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E tu e noi e lei fra noi vorrei non so, pensiero stupendo nasce un poco strisciante…

Edmond Dantes

Chi come me ha qualche anno sulle spallacce, ed è abituato, anzi cresciuto, con l’idea ben definita della politica e dei partiti politici, quelli che si studiavano nelle facoltà di Scienze Politiche, oggi siamo, come dire, orfani? Indecisi? Perplessi? Insomma, cerchiamo un centro di gravità permanente che ci faccia un attimo riflettere sulla politica in sé, e non tanto sulla gestione del potere. Direte “si ma perché il PCI, la DC, il PSI non hanno occupato e gestito il potere per anni, facendo tra l’altro tanti danni?” E avreste pure ragione, però a ogni elezione io sapevo chi e come votare, non ho mai votato per Giovanni e poi mi sono ritrovato Francesco, perché una legge elettorale a cacchio oggi impone tutto questo.

Oggi però il pensiero stupendo che nasce un poco strisciando è quello del PD, Renzi da una parte oggi possibilista su un’alleanza con il M5S, Zingaretti dall’altra che utilizza gli stessi termini di Salvini, Salvini da qualche spiaggia italiana chiede a Mattarella di fermare questo scempio (oggi su Repubblica), come se lui stesse facendo solo cose buone, è pur vero che Mattarella gli ha fatto passare le due schifezze di decreto sicurezza, ma a tutto c’è un limite. Probabilmente, Zingaretti, non ha ancora capito cosa sta succedendo, ma ha ancora un po’ di tempo per capirlo. Quindi potrebbe essere questo il quadro che oggi si prospetta per questo benedetto Paese? Può darsi, alla luce dei fatti è cosi, secondo voi è un’aberrazione della politica? Può darsi anche questo, ma come si potrebbe arginare la strafottenza di Salvini in questo momento? Probabilmente non sarà la soluzione ottimale, ma un accordo di Governo, anche a tempo determinato se volete, tra il M5S e il PD, potrebbe mettere un freno alla deriva populista e sovranista che oggi ci prospetta Salvini insieme alla Meloni (quella delle zucchine di mare). Solo in questo modo il Pd, a mio modesto avviso, potrebbe riscattare un minimo il suo senso di esistere sulla scena politica. Dovrebbe presentare a Conte (Di Maio ormai è fuori dai giochi) dieci punti sui quali puntare e cercare di ridiventare un partito della sinistra riformista (non che a me piaccia ma tant’è…).