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Toma vs Conte: “sbagliato chiudere anche chi rispetta le norme”

«Sono fortemente contrario ad alcune norme contenute nel nuovo decreto firmato dal presidente Conte. Perché chiudere attività che rispettano il distanziamento? Già nei mesi scorsi bar e ristoranti, ad esempio, hanno ridotto capienza e applicato fermamente le regole. Perché accanirsi? Meglio sarebbe stato applicare controlli più serrati e punire chi usciva fuori dal perimetro normativo. Con il giusto distanziamento che motivo c’è di chiudere? Si può stare seduti ore in treno distanziati o su trasporti pubblici meno distanziati e in cinema, teatro e locali no. Io fatico a comprendere la logica dei provvedimenti. Il Paese è arrivato a questa seconda ondata stanco, se non si dà una prospettiva di uscita sarà difficile contenere il disagio sociale. La Conferenza delle Regioni, con il presidente Bonaccini, ha fatto un lavoro enorme a tutela dei cittadini, il Governo ascolti di più chi quotidianamente lavora sul territorio. E, soprattutto, dia ristoro economico veloce e adeguato a chi, da domani, sarà nuovamente penalizzato».

Così il presidente della Regione Molise, Donato Toma, in relazione all’ultimo Dpcm.

Larino,  dopo Conte anche Vincenzo De Luca chiama il Sindaco Puchetti “non ti serve la Giunta,  cosa ci devi fare?”

MiMi

(Mentre leggete tenete in mente la voce, la mimica facciale e la gestualità di De Luca, va bene anche quello di Crozza)

Certo che per il Sindaco di Larino,  Pino Puchetti,  sono ore difficili quelle che sta vivendo da quando ha deciso di azzerare la Giunta. Pochi giorni fa ha ricevuto la telefonata del premier Conte, oggi invece, con somma sorpresa, gli è arrivata quella del Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che ha voluto dargli qualche consiglio,  e come si dice dalle nostre parti, raccomanda la pecora al lupo.

DE LUCA: “pronto Sindaco, sono De Luca”. PUCHETTI : “chi, Claudio? L’ex comandante dei vigili di Larino? “. DE LUCA: “Ma quale Claudio,  so Vincenzo,  il migliore Presidente del Sud, quello dei lanciafiamme, ex Sindaco di Salerno e attuale Governatore della Campania”. PUCHETTI: “Dì la verità sei Crozza e ti hanno chiamato quelli di molisequattropuntozero,  dai non perdiamo tempo che ho da fare, devo programmare qualcosa,  ancora non so cosa, ma devo programmare”.

DE LUCA: ” uagliò ho detto che so Vincenzo quello vero, quale Crozza, quale molisepuntozeroquattro o come cacchio si chiamano quelli”. PUCHETTI: ” scusa Vincè, pensavo a uno scherzo, dimmi che vuoi, ho già parlato con Conte”. DE LUCA: “e pure a te ti piace perdere tempo con il nulla, il vuoto, i venditori di bibite al San Paolo, parliamo di cose serie. Pino… Pino… avevo un amico che si chiamava Pino, facevamo le barricate insieme durante le quattro giornate di Napoli, che bravo ragazzo! Era talmente alto che doveva camminare con le ginocchia per non farsi colpire, eh bei tempi. Senti, facciamola breve”. PUCHETTI: ” veramente hai iniziato tu dalla preistoria Vincè”. DE LUCA: ” non fare lo spiritoso con me, dunque,a te la Giunta non ti serve”. PUCHETTI: ” ma Conte ha detto che mi devo sbrigare”. DE LUCA: ” ti ho detto di lasciare perdere i bibitari, non ti serve la Giunta perché non ti fanno fare niente.  Per esempio quando ero Sindaco di Salerno,  ho nominato la Giunta solo per prassi,  cosi ho potuto cementificare tutta la costa salernitana,  tanto cemento che ancora oggi quando passo mi dico quanto cemento,  quanto è bello questo cemento,  cosi ti ricordano tutti e ti votano alle regionali. Per esempio vuoi riaprire l’anfiteatro romano? Devi costruire due bei palazzoni di cemento, tanto cemento,  cosi vendi gli appartamenti e i cancelli devono rimanere aperti per gli inquilini,  appartamenti con vista anfiteatro,  vengono anche dall’estero a comprarli, penso ai lombardi, ai veneti e la Soprintendenza muta”.

PUCHETTI: “presidè quelli sono italiani”. DE LUCA: ” Per te sono italiani.  Fammi dire Sindaco,  tu devi nominare un assessore ogni sei mesi, cosi quel Di Maria non dice niente e tu puoi buttare cemento,  tanto cemento,  milioni di metri cubi di cemento,  per esempio quel palazzo Ducale,  tutto quello spazio inutilizzato dell’atrio, una bella torre di cemento che la vedono a Termoli, una bella torre di cemento che tutti la devono vedere, elezione in Consiglio regionale assicurata Pino! Però quel Bonomolo,  amico di Conte, deve essere l’ultimo assessore sennò non ti fa fare nulla”. MQPZERO: ” azz che bei consigli,  tra un po’ gli consigli di vendere la Cattedrale,  come Totò con la fontana di Trevi!”. DE LUCA: ” Sindaco,  in quella torre puoi metterci anche questi di molisezeroquattropunto o come cacchio si chiama sembra un numero di telefono di quelle signorine sul webbe. Sindaco, senti a me, niente giunta e avanti col cemento”. Puchetti: “e adesso, che faccio, l’idea di non fare la Giunta mi sembra buona, ma poi si arrabbiano tutti… vabbè, adesso vado a tagliare l’erba nel Vallone, così mi viene qualche idea spettacolare, chiedo a qualche associazione se vuole partecipare ad un bando per partecipare alla Giunta….

Ultim’ora Larino, il Presidente del Consiglio Conte chiama il Sindaco Puchetti “hai fatto la Giunta?”

MiMi      

Poco fa appena atterrato a Roma il Presidente Conte ha telefonato al Sindaco di Larino Giuseppe Puchetti, “una telefonata in programma da tempo – ha raccontato Conte – perché impegnato in altre cose”. Sembra che in prima battuta Puchetti pensasse ad uno scherzo.  CONTE: “pronto Giuseppe? Sono il presidente Conte”  PUCHETTI: ” Conte chi? È uno scherzo di quelli di molisequattropuntozero vero? CONTE: ” No no sono io, quelli sono amici miei non ti preoccupare, senti, allora sta giunta l’hai fatta o no? Ho fatto prima io a portare 200 miliardi in Italia e non tu a fare una giunta in un comune di neanche settemila abitanti?”  PUCHETTI: ” Ma no presidè, è che insomma, qua ci stanno problemi, noi lavoriamo mica andiamo in giro in Europa a litigare con tutti, qui litighiamo tra di noi ma non lo diciamo sennò subito partono gli articoli degli amici tuoi. Ci sto lavorando, è già programmato, siamo un gruppo coeso, una squadra che funziona presidè” 

CONTE: ” Si come no, talmente in armonia che hai dovuto azzerare la Giunta da quindici giorni e ancora la rinomini, ti devo mandare Rocco?”   PUCHETTI: “no no lo teniamo pure noi un Rocco, tranquillo, lavoriamo per il bene della città noi, mica come i disfattisti del Germoglio!”  CONTE: “si si lo vedo bene come stai lavorando, belle le storie su facebook della pulizia delle strade, erba tagliata, Rocco me lo comunica sempre”.  PUCHETTI: “noi dobbiamo mantenere gli equilibri sennò non mi posso candidare alla regione, se fai il partito mi candido con te”. Conte: “ottimo perché io il partito non lo faccio (gran risata del premier). Senti non tergiversare, sta giunta la fai o devo pensarci io, ti prospetto la mia idea, dunque, dentro Vesce, Bonomolo (amico mio), Civitella e Angela Vitiello, a Vesce facciamo fare anche il vice sindaco cosi stai tranquillo, a Bonomolo una bella delega pesante e a Vitiello lo stesso.  MQPZERO: “sembrate Totò e Peppino divisi a Berlino”.  CONTE ” Rocco chiudi il collegamento con questi sennò mo li prendo a schiaffi, ma che modi sono”.  MQPZERO: “quanto sei permaloso presidè”.  PUCHETTI ” Presidè posso? Questa è anche la mia idea per la Giunta”.  CONTE: ” Per forza questi siete non è che ci vuole la zingara (altra gran risata del premier), vabbè sindaco muoviti che qua il tempo stringe, io vado a fare i conti, mi raccomando salutami gli amici di molisequattropuntozero”.  PUCHETTI: “Azz il presidente Conte…”

Larino, il giovane parrucchiere Nicola Fratangelo scrive a Conte

Michele Mignogna

Al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Egregio Presidente del Consiglio,
posso solo immaginare la quantità di difficoltà che si trova a dover affrontare in questo momento.

Così come sono convinto che a sua volta saprà immaginare cosa significa per un parrucchiere o per un’estetista dover attendere OLTRE TRE MESI prima di riaprire la propria attività.

Mi permetta, il mio è tutto fuorché egoismo di parte.
LA MIA È UNA SUPPLICA. Rispettosa, ferma, chiara. Soprattutto motivata. Non mi metto a discutere le origini delle sue scelte, anche se a mio avviso è evidente quanto siano illogiche, incomprensibili, inaccettabili. Il suo decreto è lì a confermare che i presupposti per riaprire prima di giugno ci sono! Accetteremo le disposizioni, il rapporto 1:1, tutto ciò che ci chiederete di fare… Ma una cosa, proprio non ce la deve chiedere, presidente. Perché lei ci sta chiedendo di CHIUDERE.
di “CHIUDERE”, non di tenere chiuso! UN’IMPRESA SU TRE non è in grado di reggere l’impatto di un altro mese senza incassi! E attenzione, deve essere chiaro:
SE LO STATO PREVEDESSE AIUTI CONCRETI, NON SAREI NEMMENO QUI A SCRIVERLE! Ma la situazione la conosciamo, e ahimè possiamo constatarla nei giorni che seguono ai suoi messaggi.

Si rende conto che i costi continuano ad essere quasi gli stessi… e che per molte imprese 600 euro servono per coprire quelli di UN GIORNO?
Inoltre, a che serve dilazionare i costi, quando i profitti sono stati annullati?! Perché attendere giugno? Perché?

Perché, oltre tutto, consegnare decine di migliaia di persone all’abusivismo incontrollato, che oltre a farsi beffe di lei e di chi le paga le tasse, striscia di casa in casa moltiplicando i rischi di contagio? Può davvero, Presidente, assumersi la responsabilità di far chiudere le imprese e far prosperare l’illegalità?

Le chiedo di ascoltare con attenzione diretti interessati, associazioni e parti sociali. Le chiedo di restituire dignità ad un mestiere e a chi le chiede solo di poterlo svolgere, al più presto, nel pieno rispetto delle sue disposizioni. Le chiedo di mostrare coscienza, senso di responsabilità, e capacità strategica.

Perché non si può distruggere in un trimestre ciò che è stato creato, spesso, con anni e anni di impegno, di passione, di dedizione. Le chiedo di estinguere quel senso di impotenza che ci soffoca e che può provocare danni incalcolabili, se non irreversibili, alle persone come alla società.

Serve coraggio.
Serve che lei faccia riaprire prima di giugno. Serve ridare speranza, forza, cuore, a chi merita un suo segnale concreto! SERVE RIAPRIRE.
Nel rispetto delle regole e delle persone che certamente le sapranno rispettare.

Serve generare fiducia, prima che venga smarrita per sempre…
Con tutti i rischi che ciò potrebbe comportare e che si spinge ben oltre il coronavirus.

Confido nella sua capacità di comprendere, di riflettere, di agire.

Con rispetto,

Fratangelo Nicola

Shine hair designer Larino (CB)

Emergenza Corona Virus, Toma in riunione con Conte per coordinare le azioni sul territorio

Il presidente della Regione Molise ha partecipato  alla riunione congiunta in videoconferenza fra Governo, presidenti di Regione e staff tecnico del Ministero della Salute allo scopo di coordinare le azioni, da mettere in campo su tutto il territorio nazionale, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus Covid-19 e tutelare, nel migliore dei modi, la salute dei cittadini.

«Il motivo principiale della riunione – spiega il governatore del Molise – è stato quello di fare il punto della situazione e di evitare interventi disomogenei sul territorio. Abbiamo concordato che il primo passo da fare sia quello di emanare un’ordinanza che contenga criteri univoci per tutte le zone dove non siano presenti focolai di infezione»

«C’è un clima di grande collaborazione – prosegue – che è fondamentale quando si tratta di affrontare situazioni di emergenza. Ma decisivo è l’apporto della cittadinanza che, senza allarmismo o panico collettivo, è chiamata ad agire seguendo le direttive del Ministero della Salute e quelle che in questi giorni stiamo comunicando in sinergia con l’Unità di crisi della Regione Molise».

«Venendo al Molise – conclude il presidente – ad oggi nessun caso di infezione da Coronavirus Covid-19 è stato accertato. Proseguiamo, incessantemente, con le misure di informazione e prevenzione, rispetto alle quali è determinante la disponibilità dei molisani a collaborare con le autorità sanitarie».

Regione, Lavoratori ex Ittierre Toma interessa il premier Conte

«Il problema dei lavoratori della ex Ittierre non si risolve, purtroppo, percorrendo le strade che  fin qui hanno portato al nulla di fatto.  Questa mattina, nel corso di un incontro con l’assessore Mazzuto e i sindacati, abbiamo convenuto, quale tentativo di soluzione, di coinvolgere direttamente il  presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte.  

Come concordato, mi sono attivato da subito inviando una nota al premier, al quale ho chiesto di essere ricevuto insieme alle rappresentanze sindacali e di far propria la modifica normativa al Decreto Crescita.

Al presidente Conte ho anticipato la situazione paradossale che si è venuta a creare, laddove si consideri che la Regione Molise ha le risorse da destinare per la mobilità in deroga, ma non può erogarle per un cavillo normativo legato alla continuità di trattamento».

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Molise, Donato Toma, a margine dell’incontro di questa mattina, a Palazzo Vitale, sulla questione dei lavoratori della ex Ittierre.

Sanità, militari in corsia Toma scrive a Conte

«Gentile Presidente, mi vedo costretto, ancora una volta, mio malgrado, a segnalarLe  il grave stato di crisi in cui versa la sanità molisana, una situazione emergenziale e improcrastinabile rispetto alla quale la politica posta in essere fin qui dalla Gestione commissariale ha evidenziato inadeguatezza e fallimento. 

L’ultimo atto, in ordine di tempo, vale a dire la richiesta dell’invio di medici militari per scongiurare la chiusura di reparti negli ospedali della regione, poteva e doveva essere evitato in ogni modo. Esso testimonia, inequivocabilmente, come i commissari non abbiano assolutamente il polso della situazione, né la capacità di governare lo stato di crisi e di proporre soluzioni idonee.

La  strada da percorrere, per non arrivare al punto in cui siamo, era stata indicata, in maniera chiara, dalla Direzione dell’Azienda sanitaria molisana (ASREM), che aveva sollecitato, esattamente un mese fa, i commissari a validare le procedure che avrebbero consentito di avere personale e prestazioni sufficienti per garantire la continuità dell’operatività sanitaria su tutto il territorio. Così non è stato e ora i commissari si assumono la gravissima responsabilità, di fronte a tutta la comunità, di aver portato la situazione a un livello di crisi mai visto prima.

Per tali gravi motivi, invito il Governo a prendere atto dello status quo e assumere i conseguenti provvedimenti, anche di carattere straordinario, con somma urgenza.

Bisogna agire e farlo subito. A rischio sono l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza e la tutela del diritto alla salute dei molisani.

L’occasione mi è gradita per porgerLe i più distinti saluti».

Il testo integrale della nota sulla sanità molisana che il presidente della Regione Molise ha inviato al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e, per conoscenza, al ministro della Sanità, Giulia Grillo, al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti.