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Larino, Il Germoglio chiede chiarezza sull’incubatoio AIA

Incubatoio AIA a Larino: la cittadinanza chiede trasparenza
Il Sindaco di Larino Giuseppe Puchetti ha manifestato forte soddisfazione per l’investimento che la Società Agricola “La Pellegrina Spa” andrà a realizzare nella zona P.I.P di Larino, ovvero un incubatoio in cui le uova, dopo il periodo di incubazione, verranno fatte schiudere, per poi smistare i pulcini nei vari allevamenti avicoli della Puglia. Lo stabilimento, come dichiarato dal Primo Cittadino, permetterà di avere nuova occupazione per la manovalanza locale, stimata in circa 30 unità. Chiaramente, nuovi posti di lavoro sono manna dal cielo per un territorio come il nostro che vive un momento di forte depressione economica.
Questo è tutto quello che si sa.

Di questo grande progetto, infatti, esiste solo una delibera, inserita nell’Albo Pretorio, risalente a prima del rogito per il passaggio di proprietà dei terreni dal Comune alla suddetta Società. Da qui, in molti hanno iniziato a chiedere delucidazioni circa la nuova attività, ma le risposte dell’Amministrazione sono state sempre vaghe, perché sulla questione vige il massimo riserbo. Tra l’altro, bisogna sottolineare anche il fatto che, in concomitanza con l’ultimo Consiglio Comunale, era stata annunciata una conferenza stampa in cui dovevano essere presenti anche i vertici dell’azienda veronese, che, però, è sfumata all’ultimo momento. Una cosa alquanto strana e sulla quale non si è data nessuna spiegazione. Ora, questo atteggiamento di chiusura da parte di chi, al contrario, dovrebbe rispettare quel principio di trasparenza fondamentale per una Pubblica Amministrazione, ha indotto molti a documentarsi per capire meglio che tipo di attività si insedierà a Larino. Per quanto riguarda il processo produttivo, per esempio si apprende che in Italia esistono incubatoi dove si fanno nascere pulcini destinati ad allevamenti da carne e incubatoi che selezionano solo pulcini femmina, future galline ovaiole, mentre i pulcini maschi, insieme a quelli malformati, vengono uccisi e addirittura triturati. Pratica crudele, di recente vietata in Germania. Inoltre, di questa modalità non è chiaro se il risultato della triturazione viene utilizzato per produrre mangime per altri animali o smaltito in altri modi. Ci si chiede allora, di che tipologia sarà l’incubatoio che sorgerà nella zona Piane di Larino?
Invece, in ordine alla manodopera impiegata all’interno dello stabilimento, bisogna tener conto dell’ambiente in cui si andrà ad operare: macchinari rumorosi, tra cui anche ventole, carrelli e pigolio continuo che acuiscono il fastidio, luci al neon molto forti, odori nauseabondi, caldo infernale. Ciò che preoccupa ancor di più è però l’impatto ambientale che l’attività avrà sul territorio. Questo è un aspetto assolutamente non trascurabile. Anche il famoso allevamento di manze della Granarolo sembrava una grande opportunità per la nostra città, ma si è scoperto poi che era altamente inquinante. Inoltre, che tipo di contratto è stato stipulato tra il Comune e l’azienda acquirente? Per esempio, è stato apposto un vincolo, a tempo determinato o indeterminato, che la obblighi a svolgere solo quella attività per un periodo prestabilito? I terreni sono ormai piena proprietà de “La Pellegrina” e senza un vincolo potrebbe rivenderli a terzi con il rischio di ritrovarci in futuro con chissà quale tipo di impianti. Poi, come mai la scelta di questa azienda è ricaduta proprio su Larino, visto che a Termoli c’è un’autostrada che facilita gli spostamenti? E ancora, perché il Molise se poi i pulcini devono essere trasferiti in stabilimenti pugliesi? Non era più semplice ed economico impiantarsi direttamente in Puglia? Domande lecite e dubbi fomentati da un atteggiamento che sfiora l’omertà e induce a pensare che sotto ci sia qualcosa di poco chiaro. Insomma, una nuova attività, nuovi posti di lavoro, casse del Comune rimpolpate dai soldi della vendita sono aspetti positivi. Allora, perché tutto questo mistero? Il territorio comunale appartiene ai cittadini di Larino, che hanno tutto il diritto di sapere cosa succede “in casa loro”. Non si pretendeva un audit civico attraverso cui i cittadini potessero esprimere il loro parere in merito alla questione, ma a cose già fatte hanno il sacrosanto diritto di fare domande e ottenere risposte. Nel caso si decidesse di rispondere, si chiede gentilmente di non divagare, come sta accadendo in questi giorni sui social, spostando l’attenzione sul ricavato dell’investimento e decantando le lodi dell’Amministrazione.
Infine, vi è una considerazione da fare circa l’appartenenza del Comune di Larino all’associazione del Biodistretto dei Laghi Frentani il cui presidente è il Sindaco Puchetti. Qualcuno può chiedersi ma cosa c’entra ora il Biodistretto dei Laghi Frentani con l’incubatoio? C’entra è come perché se si va a proporre e sviluppare una agricoltura biologica quest’ultima mal si concilia con un incubatoio che sarà al servizio di un allevamento intensivo.
Ma forse questo poco importa.