopre questo ruolo non può essere di parte”.

Di Maria, chiede di fatto, le dimissioni del presidente Vesce, che nel famoso consiglio del febbraio scorso, aveva “garantito” che entro pochissimo tempo sarebbe stata portata in consiglio la mozione, ciò però non avvenne, e non per colpa del Covid o della chiusura, ma per volontà politica della maggioranza. A questo punto, l’ex assessore Vitiello prende la parola per l’ennesima arringa difensiva, condita di vittimismo perché, secondo lei, in questi mesi è “stata presa di mira dall’opposizione e da un blog locale (questo) che ogni settimana le ricordava la mozione di sfiducia. Ci dispiace aver disturbato il sonno all’ex assessore, ma sia l’opposizione, che il blog in questione hanno fatto solamente il proprio dovere, e cioè, raccontare ai cittadini fatti e circostanze in cui lei, suo malgrado, era coinvolta, tutto qui. Secondo Alice Vitiello dunque: “La mozione interessa me, ci tengo a dire che nessuno si è dimenticato anche perché un blog locale lo ricordava ogni settimana, l’art 21.4 stabilisce che la mozione deve essere motivata e la vostra non lo è (rivolta alle opposizioni). Ci tengo a far sapere che il 20 febbraio ponevo una questione al presidente e al sindaco con un parere legale per irricevibilità della mozione perché in contrasto con lo statuto del consiglio comunale, lo stesso statuto che nella sua riforma è stato firmato da Franco Rainone e Pino Pucheti, allora consiglieri comunali. Quindi questa iniziativa è illegittima, sono stata perseguitata, non ho mai  ricevuto risposta su questo parere legale protocollato e indirizzato sia al presidente Vesce che per conoscenza al Sindaco Puchetti, prima dell’azzeramento, era corretto, da parte loro, un chiarimento in questo senso, si è consentito verso la sottoscritta un comportamento persecutorio”. Ecco consigliere Alice Vitiello, fossi in te una domanda me la porrei se la tua stessa maggioranza ha inteso non rispondere nemmeno a un parere legale.

A stretto giro però Rainone risponde a Vitiello, sottolineando che la motivazione della mozione va ricercata nei comportamenti etici e morali e quindi politici.

Successivamente il consiglio ha discusso diverse interrogazioni delle opposizioni, sia sulla gestione della pineta in contrada Cappuccini. Nell’interrogazione Franco Rainone chiedeva a che punto sono le richieste di gestione della pineta, una presentata dalla Pro Loco e due da due diverse associazioni ecologiste, il Sindaco ha risposto che siccome sono più richieste, bisogna fare un bando nei prossimi giorni e individuare le condizioni migliori per l’ente.

Poi è toccato a Pardo Mezzapelle del germoglio discutere due interrogazioni, la prima sulla video sorveglianza cittadina, in cui chiedeva al Sindaco se le telecamere funzionano o meno la risposta è stata che: “La telecamere hanno sollevato una questione di rispetto della privacy che dobbiamo risolvere, per il momento le registrazioni sono messe a disposizione dei Carabinieri, perché bisogna individuare in Comune chi deve occuparsene”.

La seconda invece sulle autonome sistemazioni, tema che sta molto a cuore a questo sito per le stranezze con cui si procede, infatti il Sindaco ha affermato che attualmente “ci sono 28 famiglie fuori casa con una spesa di 28 mila euro, e di controlli non ne sono stati fatti”.

Insomma, un consiglio senza lode e senza infamia, con un bilancio che le opposizioni hanno giudicato, confuso e mancante in alcune parti, con il sindaco che ha ammesso in Consiglio di non averlo letto tutto, e che comunque hanno approvato a maggioranza, votato anche dagli assessori silurati (finora) e con il voto contrario delle opposizioni.

Larino, opposizione e cittadini chiedono di poter assistere al Consiglio Comunale in presenza o in diretta streaming

MIMI

Le opposizioni e i cittadini di Larino chiedono al Sindaco Puchetti e al Presidente del Consiglio Comunale Vesce, di poter assistere alla seduta di martedi prossimo. Le scuse avanzate dall’esecutivo sono diverse, principalmente che in tempo di epidemia non sarebbe possibile svolgere il consiglio comunale in presenza dei cittadini, e dall’altro lato, il Presidente Vesce dice che non essendoci un regolamento comunale che permetta la ripresa in streaming dei lavori non si può fare. È proprio cosi? Non direi, abbiamo trovato un approfondimento del decreto 17 marzo 2020 il decreto legge n. 18 recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” il quale all’articolo 73, comma 1, prevede che “Al fine di contrastare e contenere la diffusione del virus COVID-19 e fino alla data di cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, i consigli dei comuni, delle province e delle città metropolitane e le giunte comunali, che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati dal presidente del consiglio, ove previsto, o dal sindaco, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti, sia assicurata la regolarità dello svolgimento delle sedute e vengano garantiti lo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 97 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché adeguata pubblicità delle sedute, ove previsto, secondo le modalità individuate da ciascun ente”.

Non solo, entra anche nello specifico della “pubblicità delle sedute consiliari” e dice: “In particolare, delle due modalità proposte nel quesito, l’una consistente nella diretta streaming e l’altra nella pubblicazione, successivamente alla seduta, della registrazione integrale della seduta stessa, nel ribadire che spetta al Presidente del consiglio decidere quale modalità utilizzare, preferibilmente previo confronto con i Capigruppo, si ritiene che entrambe le modalità prefigurate siano in grado di raggiungere lo scopo per il quale sono state predisposte e cioè consentire la pubblicità della seduta del consiglio comunale. Ciò premesso non può sottacersi che, qualora il Comune abbia la strumentazione necessaria a consentire la diretta streaming, essa pare configurare lo strumento che in maniera più diretta ed efficace consentirebbe di dare adeguata pubblicità alla seduta del consiglio comunale”. Oggi abiamo a disposizione tanti e tali strumenti che la posizione del Presidente del Consiglio e del Sindaco di Larino sono totalmente ingiustificate, primo perché adottando tutte le misure di distanziamento la seduta si può fare anche con i cittadini, e in alternativa, basta un semplice telefonino per trasmettere la diretta dei lavori sulle piattaforma più utilizzate dai cittadini. Si vuole forse nascondere qualcosa? Si ha paura della figuraccia che faranno dopo l’azzeramento della giunta? Se non vogliono farlo è semplicemente per loro responsabilità.

Larino, Consiglio Comunale manca la convocazione sull’albo pretorio servizio appaltato all’esterno?

Da ieri circola la notizia della convocazione del Consiglio comunale di Larino per il 14 luglio, con ben 18 punti all’odine del giorno, ebbene sull’albo pretorio, luogo di pubblicazione di documenti Istituzionali di un Comune, mentre scriviamo (ore 12 e 53) non c’è ancora la convocazione ufficiale. La notizia è apparsa su un blog locale, rimandata da altri soggetti, oggi ne da notizia il Germoglio, ma nei documenti ufficiali del comune, non esiste. Si fa o non si fa il 14 prossimo il consiglio comunale? e i cittadini da chi devono saperlo se non da “fonti ufficiali” quale l’albo pretorio? Probabilmente anche questo servizio è stato appaltato all’esterno, come i tanti servizi comunali, solo che non ne sappiamo nulla, liberi di farlo ci mancherebbe altro, tanto ormai gli inquilini di palazzo Ducale non ci meravigliano più, ma almeno che si sappia come funzionano le convocazioni ufficiali dei consigli comunali. Grazie Presidente del Consiglio per la considerazione che ha dei cittadini.

Larino, tra annunci e mancate convocazioni chi gestisce il Consiglio Comunale?

Michele Mignogna

Ieri abbiamo parlato dell’omertà istituzionale dilagante a palazzo Ducale, nessuno che si senta in dovere di dire qualcosa, non a noi ma ai cittadini, bontà loro.

Oggi però parliamo della gestione del consiglio comunale, o meglio di chi dovrebbe gestirlo e, di fatto, non lo fa, ci riferiamo al Presidente del Consiglio Comunale, il Professore Antonio Vesce.

Premettiamo che per quanto ci riguarda, la figura del Presidente del Consiglio è importante per la garanzia che dovrebbe offrire a tutti i cittadini, solo che a Larino, come sempre succede, alcuni ruoli sono occupati solo perché il regolamento lo dice. Il Presidente del Consiglio ha un potere enorme se riferito al funzionamento della macchina amministrativa sotto l’aspetto politico s’intende. Il Presidente convoca il consiglio comunale, discute con maggioranza e opposizione sui punti da trattare, e garantisce che tutto questo funzioni.

A Larino però questo ruolo è interpretato solo a sostegno della maggioranza, perché? Presto detto, su questa compagine amministrativa pende da gennaio scorso una mozione di sfiducia nei confronti di un assessore per presunte, ripeto, presunte irregolarità (irregolarità non imbrogli, perdonate lo zelo ma cosi ci capiamo meglio) nella gestione di alcuni finanziamenti post sisma, ebbene nella seduta del 20 gennaio scorso il Presidente del Consiglio dichiarava: “.“All’unanimità, riprendiamo. Ho ricevuto una richiesta da parte dei quattro consiglieri di minoranza, con il seguente documento: “alla luce della discussione tenuta i consiglieri Di Maria, Vizzarri, Mezzapelle e Rainone presentano una mozione di sfiducia nei confronti dell’Assessore Vitiello Alice”. In base all’art. 49 dell’attuale regolamento di Consiglio comunale dobbiamo riunire il prossimo Consiglio comunale con questa mozione di sfiducia non prima di 10 giorni dal protocollo”. Pertanto non prima di 10 giorni, non dopo 365 giorni, saremo celeri nel presentare questo nuovo confronto in consiglio comunale, dove ci sarà la votazione nominativa scrutinio segreto della mozione presentata. Possiamo considerare concluso questo punto. Prego”.

Questa è la fedele trascrizione dal verbale del consiglio comunale. Ebbene, siamo a cinque mesi e di questo consiglio comunale non c’è nemmeno l’ombra. Certo abbiamo avuto tre mesi di chiusura totale e quindi impossibilitati a convocare un consiglio, noi stessi da questo sito abbiamo per giorni chiesto e sollecitato al Presidente la convocazione di questo consiglio comunale, non tanto per l’opposizione che l’aveva chiesto, quanto per i cittadini che hanno diritto di sapere. L’unico consiglio comunale convocato è stato quello sul Vietri, benissimo, ma alla ripresa delle attività ci saremmo aspettati l’immediata convocazione del consiglio comunale sulla mozione di sfiducia, invece niente, e all’orizzonte per il momento non lo vediamo. Un Presidente del consiglio ostaggio della maggioranza e delle correnti che la compongono (se il Presidente vuole rispondere lo accogliamo molto volentieri) un Presidente che sì, è espressione della maggioranza ma è soprattutto garante delle opposizioni e dei cittadini (perdonate la ripetizione del concetto). Non nascondiamo le nostre perplessità su questa gestione, e a onor del vero e per onestà intellettuale, è innegabile che il Presidente ha sempre avuto il sostegno di questo sito proprio perché abbiamo creduto sin dall’inizio all’importanza della sua figura. Ora, se per qualche motivo il Presidente è impossibilitato a operare lo dica e dica anche il perché, altrimenti non c’è giustificazione a tirare avanti una situazione che, con ogni probabilità, marcisce ogni giorno di più. Infatti, tutti sanno che i rapporti interni alla maggioranza non sono più idilliaci come la prima settimana di insediamento della compagine vincitrice, i rapporti sono tesi e lo sanno tutti. Noi non disperiamo e siamo certi che prima o poi (per forza prima dei 365 giorni come ha detto il Presidente) questo consiglio comunale sarà convocato, ma a chi e a cosa sta giovando questa situazione?

Larino, quando un Consiglio Comunale?

MIMI

I dati a livello nazionale ci stanno dicendo che, per fortuna, il peggio sembra sia passato. Siamo passati dal lockdown a una ripartenza, seppur controllata, di tutte le attività, addirittura giovedi scorso al centro storico è ripartito anche il mercato settimanale. L’unica cosa che non è ripartita è l’attività amministrativa intesa come sedi Istituzionali di discussione e di conoscenza delle cose poste in essere in questo periodo dall’amministrazione comunale, il Consiglio Comunale, che in altri comuni, con le tecnologie a disposizione oggi, hanno tenuto anche in piena chiusura, a Larino no!

Eppure le opposizioni hanno chiesto, ripetutamente, la convocazione di un’assise civica, addirittura agli inizi del mese sempre le opposizioni, avevano chiesto un consiglio comunale monotematico sulla sanità e sul futuro del Vietri, ma nemmeno quello si è stati in grado (o non vogliono?) di convocare, con tutte le cautele del caso. Proponendo alla maggioranza anche una piantina su come sistemare i consiglieri, ovviamente con la chiusura ai cittadini che però dovrebbero poter seguire i lavori via web, ripeto, con tutti i sistemi a disposizione. A dire il vero qualcuno ci ha raccontato che il nodo sta negli argomenti da trattare, ovvero, l’opposizione chiede anche la discussione dell’ormai dimenticata (dalla maggioranza)  mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Vitiello, sui fatti post sisma, mentre la maggioranza vorrebbe discutere solo il bilancio, per la prossima scadenza. Non sappiamo se ciò corrisponde a verità, il problema però resta, e cioè, perché non si convoca un consiglio comunale, che al netto delle discussioni in sospeso, racconti ai larinesi cosa hanno fatto, Sindaco e Assessori, in questo periodo di emergenza? Perché, oltre agli annunci, fantasmagorici, sui social, non ci raccontano nello specifico quali azioni hanno intrapreso e quali intendono intraprendere per la ripresa? A che punto sono tutte le proposte fatte dalle opposizioni?

Ecco, Presidente Vesce, ci rivolgiamo a Lei, che ha la prerogativa di convocare i consigli comunali, quali impedimenti sta riscontrando per non procedere con il suo mandato da Presidente del Consiglio Comunale?

Larino, situazione Vietri le opposizioni chiedono un consiglio comunale urgente

OGGETTO: richiesta di Consiglio Comunale monotematico, di carattere urgente e straordinario, per recepire e supportare la proposta di riconversione del Vietri in centro regionale e interregionale per la cura e ricerca di malattie infettive.

I consiglieri di minoranza de “Il Germoglio” e “Noi per Larino”, in considerazione della proposta avanzata dal commissario ad acta Angelo Giustini in questa delicata fase dettata dal Covid-19,

CHIEDONO

di indire un Consiglio comunale monotematico, di carattere urgente e straordinario, per recepire e supportare con un documento condiviso la proposta del commissario ad acta.

La riconversione del Vietri in un centro regionale ed interregionale per la cura e la ricerca delle malattie infettive è un progetto lungimirante che ridà dignità e funzionalità al nostro nosocomio. Una nuova veste che rimette il Vietri a servizio del territorio attenendosi alle direttive del Ministero della salute.  Ma affinché diventi una realtà è necessario unirsi in una concreta azione politica.

Il Germoglio

Noi per Larino