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C’è del marcio a Palazzo Ducale

In questi giorni stiamo assistendo a una vera e propria guerra tra le opposizioni a palazzo Ducale ed il sindaco di Larino, Puchetti. Il tutto nasce dopo il consiglio comunale di lunedi scorso, in cui, l’ex assessore Alice Vitiello, denuncia fatti che se accertati, sono di una gravità assoluta. Le accuse, in buona sostanza, riguardano i contributi post sisma, ovvero, autonoma sistemazione e pronto ripristino per le abitazioni danneggiate. Va detto che, sia questo sito che il Germoglio da due anni denunciamo queste situazioni alquanto strane. Situazioni che nell’ultimo consiglio comunale hanno investito frontalmente il sindaco e la sua maggioranza silente. La consigliera Vitiello ha detto senza mezzi termini chi e in che modo percepiscono il contributo per l’autonoma sistemazione e chi ha percepito quello per il pronto ripristino delle abitazioni. facendo cosi emergere che i parenti stretti del sindaco e di un consigliere comunale ne hanno beneficiato, da qui i social, ormai terreno di scontro su tutto, sono stati inondatti di post e comunicati, l’ultimo in ordine di tempo, quello del sindaco. Secondo il primo cittadino, sia in consiglio comunale che sui social, sia stata lesa la sua reputazione e onorabilità, senza però, come suo solito, entrare nel merito, dice solo che lui non ha mai percepito un contributo senza averne diritto. Fatto sta che ciò che è venuto alla luce in Consiglio è subito apparso diverso. Infatti se il Sindaco non ha richiesto il contributo di pronto ripristino come ha fatto a percepire quello per l’autonoma sistemazione? Forse vi ha rinunciato? Altra domanda da fare è, se l’immobile in cui abitava è stato interessato dai contributi per il pronto ripristino chi ha fatto la domanda? Solo un parente può essere? E se il parente ha fatto la domanda per i contributi di pronto ripristino ha preso anche l’autonoma sistemazione? Ricapitolando su un solo immobile danneggiato dal sisma 2018 sono state fatte due domande di autonoma sistemazione per due nuclei familiari ed una domanda di pronto ripristino? Allora forse questa è la criticità segnalata in consiglio comunale. Se tutto questo è accaduto qualcuno dovrà intervenire. Questi poi sono quelli che danno lezioni agli altri (sic!). Ora, secondo noi questa è materia da Procura della Repubblica che farebbe bene a intervenire almeno per fare chiarezza. Da un punto di vista politica invece è evidente che la poca trasparenza e la voglia di fare l’uomo solo al comando si sta rilevando sbagliata e per niente gestibile, perché alla fine le famose carte vedranno la luce, anche con le relative firme sugli atti, e a quel punto ci sarà poco da fare la vittima sui social.

Larino, quel pasticciaccio brutto di palazzo Ducale

MQPZERO

Siamo d’accordo che qualcuno, con mezzucci e mezze frasi, cerchi di nascondere l’incapacità della propria amministrazione. Ma il qualcuno in questione deve aspettarsi che, allo stesso modo, qualcun  altro cerchi di evidenziare la continua presa in giro che viene rivolta ai cittadini dalle pagine istituzionali. E’ di oggi una nota del Gruppo di opposizione “Il Germoglio” riferita al concorso per l’assunzione di due istruttori contabili al Comune di Larino (gli impiegati chiamati in gergo quotidiano “quelli della ragioneria”), in cui si affronta una questione di fondo relativa alla composizione della commissione esaminatrice. Per capirne di più ci siamo fatti una passeggiata virtuale tra le carte, quelle poche che compaiono nell’Albo Pretorio. Parte tutto nel 2018, con la Giunta Notarangelo, e prosegue con l’arrivo della Giunta Puchetti. Infatti proprio con gli attuali governanti si indice un bando di concorso, pubblicato nell’ottobre del 2018 e che – come spesso accade ai documenti elaborati dagli attuali “capi” – viene annullato in autotutela per degli evidenti errori. Sbagliando si impara? Forse nei proverbi, ma non a Larino, purtroppo. Nuovo bando di concorso, nuova nomina dei componenti della commissione esaminatrice, si riparte. Determinazione Dirigenziale 310 del 20 marzo 2020, testuali parole:

“ACCERTATO che nella composizione della Commissione giudicatrice viene garantito pari opportunità tra uomini e donne ai sensi delle disposizioni di cui all’art. 57, comma 1, lett. a) del D.Lgs. n.165/2001; RITENUTO doversi procedere alla nomina della Commissione Giudicatrice di cui all’Avviso Pubblico sopra richiamato, e che tali nomine per la stessa possano ricadere sulle seguenti figure:Avv. Massimo DI NEZZA- Presidente; Dr. Anthonj TAMBURRI – Componente; Dr. Fabio TALUCCI- Componente….”  

Scusate, ma a noi sembra che la parità di genere non sia assolutamente rispettata, ma noi non siamo esperti, e ci limitiamo ad andare avanti nella lettura. Il 3 agosto 2020 qualcuno si sveglia dal torpore estivo ed informa i “capi” che la parità di genere non è rispettata. Apriti cielo, putiferio. Come fare a rimettere in carreggiata la Commissione? Nessun problema, le idee geniali sono di questa Amministrazione.  Lo stesso 3 agosto la Responsabile del Servizio pubblica la Determinazione 754, con la quale determina di integrare i componenti della Commissione. Peccato però che scriva nelle motivazioni “…DI INTEGRARE la Commissione esaminatrice del Concorso nominando due membri aggiunti per gli esami di lingue straniere e per le discipline di settore, cosi come segue: “ Ing. Irene BOCCARDO – Componente; Prof. Lucia IANTOMASI –Componente…” e ci si rifaccia all’articolo 23 del Regolamento comunale sull’Ordinamento  generale degli Uffici e Servizi, dove invece si parla anche di parità di genere (tra l’altro indicando malamente che nella commissione deve esserci almeno una donna, come se le donne fossero dei panda da tutelare). La Boccardo è un ingegnere, non sembra indispensabile nelle lingue straniere e nelle discipline di settore, chissà qual è stato il criterio di scelta. La Iantomasi è un insegnante di lingua inglese ed i titoli invece li possiede, anche se ci chiediamo come la Responsabile del Servizio abbia optato per lei: conoscenza personale, pescando da una apposita lista (che ci assicurano non esistere) oppure grazie a qualche altro motivo sconosciuto (tipo, insegna alla scuola media di Larino e tra i tanti insegnanti che siedono in Consiglio Comunale è arrivato un suggerimento?). Fatto sta che il concorso in questione forse è in dirittura di arrivo, dopo soltanto quasi due anni di tira e molla tra mancanze, rinunce, fatti strani, revoche in autotutela e chi più ne ha più ne metta, alla faccia di tutta quella fretta iniziale (Responsabile dixit, gennaio 2019 ”….dato atto che è necessario procedere senza ulteriori dilazioni all’espletamento delle procedure concorsuali secondo quanto previsto dal bando e che occorre, pertanto, nominare la Commissione  Giudicatrice, al fine di procedere a programmare le fasi del concorso di cui trattasi, in considerazione anche del lasso di tempo trascorso dalla scadenza della presentazione delle domande di partecipazione nonché dei tempi per l’organizzazione delle prove di concorso….”)

Un’altra strana storia ambientata nel Comune di Larino, a cui per adesso manca ancora un capitolo, la determinazione dei compensi spettanti ai componenti esterni della Commissione medesima e l’eventuale compenso straordinario relativo all’attività svolta al di fuori dell’orario ordinario al Segretario verbalizzante. Prima i Componenti erano tre, adesso i Componenti sono cinque, più il Segretario. Addirittura il 3 agosto si dovevano svolgere le prove d’esame, ed ancora oggi non è pubblicato il compenso spettante a i Componenti della Commissione? Non crediamo che i Componenti abbiano accettato di valutare, senza paga, i partecipanti al concorso, così come non crediamo che la Responsabile se ne sia dimenticata. A nostro parere è l’ennesima forma di mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini da parte dell’Amministrazione Comunale. Ai cittadini chiediamo: siete ancora convinti che il concorso sia stato rinviato per la mancanza di esaminatori adatti? Noi crediamo di no, così come crediamo fermamente che ci sia stata una serie di errori nella pratica, a cui man mano si è cercato rimedio. A dimostrazione della palese incapacità a predisporre una seria programmazione di ogni atto amministrativo, cosa evidente sempre, sempre, sempre. Agli Amministratori un monito: smettetela di prendere in giro i cittadini, dite la verità.  “Abbiamo sbagliato, scusateci” è molto meglio del dire “Io sono io e tu non sei nessuno”….

Larino, la questione “autonome sistemazioni” crea imbarazzo a palazzo Ducale problemi all’orizzonte?

MIMI

Abbiamo più volte riportato su questo sito la questione, per niente chiara legata al contributo per l’autonoma sistemazione a seguito del sisma del 2018. A oggi nessun chiarimento è arrivato dall’amministrazione e dall’assessore (per ora ex) con delega alla ricostruzione, Nicola Giardino. Il contributo era concesso a chi, per rischio diretto, o indotto, è stato costretto ad abbandonare la propria abitazione cercando una sistemazione appunto autonoma, la Protezione Civile si faceva carico delle spese per l’affitto,  parliamo di una media di 500 euro a famiglia. Ebbene, sembrerebbe che molte di queste famiglie non hanno mai abbandonato la propria abitazione e complice la mancanza (voluta?) di controlli hanno percepito, e alcune lo stanno ancora percependo, il contributo senza averne, di fatto, diritto. Cosa che in giurisprudenza si chiama reato. Ma com’è stato possibile che sia accaduto? A questa domanda dovrebbero rispondere gli amministratori che com’è noto, su questioni serie scelgono il silenzio sperando che tutto passi nel dimenticatoio. 

Purtroppo però cosi non è e i problemi che potrebbero seguire a questo comportamento non sono bazzecole.  Iniziando da chi ha firmato i decreti sindacali, il Sindaco appunto, e la sua vice (oggi ex anche lei cosa che non cancella un comportamento quanto meno poco chiaro) che stando ai decreti, ha firmato tutti quelli che in qualche modo sono vicino al Sindaco, che per evitare un enorme conflitto li ha fatti firmare alla sua vice. Sono loro che hanno apposto la firma su questi decreti per la concessione dei contributi, e di questi almeno quattro casi sono a conoscenza degli amministratori e dei firmatari dei decreti che molto probabilmente non hanno mai lasciato la loro abitazione. Per questo motivo facciamo appello alla Procura della Repubblica di Larino affinché faccia luce su questa storia di ordinaria follia messa in atto da palazzo Ducale,  chiediamo di non girarsi dall’altra parte ma di approfondire tutta la questione post sisma. Non è possibile infrangere la legge senza nessuna conseguenza.

Larino, a palazzo Ducale la privacy è concessa solo agli amici degli amici ai parenti e al cerchio magico per i cittadini comuni non vale

Michele Mignogna

I cazzari rosè che, purtroppo, abitano palazzo Ducale in questo momento non ne azzeccano una. Eppure una presenza cosi massiccia di laureati, insegnanti, addirittura un preside, non si era mai vista nelle scorse amministrazioni, ma purtroppo, il titolo e la professione non sempre sono sinonimo di qualità amministrativa, anzi.

Cosa è successo stavolta? Il Sindaco Puchetti, ha concesso, con decreto sindacale (quindi suo) n°14 dell’11 giugno scorso, un’abitazione a una famiglia in evidente stato di necessità, quindi in emergenza abitativa il primo cittadino firma e pubblicano sull’albo pretorio del Comune l’atto, e fin qui nulla di strano direte voi. In effetti, è un provvedimento giusto sotto l’aspetto sociale e nessuno ha da dire nulla, il problema però è che insieme a questa delibera, hanno pubblicato sempre sull’albo pretorio, anche la relazione dei servizi sociali che affermava il grave stato di necessità di questa famiglia ad avere un’abitazione degna di questo nome, visto che dove vivevano mancava quasi tutto. Non contenti, e forse, per essere più credibili, i cazzari rosè che fanno? Nel pubblicare la relazione non hanno coperto i dati sensibili dei soggetti, e fatto ancor più grave, hanno pubblicato nomi e cognomi anche dei minori presenti, una palese violazione delle più elementari norme sulla privacy, hanno messo alla berlina una famiglia la cui unica colpa è quella di vivere in condizioni di disagio.

Per quanto ci riguarda eravamo a conoscenza del fatto fin dalla sua pubblicazione, e per non essere noi stessi complici di un reato, abbiamo aspettato la rimozione sia del decreto che della relazione, perché questo è successo, quando l’opposizione ha fatto notare agli scienziati il broccolone commesso, sono corsi ai ripari e hanno oscurato l’atto, fatto doveroso tra l’altro. Quindi abbiamo capito che se fai parte della cerchia degli amici, parenti e congiunti vari, la tua privacy sarà sempre garantita, se sei un povero cristo in croce, cazzi tuoi. Questo è valido per esempio per gli elenchi delle autonome sistemazioni, l’opposizione chiede da mesi di conoscere l’elenco e loro, i cazzari rosè, avanzano sempre problemi legati alla privacy, non solo, di questo non si discute nemmeno in consiglio comunale, vero Presidente Vesce? Quando ha intenzione di portare in assise civica la mozione di sfiducia dell’opposizione ad un suo assessore? Quando farà chiarezza sui “beneficiari” (che culo si dice a Larino) dell’autonoma sistemazione? Noi continuiamo a ribadire, e anche voi lo sapete benissimo, che ci sono titolari di autonoma sistemazione che non ne hanno nessun diritto, nessuno, abitano nelle stesse case per le quali hanno chiesto l’autonoma sistemazione perché inagibili.

Larino, ufficio postale al centro storico chiuso e disagi per il trasporto urbano i cazzari rosè di palazzo Ducale colpiscono ancora

Michele Mignogna

Quante volte abbiamo sentito frasi tipo “il centro storico ci sta a cuore”, “il nostro centro storico è un gioiello da proteggere e rilanciare”, “il nostro centro storico deve diventare il fiore all’occhiello del Molise”. Tantissime volte, queste frasi sono state pronunciate da tutti quelli che si candidavano alle elezioni, tranne poi dimenticarsene il giorno dopo. Negli ultimi anni la situazione è peggiorata, dl sisma del 2002 a dire il vero, da allora abbiamo visto un declino inesorabile e nemmeno tanto lento. Oggi, con l’emergenza Covid la situazione sta precipitando. Sia chiaro, è un caso che ad amministrare ci siano i cazzari rosè di palazzo Ducale, potevano starci altri e forse la situazione non sarebbe cambiata, ma oggi la responsabilità è nelle loro mani, pro tempore, per fortuna. Partiamo dal maggiore dei disagi, l’ufficio postale, chiuso per l’emergenza Covid, ad oggi, mentre Poste Italiane riapre quello di San Giuliano di Puglia e Rocchetta a Volturno, resta chiuso quello del centro storico di Larino, il centro storico che tutti amano ma che poi fanno diventare il pisciatoio pubblico durante l’estate. Ebbene, su questo sito abbiamo pubblicato giorni fa una nota di Larino Civica, in cui il Presidente del Consiglio comunale, Antonio Vesce, dichiarava che a fine mese (maggio) l’ufficio avrebbe riaperto almeno per le pensioni, chi vive al centro storico ha visto con i propri occhi che cosi non è stato. Poi però, siamo venuti a sapere che c’era stato un fraintendimento tra l’associazione e il Presidente, e che della questione si stava occupando il Sindaco e un consigliere comunale, risultato finale, una letterina, una delle tante che il Sindaco scrive a destra e manca, per chiedere a Poste Italiane, la riapertura dell’ufficio al centro storico, secondo voi quale sarà il risultato? Per noi l’ennesima cazzata rosè.

Veniamo al trasporto pubblico urbano, anche qui lo diciamo subito, il trasporto urbano dipende dalla regione Molise, che caccia i soldi per farlo funzionare, ma siccome stiamo in Molise, le cose non funzionano. Le circolari della ditta Lancieri hanno dovuto ridurre gli orari dei collegamenti dal centro storico al Piano San Leonardo, dove purtroppo, si devono recare soprattutto gli anziani soli e senza macchina, per tutta una serie di faccende, non ultima, recarsi alle Poste che al centro storico sono chiuse. Ora, non sappiamo se anche in questo caso il Sindaco scriverà una bella letterina al Presidente Toma, forse mentre scriviamo sarà già partita, ma una domanda è d’obbligo, caro Sindaco come pensa di difendere i cittadini se non riesce a farsi ascoltare da nessuna parte? Perchè ad esempio non parla con Toma per il trasporto pubblico, sottolineando la necessità di avere più collegamenti con la zona nuova? Perchè non cerca nelle poste di bilancio una soluzione che faccia fare qualche corsa in più alla ditta per agevolare gli anziani? Soprattutto, a che punto è la letterina alle Poste? forse era meglio un telegramma, che però non contenesse cazzate rosè.

Larino, imbarazzo a palazzo Ducale Toma resiste ma le firme di Puchetti Vesce e Puntillo per la sua sfiducia restano

MIMI

Probabilmente se a consigliare gli amministratori di palazzo Ducale, fosse stato Homer Simpson dopo aver passato una giornata intera al Bar di Boe bevendo Daff, non avrebbero fatto la figura barbina di questi giorni. Infatti, il Sindaco Puchetti, insieme al Presidente del Consiglio Comunale Vesce e al segretario locale del Partito Democratico Puntillo, hanno firmato, di fatto, un documento di sfiducia a Toma e all’intero consiglio regionale, rei secondo i firmatari del ricorso, di occupare abusivamente la loro posizione perché votati con una legge incostituzionale. Sorvoliamo sul fatto che la legge fu approvata durante il mandato di Paolo Frattura, ma perché si ricordano dopo tanto tempo? Ideatrice del ricorso è un’altra piddina di ferro, Laura Venittelli ex deputato della Repubblica, e che probabilmente oggi da inizio alla sua campagna elettorale in vista del voto regionale. Le firme apposte sul documento però, a quanto ci risulta, non sono state gradite dal resto della maggioranza, il perché è semplice, oggi se vuoi ottenere un minimo di finanziamento devi per forza passare per la Regione, non c’è altra via e di questo alcuni assessori ne sono fin troppo consci.

Sempre stando ai bene informati, sembra che Donato Toma abbia fatto recapitare al Sindaco frentano un pizzino nel quale sostanzialmente diceva che “questa è la seconda che mi fai”, si riferiva all’intervento del senatore D’Alfonso sull’ospedale Vietri, scavalcando di fatto il Presidente Toma, che già allora non la prese per niente bene. Oggi invece si ritrova un documento presentato al Tribunale di Campobasso che lo accusa di essere un abusivo e firmato dai tre dell’Ave Maria, Puchetti, Vesce e Puntillo, in un gesto forse di leggerezza istituzionale, ma tant’è. Nella giornata di ieri il sindaco Puchetti sul suo profilo facebook ha tentato una difesa d’ufficio, cercando di raddrizzare il tiro, dicendo, in buona sostanza, il nostro documento non è contro le persone ma contro la legge elettorale regionale, peccato che la Venittelli nella prima frase del ricorso scrive testualmente: “La maggioranza regionale è illegittima.” Non proprio quello che scrive il sindaco Puchetti insomma. Quindi addio sogni di gloria? Abbiamo capito che per il momento Toma non va a casa, benché sarebbe la soluzione migliore, ma oggi in ballo ci sono e ci saranno una serie di finanziamenti regionali sui quali lo stesso Toma dovrà decidere, e chi lo conosce sa bene quanto sia vendicativo soprattutto politicamente. Quindi, o le firme sono state apposte senza leggere, oppure il fantasmino formaggino, noto per essere alquanto dispettoso, notte tempo ha apposto le tre firme, non si spiega altrimenti.

Larino, buoni spesa i soliti ritardi di palazzo Ducale

In molti Comuni italiani parte oggi la seconda distribuzione dei bonus spesa destinati dallo Stato a chi ha difficoltà economica. A Larino siamo ancora alla presentazione delle domande, che poi dovranno essere valutate ed approvate. E’ facile tirare fuori chiacchiere e fantasie, mentre invece la gente ha necessità urgente di aiuti economici. Al Comune di Larino avete inventato valutazioni e richieste senza capo ne coda, tipo Isee e cose simili che lasciano il tempo che trovano, senza che nella normativa sia previsto niente del genere. I buoni spesa devono essere destinati a chi ha urgenza per una situazione nuova dovuta al virus che ha ridotto o fatto sparire il commercio, non per chi dall’isee (che elenca i redditi del 2018!!!) sembra non possedere nulla. I piccoli commercianti che non hanno ricevuto ancora gli aiuti di categoria, gli operai che non hanno ancora ricevuto l’indennità di cassa integrazione, chiunque abbia avuto una riduzione o una sospensione del lavoro, queste sono le categorie. Fate presto, non perdete altro tempo. Forse perchè in Comune tra dipendenti con lo stipendio, Assessori con lo stipendio, Sindaco con lo stipendio e Segretario con lo stipendio, non ci si rende conto che fuori dal Palazzo la gente comincia a soffrire sul serio? Aiutate il popolo, fate presto a gestire le pratiche del BONUS SPESA!

Larino, mancati controlli e ordinanze ritirate cosa succede a palazzo Ducale sulla ricostruzione?

Molisequattropuntozero è intervenuto spesso per segnalare, chiedere ed informare, entrando in una logica di attenzione per la vita cittadina. Il giorno 23 dicembre è stato convocato il Consiglio Comunale, tra i vari argomenti all’ordine del giorno abbiamo notato rifiuti, parco Chico Mendes, impianti sportivi e fieristici, oltre ad una interpellanza del Consigliere Mezzapelle riguardante sisma 2018, inagibilità e contributi per l’autonoma sistemazione.

E’ di tre giorni fa il nostro ultimo intervento in merito, quando abbiamo evidenziato che nelle maglie della ricostruzione possono nascondersi episodi che meritano di essere approfonditi. Il 6 dicembre 2019 la Regione Molise ha disposto il pagamento del contributo per l’autonoma sistemazione per 121.586,67 euro in favore del Comune di Larino, a copertura delle mensilità giugno, luglio e agosto 2019.

Tale cifra sarà integrata con altri 3.600 euro, a copertura totale delle spese affrontate, quindi il Comune di Larino erogherà 125.226,67 euro per le persone che hanno reperito un alloggio con affitto in attesa di ripristino del proprio appartamento. Intanto procedono le attività di sistemazione del patrimonio immobiliare, cercando di far rientrare presto più gente possibile nella propria casa, evitando a tutti problematiche di ogni genere. Tutto semplice? Non tanto, anzi, non sempre. Proprio qualche giorno fa ci sono state da parte del Comune  molte revoche in autotutela di contributi già concessi, il che significa che in Comune avevano riconosciuto il contributo richiesto e successivamente lo avevano revocato, essendosi accorti che non tutto andava per il giusto verso. Abbiamo affrontato una situazione in particolare, abbiamo letto le carte di una pratica istruita e verificata come previsto dalle Ordinanze della Protezione Civile Nazionale, e dopo il nostro articolo si è scatenata la corsa alla revoca in autotutela. Adesso, dopo che le nuove documentazioni sono state pubblicate, ci siamo posti alcune domande. Se non avessimo scritto dei contributi riconosciuti con scarso controllo, i soldi dello Stato dove sarebbero finiti? Il caso esaminato è emblematico di una tendenza a sistemare le proprie cose, senza pensare agli altri ed ai gravi problemi di chi realmente ha subito dal sisma quello che lo Stato riconosce come un danno al quale contribuire economicamente. Se a Larino per tre mensilità di autonoma sistemazione si erogheranno 125.000 euro, vorrà dire che con una media di 500 euro a famiglia ci saranno quasi cento interventi per persone che sono fuori di casa per danni alla casa nella quale abitavano realmente. I soldi distratti dalla regolare destinazione sono sottratti a queste persone, che corrono il rischio di rinviare sempre di più il proprio ritorno a casa. Per i danni l’Ordinanza della Protezione Civile n. 576 del 15 febbraio 2019, art. 1 specifica: ”…al fine di favorire l’immediato utilizzo dl patrimonio edilizio privato danneggiato da parte dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata danneggiata e sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità”. In pratica, se davvero abiti in quella casa – e non se hai soltanto la residenza – lo Stato interviene con contributo per i danni e per la sistemazione provvisoria in attesa dei lavori di ripristino. La raffica di revoche in autotutela nasce dalla verifica tardiva di alcune condizioni che competono al Comune (art. 6 “…i Comuni istruiscono le istanze, e ne comunicano i al richiedente l’approvazione o il rigetto entro il termine ……previa verifica dei requisiti e criteri contenuti nel presente articolo, in particolare in ordine: alla condizione che dette istanze corrispondano effettivamente ad abitazione principale, abituale e continuativa…..”, oltre ad altri criteri strettissimi di sorveglianza). Chi tra il personale del Comune ha effettuato i controlli e le verifiche previste? Sinceramente non si riesce mai a sapere, sembra che la richiesta di visione documenti da parte dei Consiglieri Comunali sia continuamente ostacolata tanto che ,in più di una occasione, è stato interessato il Prefetto per ripristinare la regolarità procedurale. Ma a noi interessa invece il discorso generale, non quello giudiziario, anche se la minaccia di denunciarci è sempre nell’aria. Ci chiediamo: chi è il tecnico che doveva verificare? Chi è il Capo Servizio che ha avvallato le procedure di controllo? Perché il Sindaco ha firmato Ordinanze poi revocate in autotutela? Perché, almeno nel caso in esame nei nostri articoli si è optato per una revoca in autotutela basata su una motivazione non importante quanto quella trascurata? Sono domande che speriamo ottengano risposta in Consiglio Comunale, ma risposte serie, perché noi continueremo a scrivere e segnalare finché non otterremo risposte soddisfacenti, e chiederemo anche a tutti i Consiglieri Comunali di maggioranza e di minoranza perché continuano a tollerare situazioni che sicuramente non gradiscono neanche loro.  Ad oggi siamo fermi alla minaccia di denuncia nei nostri confronti, alla quale abbiamo risposto con l’invito a procedere portando davanti alla Giustizia tutta la situazione, proprio perché si facesse chiarezza. Adesso la palla è al Consiglio Comunale ed ai tredici Consiglieri componenti: avete il mandato degli Elettori, del Popolo, che vi obbliga ad esaminare la questione. Fatelo, con serenità, coraggio e senso dello Stato. Lo dovete alla Comunità di Larino.

Larino, i misteri del cimitero che scuotono palazzo Ducale

Non è il nuovo film di Dario Argento e nemmeno un nuovo romanzo horror di Landsdale, ma è quello che accade al cimiteto di Larino raccontato in una nota congiunta di Noi per Larino e il Germoglio.

 Ancora poca chiarezza in merito alle questioni cimiteriali del Comune frentano. 

La minoranza di Palazzo Ducale appartenenti ai gruppi consiliari “Il Germoglio” e “Noi per Larino” intende sensibilizzare e delucidare la cittadinanza in merito alle incongruenze concernenti la gestione del cimitero di Larino. 

Necessario fare un breve excursus per rendere più comprensibile la questione: il consigliere di minoranza Vito Di Maria depositava lo scorso aprile 2019 due interpellanze che saranno poi, trattate nel successivo Consiglio comunale del 24 giugno 2019. Le interpellanze avevano come spunto informazioni apprese dall’albo pretorio: provvedimenti sindacali e dirigenziali foriero di dubbi che nella discussione dell’ Assise comunale non sono stati chiariti, anzi si è proseguiti nell’errare. 

Con la prima interpellanza si chiedeva chiarimenti in merito ad un provvedimento amministrativo  inerente l’assegnazione loculo cimiteriale avvenuto 14 giorni dopo il decesso di un cittadino larinese, quindi nel frattempo dove è stato custodito il feretro?

Altresì la domanda, per quale motivo non è stata applicata la determina dirigenziale n°49 del 2017 che regolarizza l’immediata tumulazione?  Ma l’Amministrazione non ha dato risposte esaurienti.

Durante lo stesso Consiglio nell’affrontare la seconda interpellanza riconducente sempre alle questioni cimiteriali, si chiedeva la motivazione in merito ad una estumulazione, tumulazione e traslazione di salma con documenti amministrativi riportanti la stessa data, come fosse avvenuto tutto lo stesso giorno, e quindi, con la violazione di tutte una serie di norme partendo dal regolamento di Polizia Mortuaria comunale sino a norme più impegnative. Il Sindaco giustificava la permanenza del defunto nell’area destinata all’emergenza loculi come una situazione transitoria in attesa di una destinazione più confacente. Quindi, sussiste davvero un’emergenza loculi, se essa sussiste viene applicata per tutti i cittadini in egual modo? Ma la risposta, come la precedente,  non è stata esauriente. 

Nel Consiglio comunale del 3 ottobre 2019 il consigliere Di Maria torna sull’argomento,  che continua ad essere poco trasparente, riportando una delibera di fine agosto con cui si autorizzava l’escavazione di 5 fosse cimiteriali e successivo reinterro per un totale di euro 1.037,00 più iva, e a tal merito chiedeva la regolarità del provvedimento che si presentava piuttosto ambiguo. Il sindaco, in risposta sminuiva la cifra menzionata e asseriva che l’Ente doveva comunque sostenere i costi dei lavori in questione, ma delle fosse nessuna spiegazione.  Di Maria, a controrisposta, affermava che trattandosi di soldi pubblici andavano comunque discussi con l’attenzione dovuta a garanzia del cittadino. 

Ma proprio per la mancata chiarezza, nel Consiglio comunale del 21 novembre scorso, il consigliere di minoranza Franco Rainone ritorna sull’argomento cimiteriale con una interpellanza depositata in settembre scorso, ma “considerata” in ritardo per un disguido amministrativo. 

Nell’interpellanza in questione, Rainone riportando sempre quanto appreso dall’albo pretorio del Comune di Larino, chiedeva tra l’inverosimile come poteva essere possibile una richiesta loculo pervenuta all’Ente dopo due giorni dall’avvenuto funerale di un cittadino di Larino che in realtà doveva essere già tumulato. 

Pertanto, chiedeva altresì, dove era stato custodito il feretro del defunto dopo la celebrazione del funerale e se vi era agli atti un verbale dei Vigili Urbani, ma anche in merito a ciò il Sindaco non ha chiarito il dilemma. Si aggiunge a quanto riportato da Rainone anche l’osservazione, del consigliere Di Maria, inerente la disparità di trattamento tra cittadini. Il consigliere Rainone, nel rimarcare la presenza dell’area predisposta per le urgenze,  evidenziandone anche i costi notevoli della stessa, oltre 2000 euro di differenza, fa notare la discrepanza di azioni per i defunti: alcuni tumulati nell’area del vecchio cimitero con costi inferiori, altri nell’area delle urgenze con costi esosi, mentre altri, tumulati in via transitoria nell’area dell’urgenze, nell’attesa che loculi meno costosi si rendano disponibili. Tutto ciò sempre autorizzato da provvedimenti amministrativi. 

Il consigliere Rainone pone, inoltre, un altro quesito fondamentale facendo riferimento alla normativa delle urgenze per carenza loculi che, non consente la prenotazione anzitempo essendo essa destinata all’immediata tumulazione. Chiede quindi, chiarimenti concernenti i provvedimenti amministrativi che hanno autorizzato traslazione e successiva tumulazione di defunti, nell’area sopracitata, deceduti addirittura nell’anno 2006. Il quesito, anche in questa circostanza, non ha ricevuto chiarimenti.

In tale sede si ritorna anche sulla questione delle già note 5 fosse cimiteriali evidenziate da Di Maria in precedenza. Il consigliere Rainone mostra in sede di Consiglio, un documento informativo fornito dal segretario comunale che riportava lavori di scavi di fosse cimiteriali effettuati, taluni, nell’anno 2018, ma le date riportate nella determina dirigenziale sono tutte di agosto 2019. In merito a tale incongruenza il sindaco si è infervorato, ma senza dare risposte opportune. 

Quindi le questioni cimiteriali frentane restano ingarbugliate nella poca trasparenza di azioni e forse anche nella poca consapevolezza dell’entità del problema, ma come ha asserito il presidente del Consiglio comunale Antonio Vesce “si fa per il morto e si cerca di aiutare la famiglia”, peccato però, a quanto pare non si fa per tutti i morti e non per tutte le famiglie. 

Assicuriamo i lettori che l’argomento verrà trattato anche in seguito in virtù di altre criticità riscontrate.

Larino, il potere delle donne mostra – convegno a palazzo Ducale

“IL POTERE DELLE DONNE”: A LARINO UNA MOSTRA-CONVEGNO IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Si intitola “Il Potere delle Donne” l’iniziativa organizzata dall’amministrazione comunale, nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne che ricorre il prossimo 25 Novembre. L’evento previsto per domenica 24 Novembre alle 17.30 nella Sala Freda del Palazzo Ducale, si articolerà in una mostra convegno che vedrà le testimonianze dell’artista italo-argentina Anna Maria Erra e di Maria Victoria Guevara, sorella di Ernesto Che Guevara e docente di storia presso l’Università dell’Havana a Cuba. Per l’occasione verrà allestita e inaugurata la mostra di pittura curata proprio da Anna Maria Erra, sul tema “La Rinascita delle Donne” che sarà aperta al pubblico dal 23 al 29 Novembre all’interno dello spazio della Sala Freda.